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La mer, la fin...

mercoledì 17 dicembre 2008

Prato. Sicurezza: militari medicina sbagliata

Sui parcheggi più accessibili potremmo discutere, così come il rischio di trasformare il centro in un divertimentificio... Ma le parole di Ossani sono significative, e la posizione merita attenzione e riflessione!
MV

da il Tirreno del 17/12/08
«I militari sono la medicina sbagliata»

Le proposte alternative di Eros Ossani, gestore del cinema Eden

PRATO. L’esercito in centro? Non serve a niente. A dirlo è Eros Ossani, patron del cinema Eden che proprio nell’ultimo anno ha investito milioni di euro per creare una multisala nel centro della città. Dove il pubblico non manca. Anzi, a far due conti, l’Eden è il locale più frequentato dai pratesi, almeno in centro. E se il cuore della città si svuota, per Ossani la responsabilità non è né dei migranti che hanno occupato alcune zone e nemmeno della microcriminalità. Ma è soprattutto delle scelte sbagliate dell’amministrazione di centrosinistra. Parole di un bolognese trapiantato a Prato da decenni, che ancora oggi continua a definirsi comunista.
«Per riportare le persone a vivere la città - spiega - non c’è bisogno dei militari. Ci vorrebbero scelte politiche diverse che le amministrazioni di centrosinistra non hanno fatto. Purtroppo a Prato, come in altre città, le amministrazioni comunali hanno portato avanti una politica di sviluppo dei centri commerciali, penalizzando fortemente i centri storici. E il danno che è stato fatto, non si ripara portando i militari in città». Basterebbero, secondo Eros Ossani, scelte politiche diverse: più locali aperti la sera, più spazi da condividere, più iniziative e magari anche parcheggi più accessibili. «Il clima che si respira in questo periodo è davvero insopportabile per chi come me ha fatto investimenti notevoli nel centro di questa città - aggiunge - perché per prendere voti si sta cavalcando il tema della sicurezza. Con queste polemiche si scoraggia la gente a venire in centro». Soprattutto la sera, quando le persone hanno più tempo libero. «L’amministrazione ancora oggi non riesce a farsi una ragione del fatto che le persone escono di casa soprattutto dopo le 18.30 - aggiunge Ossani - quando hanno finito di lavorare. Anche i centri commerciali sono affollati dal tardo pomeriggio. Se non si dà la possibilità di vivere il centro allo stesso modo, tutte le altre proposte sono soltanto fumo negli occhi».
L’appello che Ossani fa alla pubblica amministrazione è quello di ascoltare i commercianti che lavorano in centro. «Soprattutto - dice - quelli che nel loro lavoro continuano a crederci, che non hanno paura di fare investimenti. L’amministrazione e le associazioni di categoria ascoltano soltanto quelli che chiudono i negozi. Sarebbe forse meglio se ogni tanto chiedessero che cosa pensano gli esercenti che invece nel centro vogliono continuare a crederci».
A Prato quindi, non serve l’esercito. «Servono locali dove prendere un aperitivo o dove ritrovarsi prima o dopo il cinema - dice - servono luoghi dove i giovani possano stare insieme e divertirsi, servono centri di aggregazione. Serve una politica che rimetta al centro la piazza come luogo d’incontro tra la gente. Se il centro si ripopola di persone, sicuramente l’allarmismo che si sta facendo in questo periodo perderà il fascino che pare essersi conquistato in queste settimane».
Francesca Gori

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