Ma qualcuno con un po' di fantasia c'è? Perché il panorama che si sta delineando per le prossime amministrative, nonostante i soggetti in campo, è desolantemente appiattito sugli stessi temi, e sulle stesse "soluzioni" (se guardiamo oltre la pletora di parole usate).
Non fa eccezione la neonata lista civica "La città per noi" (mah... noi la vorremmo di tutti... però anche questo ci contraddistingue): i punti salienti sono gli stessi, e le soluzioni idem - vedi i militari per le strade.
Ah si.. Dimenticavamo l'idilliaca ricostruzione - e come tutte le ricostruzioni idilliache fondamentalmente falsata - della prima immigrazione pratese, dove "tutti gli immigrati lavoravano per Prato e per la sua crescita". Un vero peccato che gli immigrati venissero prima di tutto per loro stessi, e pure legittimamente, e che questa "accoglienza" non sia stata delle migliori, visto che ancora oggi qualche pratese doc ricorda che i "marrocchini" ("affettuoso" nomignolo dato agli immigrati meridionali) venivano a Prato per "rubare il lavoro". Insomma, niente di diverso dal resto delle città industriali, e da quei fenomeni che negli anni Ottanta hanno dato origine alle prime "leghe" nel Nord...
Però, si sa, la memoria selettiva fa comodo...
MV
da il Tirreno del 12/12/08
Sicurezza e crisi i nodi della lista La città per noi
PRATO. Una cena all’hotel Datini per partire, con 160 partecipanti invitati a riempire un modulo semplice semplice per aderire a una nuova lista civica. Si chiama “La città per noi”. In attesa di raccogliere le firme e di presentare un candidato sindaco alle amministrative di primavera, è un’associazione, già strutturata e decisa a battere i tasti della sicurezza, del decoro della città, della lotta ai clandestini salvaguardando l’accoglienza degli immigrati che «lavorano con noi e per Prato». Parola di Silvano Agostinelli, il coordinatore, che pure ha ricordato il suo essere «originario dell’Umbria, un immigrato venuto qui nel 1959 col padre, per trovare una città accogliente con noi e con tutti gli altri». Un’accoglienza che, a parte la situazione economica assai diversa, derivava secondo Agostinelli da un fatto: «Che venissero dal sud, da altre province toscane, dal centro Italia o dal Veneto, tutti gli immigrati lavoravano per Prato e per la sua crescita». Oggi la situazione è diversa, però, e fatta di «concorrenza sleale e irregolarità». Nel mirino, i soliti noti: «Quelli che dormono, procreano e lavorano in uno stesso ambiente». Politica e istituzioni, secondo il coordinatore, non hanno offerto risposte, né controllato la situazione in modo e misura adeguate. «Riconosciamo solo il lavoro delle forze dell’ordine - ha osservato Agostinelli - Di fatto, sono gli unici a permetterci di uscire di casa e vivere. Se non bastano i loro sforzi, ben venga l’esercito».
Il programma, in sostanza, è qui. La lista - che fra i promotori trova tra gli altri il notaio Antonio La Gamba (presidente) e Paola Pancini (vice di Agostinelli) - guarda anche ad altro. In sintesi, i punti da sviluppare sono sei. Dalla sicurezza (con rilancio del centro e un occhio alla periferia) si passa allo smaltimento dei rifiuti, alla crisi economica, alla sanità pubblica. Temi, questi, da sviluppare nei mesi che verranno. Più chiari, semmai, altri due punti: «Revisione e modifica degli statuti comunali al fine di definire la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte dell’amministrazione» e «polithce giovanili che prestino attenzione al bullismo».
Fabio Barni
Nessun commento:
Posta un commento