TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

venerdì 20 febbraio 2009

Prato. Etica nel lavoro: interviene Marini (UIP)

Sarà anche questo "valore storico", ma ancora oggi sono aperte grosse questioni "etiche" che l'Unione spesso ha minimizzato, o comunque non ha affrontato a dovere. Una su tutte, quella delle "committenze-squalo".
Perché, oltre a "valutare" se riammettere o meno un socio che chiude e riapre, sarebbe bello vedere l'Unione che denuncia - con tanto di nomi e cognomi - i comportamenti scorretti delle aziende, anche proprie associate, quando è il caso.
Così, però, non ci sembra sia mai stato...
MV

Etica nel lavoro Per noi dell’Uip è un valore storico

di RICCARDO MARINI*
L’impegno dell’Unione Industriale per la promozione di comportamenti etici nelle attività economiche del distretto è costante ed intenso. Non c’è nessuno dei miei predecessori che non si sia speso ampiamente – assieme gli organi collegiali dell’Unione – per sottolineare l’importanza nodale di questo aspetto ai fini della tenuta del distretto.
Occorre comunque fornire alcune precisazioni rispetto alla questione specifica degli imprenditori che, cessata la loro attività con un’azienda a seguito di concordato o dell’attivazione di procedure concorsuali, la riprendono con una nuova.
Quando un’azienda socia dell’Unione cessa la sua attività per qualsiasi motivo, essa semplicemente decade dalla sua posizione associativa. Può accadere che un imprenditore la cui impresa sia uscita dall’Unione perché cessata a seguito di concordato o di procedure concorsuali, ne costituisca un’altra e chieda di rientrare nella qualifica di socio con la nuova. Queste situazioni sono spesso delicate e non sono regolate da nient’altro che dai principi di eticità promossi da Confindustria e dalla nostra Unione.
E’ IL COMITATO DI PRESIDENZA che valuta le domande associative, consultando il Presidente della sezione di riferimento, e posso dire che non abbiamo mai associato nessuna impresa nata dalle ceneri di un’altra che abbia lasciato consistenti crediti sulle spalle della filiera e dei propri interlocutori commerciali.
Su questo punto ci siamo fatti, noi membri della Presidenza ed io personalmente, un punto d’onore, rimanendo saldamente nel solco della linea storica dell’Unione.
Sono comunque, lo ribadisco, situazioni delicate che giudichiamo caso per caso; il tutto è reso più complesso dall’esistenza di norme di legge che rendono meno traumatiche talune cessazioni e consentono una “seconda chance”. Normative come quella sul concordato hanno un loro senso ai fini della salvaguardia di patrimoni e posti di lavoro, ma nondimeno appare evidente che la loro applicazione nel distretto di Prato può comportare conseguenze su creditori e filiera produttiva.
Quanto ai temi etici più generali, è evidente che questi non riguardano solo l’Unione ma tutti gli attori del distretto: tutti coloro, insomma, incluso il sindacato, che siano parte dei processi produttivi e che abbiano ruolo e titolo per conoscere situazioni e contesti.
Riccardo Marini
Presidente Unione Industriale Pratese

Nessun commento: