Della nuova legge elettorale per le europee ne pensiamo il peggio possibile, così come pensiamo il peggio possibile su come ci si è arrivati.Però, è notevole l'emendamento - appena approvato dal Senato - che prevede che, nonostante lo sbarramento al 4%, possano accedere ai contributi pubblici tutti i soggetti politici che supereranno il 2%.
Dato che l'emendamento è a firma PD, è ovvio che qualcuno abbia qualcosa da farsi perdonare, ed ovviamente lo fa concedendo magnanimamente qualche briciolo della tortona dei rimborsi elettorali.
In questo modo, si garantisce quindi la sopravvivenza di quei "custodi delle tradizioni politiche" (Francescato sei un mito!!!) che non avranno rappresentanza parlamentare, ma in compenso qualche soldino per tenersi strette le loro posizioni di potere all'interno dei partitini riescono a portarlo a casa.
Quindi, ex aequo, il premio Nano d'Oro a questo giro va ai due senatori che hanno presentato l'emendamento - Vita e Nerozzi, del PD (area "A Sinistra", l'associazione che fa capo a Livia Turco) - e all'aula del Senato che lo ha approvato!
Il Sorcio Verde
per Municipio Verde
da il corriere.it
Europee, contributi anche a chi non passa Approvato emendamento Pd, i rimborsi saranno elargiti a tutte le forze politiche che superano il 2%
ROMA - L'assemblea del Senato ha approvato nell'ambito della legge sull'«election day» (che accorpa le elezioni amministrative a quelle europee, che si devono svolgere entro il 7 giugno) l'emendamento presentato dai senatori del Pd Vincenzo Vita e Paolo Nerozzi che prevede l'abbassamento al 2% dei voti validi per ottenere contributi a titolo di rimborso delle spese per la campagna elettorale. Il provvedimento è passato in prima lettura con 252 voti a favore e due astensioni.
CONTRIBUTI SALVI - Grazie all'emendamento approvato anche i partiti che non raggiungeranno il quorum del 4%, necessario per ottenere seggi nell’Europarlamento, potranno comunque accedere ai fondi pubblici. La decisione arriva sull'onda delle polemiche per l'introduzione del quorum del 4% per la ripartizione dei seggi italiani per l'Assemblea di Strasburgo e Bruxelles. Fino ad oggi, infatti, la nomina degli eurodeputati (che avviene secondo regole che ogni Paese stabilisce da sè) era avvenuta sulla base di un proporzionale puro, che consentiva a molte più forze politiche di avere propri rappresentanti nel parlamento comunitario. Lo sbarramento del 4% , invece, terrà fuori i partiti più piccoli, a meno che non si accorderanno tra loro unendo le forze.
Un'altra proposta approvata, su iniziativa del relatore Lucio Malan, i simboli elettorali sulla scheda sono maggiorati nelle dimensioni fino al diametro di 30 millimetri, per favorire la scelta degli elettori anziani o con difficoltà di vista.
19 febbraio 2009





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