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La mer, la fin...

martedì 11 novembre 2008

Economia. Irregolarità pratesi

Le parole del dott. Pellecchia, coordinatore dell'ufficio ispettivo dell'INPS, sono significative.
Subforniture senza contratti scritti, utilizzo irregolare della cassa integrazione.. e questi sono solo gli aspetti rilevabili dall'INPS, che ha non poco lavoro da fare.
E forse, con i dati dell'ispettorato del lavoro, la panoramica sarebbe ancora più interessante.
A nostro parere, qui siamo solo alla punta di un iceberg consolidatosi nel tempo...
E quando verrà tutto fuori, siamo curiosi di vedere se ci saranno gli stessi titoloni che i media riservano alle aziende gestite da cittadini cinesi: perché, e su questo potremmo pure scommettere, con molta probabilità i protagonisti saranno molto molto pratesi!
MV

da il Tirreno del 11/11/08
La legge Biagi per il tessile? È allo studio

L’Inps ha incaricato un legale per applicare la responsabilità solidale

Intanto sono in atto controlli per l’uso illegale della cassa integrazione

PRATO. L’ufficio Inps di Prato ha dato mandato all’ufficio legale di verificare se l’articolo 29 della legge Biagi, quello sulla responsabilità solidale dei committenti nel caso in cui i terzisti non paghino salari e contributi, possa essere applicato anche al settore tessile. L’Inps pratese aveva infatti già ricevuto una segnalazione da parte di un gruppo di imprenditori per effettuare anche questo tipo di controllo come deterrente contro la concorrenza sleale interna al distretto.
L’articolo della legge Biagi è stato più volte la base di partenza per controlli nel settore edile e in quello delle pulizie. Ben più complesso è invece l’intervento se la fattispecie in cui non sia chiaro se il contratto che lega committenti e terzisti possa essere assimilato a quello dell’appalto.
Un caso di applicazione simile al tessile si è avuto in passato a Pistoia quando l’Inps chiese ad alcuni mobilifici quarratini - facendo loro un verbale - il pagamento di salari e contributi dei dipendenti di un’azienda terzista, un fustificio. I titolari in quel caso erano cinesi e non era stato possibile ottenere il pagamento delle cifre arretrate.
«Abbiamo più volte - spiega Vittorio Pellecchia, coordinatore dell’ufficio ispettivo dell’Inps pratese - applicato la legge Biagi ma l’abbiamo fatto ad esempio nel caso di aziende di pulizie. Per quanto riguarda il tessile finora non siamo mai intervenuti. Eravamo però a conoscenza di questa richiesta da parte degli imprenditori, avevamo avuto una segnalazione, e quindi ci siamo mossi con l’ufficio legale per verificare se si possa applicare anche per questo settore. Per il tessile è più complicato perché vista la presenza di più committenti per ogni azienda terzista e il tipo di rapporto di lavoro che è di subfornitura, spesso senza contratti scritti, dobbiamo fare delle verifiche in più. Il caso è comunque alla nostra attenzione e stiamo approfondendo la questione».
I comportamenti scorretti applicati da alcune aziende in modo da poter abbassare i costi di produzione dei capi risultano anche all’Istituto previdenziale.
«Per quanto riguarda l’utilizzo scorretto della cassa integrazione straordinaria - spiega Pellecchia - ad esempio abbiamo fatto più controlli. E in alcuni casi, per ora si tratta di qualche unità, abbiamo accertato che c’erano irregolarità. Anche in questo caso il controllo è molto complicato perché, agendo successivamente all’utilizzo della cassa integrazione, dobbiamo portare tutta una serie di accertamenti per dimostrare che c’è stata irregolarità nell’utilizzo».
I.R.

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