Hanno ragione gli amici di Giovani e Famiglia: il dibattito politico impone scelte controverse. E queste scelte possono essere dirimenti.
Il nostro no all'esercito per le strade è deciso e non ideologico, ma basato su una lettura completamente diversa della situazione pratese. E basta partire dall'intervista al questore Savi già citata, che metteva in guardia dalle esagerazioni.
Prato non è in una "situazione di emergenza", nonostante si voglia accreditare a tutti i costi questa visione. Ha problemi seri, e reali, ma che devono essere valutati oggettivamente e contestualizzati. E le relative soluzioni devono essere tali! Il resto è fumo negli occhi.
E quella dei militari per le strade è una operazione puramente di facciata, e di una brutta facciata. Perché più che "sicurezza" trasmetterebbe ancora di più quel senso di assedio che già ora viene diffuso ed alimentato ben oltre la realtà delle cose. Starebbe a "certificare" la paura.
I bilanci comunali non sarebbero comunque gravati se lo stato decidesse di mettere realmente le forze dell'ordine e le pubbliche amministrazioni in grado di svolgere totalmente il proprio ruolo.
E qui non c'è mediazione possibile, perché si tratta di visioni diverse della città.
Un polo che si voglia veramente "civico" dovrebbe impegnarsi prima di tutto a rilanciare una visione della città non incentrata sulla paura e sulla chiusura, e soprattutto rigettare tutti i palliativi e le false cure, per andare nel cuore dei problemi e dargli una soluzione nella prospettiva del "bene comune". Vuol dire quindi anche avere il coraggio, civicamente, di opporsi ad un falso "senso comune" che viene montato in realtà ad arte.
Per quanto ci riguarda, chi invece opta per le soluzioni da "trincea", da linea Maginot (e il riferimento alla più inutile ed imponente fortificazione militare europea non è casuale...) contro la "morsa della criminalità", sta costruendo un polo "militare", e contribuisce pesantemente al processo di impoverimento del senso civico e alla "desertificazione" della città.
Municipio Verde
La lista civica Giovani e Famiglia è favorevole all'impiego dei militari a Prato. Questa nostra posizione è condivisa dalla maggioranza dei nostri sostenitori mentre ha indispettito alcuni nostri amici e potenziali alleati. Ciò è piuttosto naturale quando il dibattito politico impone la presa di posizione anche su questioni controverse.
Di fronte ad un disagio reale da parte di un gran numero di cittadini che vivono con forte insofferenza il procedere della crisi economica, la diffusione della illegalità, la forte percezione di insicurezza, l'atteggiamento più sbagliato è fare finta che i problemi non esistano, rimanere in silenzio, o affidarsi agli stessi rimedi che hanno dimostrato di non funzionare. Occorrono pertanto delle soluzioni diverse, ed è meglio agire con le opzioni che abbiamo sul tavolo prima di aspettare un rimedio ideale che con molta probabilità non arriverà mai, mentre le situazioni continuano progressivamente a peggiorare. Sappiamo tutti che il nostro sistema giudiziario è farraginoso, troppo lento, e andrebbe migliorato per rendere efficaci gli interventi delle forze dell'ordine. Ma dobbiamo realisticamente prendere atto che ciò non accadrà nei prossimi mesi e probabilmente neppure in pochi anni.
Il governo nazionale offre la disponibilità di impiegare temporaneamente militari sul territorio per contrastare i nostri specifici problemi. Questa opzione è rapidamente operativa ed è possibile poiché non grava sulla nostra disastrata spesa pubblica come invece avverrebbe con l'assunzione di nuovo personale. Non dobbiamo chiuderci in posizioni aprioristiche. E' interesse del sindaco convincere, o ingannare, i cittadini dicendo che "i militari non servono a niente" o "sarebbero d'intralcio alle forze dell'ordine", oppure "si tratterebbe di quindici marinai" (tutte affermazioni sulle quali è bene dubitare), poiché ha la convenienza ad eludere le questioni di illegalità e di sicurezza per sfuggire le pesanti responsabilità accumulate dalla sua parte politica. I cittadini consapevoli devono invece chiedersi se la nostra città si trovi in una situazione di emergenza o meno. Se abbiamo bisogno di aumentare il controllo del nostro territorio o no. Noi di Giovani e Famiglia riteniamo che Prato si trovi in una fase storica di una gravità eccezionale, che sta mettendo a rischio il suo futuro e la sua identità. In nessuna altra città europea ci risulta esista una tale concentrazione di sfruttamento della manodopera clandestina e di presenza di soggiornanti illegali come a Prato, in rapporto alla sua popolazione. In nessuna città europea, o forse al mondo, ci risulta che esista una città nella città come il distretto parallelo cinese, con un fatturato stimato di oltre due miliardi di euro. Prato, e i suoi tanti capannoni, sono ormai capitale dello stoccaggio e dello smistamento delle merci contraffatte. La presenza di mafie cinesi e italiane è un dato reale. La percezione di insicurezza, di frustrazione, di impotenza sono sentimenti diffusi tra i cittadini pratesi e ne abbattono quotidianamente il morale. I processi di disgregazione in atto devono essere arrestati e ricondotti alla legalità con beneficio per tutti, italiani e stranieri compresi. Sappiamo che questi fenomeni non possono trovare la loro esclusiva soluzione con l'utilizzo dei militari, o in generale con l'uso della forza. Ma è da irresponsabili non attingere alle risorse, seppur poche o forse non le più adatte, che ci vengono messe a disposizione in questa fase di completa emergenza. La città è allo sfascio, ed in più ci troviamo in un semestre bianco dove il Sindaco è stato esautorato dal suo partito a fronte di un fantomatico sondaggio avvolto nel mistero. Ciò che interessa ai politicanti è spingere il presidente di Consiag Paolo Abati sulla poltrona di sindaco poiché è l'uomo ideale per garantire per altri cinque anni la perfetta macchina del potere e delle clientele; l'immobilismo di convenienza che soffoca Prato da anni e anni. Il partito democratico ha una posizione ideologica di chiusura sull'impiego dei militari ed è come sempre in tutt'altre faccende affancendato, occupato a stringere alleanze con chiunque gli permetta di mantenere poltrone ed incarichi. Abbiamo invece letto con attenzione l'intervista al questore di Prato Domenico Savi pubblicata domenica sul Tirreno. Savi, interrogato sul problema, afferma che : " Posso dare un giudizio tecnico [sull'impiego dei militari]. Controindicazioni non ne vedo, se così il cittadino si sente più sicuro. […]. Avrebbero una funzione di rassicurazione sociale; una presenza discreta che potrebbe fare da deterrente alla microcriminalità." Savi ne suggerisce inoltre un'impiego specifico che anche noi condividiamo: "Che questi militari venissero spesi con versatilità nella logica più ampia e qualificante della lotta allo sfruttamento della manodopera clandestina. Per questo nel comitato in prefettura l'estate scorsa si era parlato dell'impiego preferibile di militari dell'arma dei carabinieri. […]".
I dati sulla illegalità a Prato riguardo a contraffazione, evasione, manodopera clandestina, sono impressionanti, sono dati da metropoli. Nelle maglie della illegalità trova campo fertile la criminalità. La realtà o la percezione della sicurezza, di reati dichiarati o meno, sono conseguenti. Riteniamo che Prato attraversi una fase di straordinaria emergenza, aggravata dalla crisi economica. Forse non tutti la pensano come noi e siamo disposti a confrontarci.
GF
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