TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

sabato 14 febbraio 2009

Prato. L'ipocrisia della scuola gratuita.

Che i genitori si tassino per comprare anche cose indispensabili (carta igienica, asciugatutto, acqua minerale...), non è certo una notizia. Lo fanno ovunque con una cassa di classe o di istituto o entrambe le cose. Il contributo volontario, a differenza che alla Gandhi, in molte scuole è istituzionalizzato e corrisponde ad una sorta di tassa autonoma. Quasi dappertutto la gratuità della scuola primaria è soltanto un modo di dire che non corrisponde ai fatti. Ci vorrebbe meno ipocrisia e più chiarezza: quanto costa veramente far vivere dignitosamente un bambino per otto ore in una scuola? Quanto costa un'offerta formativa adeguata al livello di istruzione che riteniamo sia necessario?
Scoperta la cifra, quella deve spendere lo Stato.
Fuori i soldi per i nostri bambini.
mv


da la Nazione del 14/02/09
Scuola al verde, i genitori si tassano

Elementari Gandhi: contributo volontario di 5 euro al mese. «E le materne costano di più»
CI MANCAVA solo la tassa sulla scuola. Una tassa volontaria, per carità, ma come si fa a mandare in classe i bambini senza pennarelli, colla, scotch o spillatrici? «Noi paghiamo cinque euro al mese, ma so che alle materne spendono anche qualcosa di più», racconta Danilo Lucarelli, rappresentante di classe alle elementari e membro del consiglio dell’istituto Gandhi che ha la sede principale a Galciana. Si era diffusa anche la voce che servisse un aiuto da parte delle famiglie per pagare la carta igienica, ma non è così. La situazione non è drammatica fino a questo punto, ma far quadrare i conti delle scuole, in città, è diventato complicatissimo e lo conferma anche Maria Grazia Ciambellotti, dirigente dell’istituto don Milani e referente della segreteria Pd per la scuola: «Purtroppo i soldi per l’acquisto del materiale sono molto pochi e quindi può succedere che i genitori decidano di organizzarsi diversamente, in modo autonomo, per garantire alla classe ciò che serve».

E’ QUELLO che è successo all’istituto Gandhi. La carta igienica la compra la scuola, ma ad altre cose pensano i genitori: «Diciamo che in media alle elementari si spendono 45 euro l’anno per garantire pennarelli, colla, spillatrici e altro materiale didattico che serve per il lavoro in classe — dice ancora Lucarelli — Non è certo colpa della dirigente o degli insegnanti, ma è un fatto che la scuola non può garantire questo materiale. Non solo, nell’ultimo consiglio d’istituto sono emerse anche difficoltà a garantire le supplenze e la visita fiscale obbligatoria per chi è in malattia. In più mi risulta che alle materne i genitori paghino anche qualcosa più di noi».

ALLE medie invece il contributo viene chiesto all’inizio dell’anno direttamente dall’istituto ed è gestito all’interno del bilancio, una soluzione che presto potrebbe essere adottata anche per elementari e materne. Le famiglie dei ragazzi delle medie pagano 25 euro all’anno: «Sia chiaro che noi non chiediamo nulla a chi frequenta elementari e materne, non gestiamo soldi fuori dal bilancio — precisa la dirigente dell’istituto Gandhi, Daniela Mammini — Si tratta di un’organizzazione autonoma dei genitori, ma è vero che la scuola è in difficoltà, perché i fondi sono sempre meno. Credo che nel prossimo consiglio d’istituto discuteremo la proposta di estendere il sistema delle medie anche agli altri ordini di scuola. Con i 25 euro versati dalle famiglie compriamo carta, toner e garantiamo le fotocopie».

QUALCHE FAMIGLIA non paga perché non può prendersi in carico una spesa ulteriore, ma dei mille ragazzi ospitati nelle classi della scuola quasi tutti, tramite i genitori, contribuiscono alla sopravvivenza: «Purtroppo dal ministero arrivano soltanto poche migliaia di euro all’anno — conferma Mammini — Manca oltre la metà del budget necessario ad andare avanti senza problemi».
Leonardo Biagiotti

1 commento:

Anonimo ha detto...

..vergognoso! Come sempre in Italia la famiglia (intesa come soggetto sociale) continua a doversi fare carico di supplire alle carenze spaventose di un Welfare istituzionale che in Italia continua a non esistere!...

Annamaria De Fano