TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

martedì 11 novembre 2008

Economia. Lo avevamo detto che in Vietnam i comunisti fanno comodo...

Noi lo avevamo preannunciato!
In Vietnam, i comunisti fanno comodo... anche a Marini!
Costi appetibili (un terzo di quelli cinesi, che sono decisamente bassi), una attività tessile importante... Tutte condizioni per pensare ad una bella "internazionalizzazione" delle attività aziendali (noi lo chiamiamo "impoverimento del tessuto pratese", ma è questione di prospettive...), per realizzare capi finiti per la clientela americana, pronta a tutto pur di risparmiare qualche dollaro.. ed in prospettiva, perché no, produrre il tessuto direttamente in loco, almeno si risparmia anche sui costi di trasporto.
Un'altro bel mercato che si apre per il meccanotessile... un'altra pietra sulla tomba del distretto...
MV

da La Nazione del 11/11/08
Marini punta sul Vietnam «È meglio della Cina»

Soddisfazione dopo la missione ad Hanoi
di ROBERTO DAVIDE PAPINI
«BISOGNA smettere di fare tanti discorsi e fare i fatti». Diretto come sempre, il presidente dell’Unione industriale pratese, Riccardo Marini, insiste sulla necessità di più concretezza nell’affrontare la crisi del distretto tessile. Una bocciatura dei vari “tavoli” e dell’iniziativa bipartisan dei parlamentari pratesi per aprire una sorta di vertenza sul caso Prato con il Governo? «No, anzi — precisa Marini — quando ci si trova d’accordo sulle cose da fare, al di là degli schieramenti, come in questo caso, credo che si segua la strada giusta, l’importante è concretizzare idee e progetti». Sulla strada della concretezza si è sviluppata la recente missione in Vietnam targata Ice (Istituto del commercio estero) Confindustria e Abi (Associazine bancaria italiana) che si è svolta ad Hanoi e a Ho Chi Minh e che è durata quattro giorni con 1800 incontri: gli operatori di circa 700 imprese vietnamite hanno incontrato i rappresentanti delle 164 aziende italiane giunti nel Paese per studiare e progettare possibili accordi.
Nella triplice veste di imprenditore, presidente della Uip e membro del “Club dei 15”, Marini è stato tra i partecipanti di questa missione, insieme a un piccolo gruppo di industriali pratesi. «Mi pare che possano esserci sviluppi molto interessanti in Vietnam — commenta Marini — più che in Cina nel lungo periodo».

PAESE CON un’attività tessile particolarmente importante il Vietnam sembra offrire buone prospettive «come punto di incontro dove incrociare la clientela americana che è in cerca di posti dove confezionare a prezzi più bassi». Secondo Marini, il distretto pratese potrebbe «realizzare il capo finito su modelli, disegni e idee fornite dagli americani». Meno appetibile a breve termine andare a produrre là, anche se non da escludere: «Quello di andare lì a produrre non è una cosa di domani, può essere una soluzione anche se a lungo termine. Certo può rappresentare una scelta interessante per chi volesse internazionalizzare l’attività della sua azienda. In Vietnam ci sono costi molto appetibili, più o meno un terzo di quelli cinesi».
Lo scopo principale dell’esplorazione della realtà vietnamita (a parte “l’intercettazione” della clientela americana) sembra soprattutto quello di presidiare quel mercato.

SUL FRONTE internazionale, comunque, anche gli imprenditori pratesi guardano con una certa speranza ai nuovi possibili sviluppi conseguenti alle elezioni americane. «Spero che questo porti un po’ di frutti — conclude Marini — e occorre anche enfatizzare di più questa tranquillità dei mercati, occorre dare segnali di fiducia. Ma sempre su cose concrete...».

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