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La mer, la fin...

sabato 13 dicembre 2008

Prato. Villa Tintori: la risposta di Giardi

Allora, cerchiamo di capire... Dato che il comune avanza un credito dallo Stato di oltre 31 milioni di euro (che ovviamente nemmeno il governo di centrosinistra si è ben guardato dal saldare...), il comune, costretto dai vincoli del "patto di stabilità" territoriale, non può pagare la ditta che aveva in appalto i lavori di ristrutturazione di Villa Tintori, per un ammontare complessivo di 105.000 euro.
La domanda immediatamente successiva - e altro che dichiararsi "soddisfatti della risposta" come ha fatto l'avvocato Taiti - doveva essere questa: ma quando si sono valutati i flussi di cassa e i pagamenti ai fornitori, proprio perché il patto di stabilità già esisteva, che conti sono stati fatti? E quanto costerà al comune questo giochetto, visto che sarà costretto ad ingaggiare un'altra ditta per mettere in sicurezza il cantiere?
Qualcuno un giorno ce lo spiegherà...
MV

da il Tirreno del 13/12/08
«A Villa Tintori saranno fatte le opere urgenti»

Giardi spiega come sarà risolta la sospensione dei lavori

PRATO. «Lo stop ai lavori per il recupero di Villa Tintori è solo una delle conseguenze dello sciagurato patto di stabilità imposto dal Governo ai bilanci dei Comuni, ingessando i movimenti di cassa. Una situazione aggravata dal fatto che il Comune di Prato alla data del 30 novembre ha maturato un credito di ben 31 milioni e 300.000 euro nei confronti dello Stato per partite pregresse di trasferimenti». Così in consiglio comunale l’assessore ai lavori pubblici Enrico Giardi ha risposto al question time proposto da Massimo Taiti della lista civica Taiti per Prato sull’abbandono del cantiere della casa museo di Leonetto Tintori a Vainella. Le opere, avviate nel febbraio di quest’anno con termine previsto all’inizio di gennaio 2009, comprendono la ristrutturazione dell’immobile, della casa del custode e la realizzazione di un percorso di accesso per ospitare nella Villa il museo dell’artista e laboratori didattici ed artistici. Sono proseguite regolarmente fino ai primi giorni di ottobre, quando l’amministrazione comunale avrebbe dovuto versare alla ditta appaltatrice 105.000 euro come secondo stato di avanzamento dei lavori. Qui, come ha spiegato Giardi, sono sorti i problemi: «La cifra non è stata ancora pagata a causa dell’obbligo di rispettare il patto di stabilità che vincola saldi di cassa e competenze, impedendoci di far fronte ai pagamenti - ha detto l’assessore - Così l’impresa, non disponibile ad aspettare, ha interrotto i lavori e a novembre ha abbandonato il cantiere. Proprio nei giorni scorsi abbiamo provveduto comunque a nominare in danno un’altra ditta per eseguire le opere urgenti di messa in sicurezza del cantiere. Questo caso è un effetto logico della scarsa elasticità del patto di stabilità, che mette in difficoltà anche i Comuni virtuosi come il nostro: solo grazie al grande lavoro di squadra tra Ufficio ragioneria e Ufficio Lavori pubblici altri episodi vengono evitati».

Taiti si è dichiarato soddisfatto della risposta dell’assessore Giardi.

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