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La mer, la fin...

martedì 11 novembre 2008

Sanità. Il primo ospedale di medicina integrata.

Lunedì 3 novembre 2008, con Delibera di Giunta, la Regione Toscana ha dato il via al progetto storico: la realizzazione del primo Ospedale di Medicina Integrata in Italia a Pitigliano (Grosseto).

Sono stati stanziati i primi fondi per la trasformazione dell’ Ospedale Petruccioli con l’inserimento di assistenti ospedalieri esperti in Omeopatia, Agopuntura e MTC e in Fitoterapia nell’organico dell’Ospedale. A poco più di un anno di distanza dalla presentazione della bozza di progetto sanitario la Toscana dà ufficialità e sostegno all’iniziativa. Le medicine complementari riconosciute con Legge toscana 9/07 guadagnano dunque l’Ospedale e saranno a disposizione dei cittadini ricoverati, secondo un progetto sanitario che promuove l’alleanza terapeutica tra la medicina tradizionale e le medicine complementari. L’offerta sanitaria integrata sarà di libera scelta, per i cittadini che vorranno avvalersene, sia in corsia che nei servizi ambulatoriali.

E intanto arrivano già da tutta Italia richieste di ricovero, in particolare per patologie gravi: malattie reumatiche, malattie respiratorie, allergie, malattie dermatologiche, malattie neurologiche ma anche da parte dei cittadini che desiderano affrontare una chemioterapia anti-tumorale controllando gli effetti collaterali con l’aiuto delle medicine complementari ma anche dello shiatsu e delle corrette regole dell’alimentazione insegnate dalla naturopatia. Particolarmente apprezzata dai cittadini è anche la possibilità di potersi avvalere delle risorse terapeutiche delle acque termali di cui è ricca la regione (Saturnia, Sorano). Ma l’Ospedale interessa anche i medici esperti in medicine complementari, afferma la dottoressa Simonetta Bernardini, Presidente della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata, già medico ospedaliero e responsabile del progetto sanitario dell’ospedale di Pitigliano: “sono già molte le richieste giunte da tutta Italia di medici che vorrebbero lavorare nella struttura disposti a trasferirsi anche con la famiglia a Pitigliano”. L’ospedale di Medicina Integrata interessa e convince particolarmente per la sicurezza garantita dall’approccio interdisciplinare alla cura, per la possibilità di essere accolti da tutti i medici, tradizionali e “complementari” finalmente fuori da quelle conflittualità e inutili battaglie che purtroppo hanno spesso visto contrapporsi le due categorie di sanitari, senza vantaggio alcuno per i cittadini. Tra i primi servizi da realizzare anche la biblioteca internet che raccoglierà tutte le evidenze scientifiche di efficacia terapeutica delle medicine complementari e delle discipline bionaturali. Un servizio fino ad oggi mai realizzato ne’ in Italia ne’ all’estero che verrà messo a disposizione di tutti i servizi sanitari.
Sul progetto sanitario è intervenuto Fabio Roggiolani che da tre anni ne studia la realizzazione pratica . Il Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Toscana ha ribadito: “sia chiaro, in Toscana non si toglie nessuna cura, semmai si aggiungono possibilità terapeutiche. Due le finalità di questa innovativa proposta sanitaria: una offerta di salute integrata nell’intento di migliorare le opportunità di guarigione e la qualità della vita dei cittadini e la promozione di una rigorosa ricerca scientifica finalizzata a verificare i vantaggi di tale integrazione. Pitigliano è una struttura sanitaria sperimentale, se il modello di salute studiato in quella zona straordinaria, ricca di storia, natura e valori più prossimi alle persone fornisce le sue evidenze di efficacia avremo avviato il cambiamento della medicina verso una medicina, Una e insieme, e tale modello allora potrà anche essere esportato in altri ospedali. Fino ad oggi le esperienze maturate nel mondo dove si sono attivati servizi ospedalieri di medicina integrata hanno dato ottimi risultati con grande soddisfazione dei cittadini. Ma si tratta di offerte per lo più parziali o private. Noi ora facciamo un salto di prospettiva: una integrazione in un ospedale in cui rimane tutta la medicina tradizionale con i servizi di medicina interna e di chirurgia”.
Ma le novità non finiscono qui. La recente attivazione a Siena del primo Master italiano di Medicina Integrata è la logica conseguenza dell’apertura dell’Ospedale. Da quest’anno dunque, le medicine complementari vanno all’Università e i medici che le studiano potranno fare pratica clinica all’Ospedale. La dottoressa Bernardini, Tutor del Master di Siena ha commentato così l’iniziativa: “Al Master di Siena insegneranno i migliori Docenti delle scuole private di Medicina Complementare d’Italia. Ma da oggi l’Omeopatia, la fitoterapia e l’agopuntura sono nel posto che devono occupare nella medicina. Quando si parla di medicina infatti non si può prescindere dalle Università che ne insegnino le basi teoriche e dagli ospedali che forgino i medici nella pratica clinica. La Toscana ha saputo fare tutto questo. Per noi medici esperti anche in medicine complementari oggi è un giorno speciale: è il ritorno a casa”.

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