Ripartenze ‘drogate’, è allarme
Giovannelli (Rexlane): grave pericolo. Banche, Uip e sindacati intervengano
UNA ‘RIPARTENZA’ che brucia il mercato già di per sè in grave crisi. Dopo l’attacco, pubblicato domenica scorsa sul nostro giornale, dell’imprenditore Piero Bellucci sulla mancanza di etica nella concorrenza, scende in campo Luca Giovannelli, titolare del lanificio Rexlane, uno degli imprenditori di punta del distretto ed ex vicepresidente dell’Unione industriale.
«Un fenomeno si sta diffondendo a Prato — sottolinea — ovvero quello della “ripartenza” di aziende che hanno o stanno lasciando nel distretto buchi di milioni di euro».
Questo fenomeno, «ben più complesso di quello ben conosciuto delle good e bad companies, pone vari ordini di problemi al distretto» dice l’imprenditore.
In primo luogo lo indebolisce ulteriormente, «sottraendo risorse economiche» in modo particolare alle aziende terziste. In secondo luogo «genera da parte dei clienti,fornitori di filati e compagnie di assicurazione crediti un “rischio Prato” alimentato da aziende che chiudono, aziende che stanno chiudendo e aziende che ripartono appunto in maniera disinvolta».In terzo luogo «fa ricadere su tutti i costi che i soggetti pubblici (in particolare gli erogatori dei servizi) devono far ricadere per coprire le loro perdite di bilancio».
In ultimo crea «una crescente sfiducia in chi ogni giorno si sforza di onorare gli impegni assunti».
E’ EVIDENTE che in una fase come quella attuale, contraddistinta da una caduta dei ricavi che va dal 30 al 60%, secondo quanto asserito dal vicepresidente di Confindustria Paolo Zegna, «questi costi aggiuntivi diventano insostenibili». Per questi motivi Giovannelli crede che «istituti di credito, associazioni industriali e associazione artigiane debbano battere un colpo e dichiarare la loro indisponibilità a sostenere questi processi, indipendentemente dalle garanzie personali o di pagamenti (oggi) in contanti». E chiama in causa anche il sindacato: «Anche il sindacato deve e può fare la sua parte indicando ai lavoratori i rischi che possono derivare dalla ripartenza di aziende con meno di 15 dipendenti». Giovannelli lancia un vero e proprio allarme: «Qui non si sta discutendo delle qualità morali o personali di chi sta dietro a queste “nuove”aziende. Qui è in gioco la sopravvivenza del nostro distretto che non può tollerare ulteriori danni di tipo economico, etico e morale che provengono dall’interno e non dall’esterno del distretto».
In questi ultimi anni, continua, c’è stata l’importazione selvaggia di merci quasi sempre o contraffatte o che non rispettavano in alcun modo gli standard qualitativi «che sono imposti alle nostre aziende»; in questi ultimi mesi «abbiamo assistito impotenti ad una rivalutazione immotivata dell’euro che ha spazzato via mercati interi (Giappone, Corea,Inghilterra) oppure ha azzerato i margini sul mercato americano».
E ORA? «In queste ultime settimane assistiamo sempre impotenti ad aiuti verso i settori dell’auto, degli elettrodomestici e addirittura della casa che tendono a dirottare verso questi settori le poche risorse dei consumatori».
La situazione è grave complessivamente quindi; ancor di più per dinamiche interne, secondo Giovannelli: «Adesso non possiamo più tollerare di rimanere impotenti rispetto a qualcosa che possiamo e dobbiamo controllare dal nostro interno. Siamo sempre stati divisi su tutto,proviamo una volta ad essere uniti su un qualcosa che è cruciale per la sopravvivenza del distretto. La nostra città che ha dato a tutti, pratesi e non, anche nella illegalità, la possibilità di intraprendere e di creare ricchezza per se e per gli altri, non merita di finire così presto sui libri di storia come un distretto tessile che decadde anche per la sua incapacità di difendersi da se stesso».





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