Anche a Montemurlo amministratori e comunità scolastica si interrogano su come sarà il futuro e a quanto si dovranno ridimensionare la didattica e i servizi. Brutti presagi.
mv
da il Tirreno del 14/12/08
Genitori e insegnanti alla Banti: «Continueremo la protesta»
MONTEMURLO. I tagli della Riforma Gelmini continuano a far discutere. Tante insegnanti, giovani e genitori l’altro giorno in Sala Banti al dibattito “La nuova scuola, quale futuro?” organizzato dal Comune, dalla direzione didattica statale e dalla scuola media.
Alla discussione alla quale hanno partecipato il sindaco Ivano Menchetti e la dirigente scolastica Marisa Barneschi sono intervenuti Carmen Betti, presidente del corso di laurea all’Università degli studi di Firenze e Franco Cambi, vice preside di facoltà dell’Università degli studi di Firenze. Dagli interventi è emersa la grande preoccupazione per i tagli previsti della riforma che elimineranno molti servizi, attualmente in essere, come il doposcuola, i laboratori, la ginnastica motoria, i progetti didattici finalizzati a bisogni specifici. Servizi fondamentali che vengono organizzati grazie ai contributi del Comune e che invece, se espletati, potrebbero essere messi in conto ai genitori. «E’ indubbio che l’organizzazione dell’istruzione e della scuola vada rivista - ha affermato Franco Cambi - ma dovrà essere necessariamente legata ai tempi. Togliere fondi per la ricerca all’università, significa dirottare la ricerca solo al privato che la svolgerà secondo i propri interessi. Tornare al maestro unico è sbagliato nell’era della globalizzazione, quando è necessaria maggiore istruzione attraverso una formazione multidisciplinare e con strumenti e linguaggi diversi». Tante le preoccupazioni del sindaco Menchetti, autore del documento, approvato dal consiglio comunale, dove l’amministrazione esprime l’appoggio alla protesta pacifica e propositiva di studenti, del corpo docente e dei genitori: «Interi percorsi formativi pagati dai Comuni rischiano di saltare - ha affermato Menchetti - Come si fa definire riforma un documento dove non si parla di percorsi pedagogici, di esigenze del bambino, ma si annunciano solo tagli?». Anche la direttrice didattica e preside delle scuole medie Marisa Barneschi esprime preoccupazione per la scuola, unica a non avere liste di attesa, con proficui laboratori premiati anche recentemente, un’organizzazione che d’estate accoglie oltre 350 ragazzi.
Tra il pubblico oltre a tanti amministratori e insegnanti anche tanti genitori: «C’è tanta preoccupazione per la riduzione dell’orario scolastico - afferma il genitore Mauro Lorenzini, presidente del consiglio di circolo - e non dobbiamo lasciar perdere, ma continuare a lottare affinchè si realizzi un sogno a cui vogliamo ancora credere “che anche il figlio dell’operaio diventi dottore”».
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