Eravamo un po' in imbarazzo nel commentare le frasi del "lider Maximo" (o Minimo, come lo chiamava provocatoriamente qualcuno qualche anno fa) D'Alema, che ormai è già in modalità precongressuale e che ripropone, contro la strategia del falso solipsismo veltroniano (ancora, infatti, non è stato possibile vedere un contesto - uno - dove il PD si presentasse effettivamente in una corsa solitaria), la sua idea di creare un "nuovo centrosinistra".Perché in imbarazzo? Beh, è piuttosto ovvio. Perché era forte la tentazione di trasformare il premio Nano d'Oro, nell'occasione, nel premio "Biancaneve si fa i nani d'oro". In fondo, la strategia dalemiana è semplice, e lineare: ricostruiamo, dopo le fallimentari esperienze governative, un bel partitone con tanti piccoli satelliti che non rompano più di tanto (la "sinistra critica [...] disposta a misurarsi con la sfida del governo": i vendoliani ringraziano...).
E così, lo storico avversario di Wuolter, a suo tempo ribattezzato Dalemoni - felice intuizione giornalistica di Giampaolo Pansa - offre la sua sponda alla strategia del nanismo politico tanto cara ai "custodi delle tradizioni politiche" (non ringrazieremo mai abbastanza la Francescato per questa perla di saggezza!).
L'imbarazzo è quindi, scomparso: il Premio Nano d'Oro, a questo giro, spetta di diritto a Massimo D'Alema!
Il Sorcio Verde
per Municipio Verde
da il Corriere.it
D'Alema: «Il Pd non è autosufficiente: ora occorre ricostruire il centrosinistra» L'ex ministro degli Esteri non si preoccupa di «questioni interne» ma di disegnare le strategie future
ROMA - Massimo D’Alema non si occupa di «questioni interne» al Partito democratico, dice, ma si preoccupa invece di disegnare le strategie future. E, per questo motivo, dialogando con Fausto Bertinotti alla presentazione del libro dell’ex segretario del Prc Franco Giordano Nessun Dio ci salverà, la sua prospettiva è quella «di ricostruire il centrosinistra».
LA SINISTRA - L’ex ministro degli Esteri bacchetta le interpretazioni giornalistiche secondo le quali «noi saremmo qui per fondare un nuovo partito socialista, alleato del centro, oltre il fallimento del Pd: si fa fatica a non dire che sono scemenze». Secondo l’esponente democratico «la sinistra italiana continuerà a vivere in diverse formazioni politiche. Non credo - aggiunge - ci siano le condizioni per un partito unico». «E poi - spiega D’Alema - si tratta di ricostruire il centrosinistra. Il Pd è un passo importante ma è una forza non autosufficiente, ed ha interesse che nell’area della sinistra radicale prevalgano posizioni non identitarie ma di una sinistra critica, certamente, ma disposta a misurarsi con la sfida del governo. La nostra vocazione non può essere quella di fare terra bruciata ma di ricostruire un centrosinistra che non riproponga gli errori del passato». (Apcom)





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