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La mer, la fin...

venerdì 20 febbraio 2009

Prato. Parteicipazione: anticipazioni della lettera al Garante

Sulla stampa di oggi escono alcune anticipazioni della lettera che, insieme ad altri soggetti e comitati, invieremo all'Autorità Garante per la Partecipazione. Come potrete vedere, i toni non sono morbidi...
MV

da la Nazione del 20/02/09
Comitati sul prg ‘Ci rivolgeremo alla corte dei conti

E’ DURISSIMA la lettera che una dozzina di comitati, il Wwf, l’associazione Per la sinistra, la lista Giovani e famiglia e Municipio verde hanno inviato a Rodolfo Lewansky, l’autorità regionale per la partecipazione, e per conoscenza a Martini, e ai consiglieri regionali pratesi. Annunciano che si rivolgeranno alla corte dei conti a proposito del Town meeting, l’iniziativa di partecipazione sul prg che si concluderà il 28 marzo, considerandola uno spreco di denaro pubblico, visto che a loro opinione di fatto si sta solo parlando di niente. «Il piano strategico — scrivono —, sul quale dovrebbe essere modulata la proposta urbanistica è del tutto inconsistente e non tiene conto della crisi del tessile, delle dinamiche dell’immigrazione e del distretto parallelo. Malgrado le sue stupefacenti affermazioni, per noi tutto questo costituirà uno spreco di denaro pubblico: discutere del nulla assoluto può avere questo costo significativo? Se lo spreco del denaro pubblico è sempre inaccettabile, diviene oggi intollerabile per le condizioni in cui versa la città e tale leggerezza diviene offensiva». Ci sono altri passaggi molto pesanti nella lettera Lewansky. «Lei si è attivato come fosse uno zelante funzionario del Comune — scrivono —, mentre noi pensavamo che fosse l’autorità per la partecipazione. Eppure aveva speso la sua parola, ma il tener fede alla parola data è cosa d’altri tempi ed il rispetto dei cittadini non è valore molto diffuso nelle stanze della politica». Ricordano infine di aver chiesto lo stop alla variante, una pausa di riflessione che la giunta ha deciso di non prendere, nell’indifferenza della stessa autorità: «Non basta chiamarsi autorità per esserlo davvero, l’autorevolezza si conquista con un impegno, la disponibilità all’ascolto, la capacità di proposte “giuste”».

da il Tirreno del 20/02/09
Paoletti: «Patti di basso profilo»


PRATO. Un’altra lettera aperta. Questa volta è l’architetto Paolo Paoletti, sempre a nome di comitati e associazioni, a rispondere alla missiva dell’autority regionale sulla Partecipazione. «Lei afferma di non aver potuto inviarci la sua proposta - scrive - perché ha svolto diversi incontri con il Comune per verificare l’effettiva fattibilità del processo partecipativo. In sostanza lei si è attivato come fosse uno zelante funzionario del Comune, mentre noi pensavamo che fosse l’autority».
E ancora: «Nella sua lunga lettera non risponde né alle problematiche che abbiamo sollevato né alle osservazioni successive. A ragion veduta lei evidenzia, di non aver avuto alcun ruolo rispetto al processo fin qui svolto, ma non può fare finta di ignorarlo. La conoscenza delle cose ci sembra la premessa per assumere delle decisioni». Paoletti ricorda che comitati e associazioni avevano affermato «la totale insufficienza del percorso partecipativo» e avevano fatto presente «la necessità di una pausa di riflessione» «salvo poi assistere al classico “Contrordine Compagni” di fronte al diktat dell’assessore Ciuoffo sulla conclusione dell’iter prima della scadenza elettorale. Tutto questo avrebbe dovuto suggerirle una più attenta valutazione e magari la necessità di introdurre significativi elementi di novità e discontinuità che non la proposizione di un comitato di garanzia».
«Le nostre posizioni - continua - sono divergenti: lei è attratto dalle formule, a noi interessano i contenuti. Non sono in discussione le modalità di svolgimento del Town Meeting ma l’oggetto del Town Meeting. Di che cosa si discuterà se il quadro conoscitivo è gravemente carente, alcuni dati sono ignorati, altri addirittura sottaciuti? Malgrado le sue affermazioni rimaniamo convinti che tutto questo costituirà comunque uno spreco di denaro pubblico. Discutere del nulla assoluto può avere questo costo significativo?». E conclude: «Non basta chiamarsi autorità per esserlo davvero, l’autorevolezza si conquista con un impegno continuo e con la dedizione al bene comune, e con la capacità di proposte “giuste”. Se invece si ricercano mediazioni di basso profilo, allora è solo esercizio di potere che poco ha a che vedere con la democrazia e la partecipazione».

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