TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

martedì 11 novembre 2008

Prato. Al via i lavori per il deposito CAP

E finalmente le rupe iniziarono il loro lavoro...
Così viene presentata la notizia dell'avvio di uno dei progetti più discussi degli ultimi anni: con un entusiasmo forse un po' sopra le righe, visto che si sta parlando del deposito di automezzi, e non di una infrastruttura di importanza capitale per la città.
Non ce ne voglia, infatti,. il dott. Banci, ma addirittura parlarne come il "centro delle intelligenze della città" ci sembra una forzatura non di poco conto.
Al di là di questo, ci poniamo una serie di questioni: intanto, con tutte i capannoni dismessi e le aree industriali vuote (come nel Macrolotto 2), era veramente indispensabile un investimento di 12 milioni di euro per fare un deposito e una torre direzionale (e dagli con questa mania delle torri!!!)? A noi sembra che la resa della lottizzazione dello stabile in via Livi poteva esere in parte destinato a qualcosa di più utile, ad esempio un aumento del parco mezzi per garantire un servizio pubblico più capillare - magari nelle frazioni... - ed un serio rinnovo di quello esistente.
Perché, e ci piacerebbe avere risposta, qualcuno ci dovrebbe spiegare come mai continuano a circolare mezzi di almeno una diecina d'anni fa, con ancora la targa "PO" (eravamo su uno di questi mezzi, la scorsa estate...), ridotti in condizioni pietose.
Ma queste sono poi di poco conto, se mese a confronto con la salute della cittadinanza residente nella zona dove i concentrerà il transito dei mezzi. Perché la logica addotta ha dell'agghiacciante: dato che quel tratto è già martellato da traffico veicolare, anche pesante, che volete che siano trecento mezzi in più al giorno? Beh, a parte un minimo di principio di precauzione, si potrebbe sostenere che quei trecento sono la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. Ma, a noi sembra, sarebbe stato ancora più importante, i fronte ai dati rilevati - e questo da parte dell'amministrazione - non solo di evitare la costruzione nella zona, ma altresì mettere in atto politiche necesarie a ridurre il carico già esistente.
Altro che barriere antirumore e alberi...
Ah... giusto una domanda... E se domani qualcuno decidesse di cambiare i capolinea, dove va a finire il risparmio???
MV


da il Tirreno del 11/11/08
La cittadella della Cap prende il via

Un investimento di 12 milioni di euro. Accoglierà cento autobus

Per venire incontro ai residenti 400 alberi, barriere antirumore e asfalto fonoassorbente

PRATO. Le polemiche non hanno fermato i lavori. Oggi l’intera area del cantiere per la realizzazione del nuovo deposito della Cap in via del Lazzeretto sarà recintata. E sulla rete saranno anche esposte le fotografie del progetto, che costerà alla cooperativa di trasporti circa 12 milioni di euro. Un progetto che la Cap accarezza da anni e che fra meno di 24 mesi sarà pronto ad accogliere circa 100 autobus, gli uffici direzionali, l’agenzia di turismo e anche un auditorium da circa 400 posti.
Trentamila metri quadrati di terreno che ospiteranno la nuova sede della Cap, per un totale di 3mila 500 metri quadrati di edificio. Una volumetria che è circa il 40% in meno rispetto a quella prevista per quell’area dal piano regolatore. E che accoglierà al pianterreno uffici commerciali e l’agenzia di turismo (sarà trasferità alle Badie quella di viale della Repubblica), mentre al primo e al secondo piano saranno ospitati gli uffici della cooperativa e nella torre a vetri sull’angolo una grande sala riunioni che sarà esattamente dall’altra parte rispetto all’auditorium da circa 400 posti. Un intervento per il quale la Cap si è accollata anche gli oneri di mitigazione ambientale, con la piantumazione di 400 alberi ad alto fusto, barriere antirumore e asfalto fonoassorbente. E, nonostante non ricadesse tra gli oneri dell’azienda, la Cap ha deciso di realizzare anche il prolungamento di via Edison fino a via delle Fonti. «Il lotto che abbiamo acquistato - spiega il direttore della Cap Alberto Banci - ci dava diritto alla costruzione di 6 mila metri quadrati di volumetrie, ma noi abbiamo deciso di realizzarne solo 3.500, perché il deposito di via del Lazzeretto dovrà servire a un centinaio di autobus, quelli che abbiamo in città». Cento autobus che non aggiungeranno, secondo gli studi della Cap, smog o rumore in quell’area. «Su questo fronte possiamo rassicurare gli abitanti delle Badie - aggiunge Banci - perché da quelle strade transitano ogni ora circa 500 auto, mentre i nostri bus saranno trecento al giorno». Numeri che, a leggere la relazione presentata da Cap, sono ancora più alti, per quanto riguarda il traffico che la zona già sopporta. In via del Lazzeretto, il picco massimo di auto, moto e mezzi pesanti che si raggiungono in un’ora sono quasi 600, mentre in via De Santis oltre 700. «Per non parlare - aggiunge Banci - del fatto che sull’autostrada, che è a 200 metri dal deposito, transitano in media 80 mila mezzi al giorno. I nostri trecento autobus al giorno, sono davvero ben poca cosa, anche perché il loro impatto ambientale e acustico è davvero minimo e con la realizzazione dell’asfalto fonoassorbente, i residenti avranno ancor meno inquinamento acustico rispetto all’attuale».
Gli abitanti di via del Lazzeretto non vedranno nemmeno un autobus parcheggiato vicino casa. I depositi e la zona officina saranno infatti realizzate sul lato del terreno che guarda l’autostrada. Nel nuovo deposito saranno ospitati gli uffici della direzione, che da piazza Duomo si trasferirà in via del Lazzeretto, e l’edificio avrà anche un basso impatto ambientale, perché sarà dotato di pannelli per la produzione di acqua calda e di una doppia schermatura che regolerà la dispersione di calore dalle pareti. «Ma soprattutto - aggiunge Banci - negli uffici della direzione lavorano 80 persone, e tanti sono giovani laureati sui quali stiamo investendo. Sarà il centro delle intelligenze della città, oltre che un investimento importante per Prato».
Investimento che sarà finanziato da Cap attraverso la lottizzazione dell’attuale deposito, quello di via Livi, dove verranno realizzati appartamenti, uffici e negozi.
Non è stata infatti casuale la scelta del terreno in via del Lazzeretto, che Cap è riuscita ad acquistare convincendo i sei proprietari del terreno a vendere lotto per lotto. «E’ una zona strategica - spiega Banci - perché è vicina ai capolinea e perché quel terreno da più di vent’anni ha una destinazione di tipo produttivo e industriale. Essere vicini ai capolinea significa abbattere gli extracosti dei viaggi a vuoto per l’amministrazione e per la collettività».
Francesca Gori

1 commento:

Anonimo ha detto...

Vedremo se anche i giudici si convinceranno davandi alle parole di Banci e degli assessori e se tutto si risolverà nel solito rinvio a giudizio per speculazione e raggiro di leggi nazionali.
Ad astra.