TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

martedì 17 febbraio 2009

Prato verso le amministrative. Giusto per segnarsi un po' di nomi

DI qualcuno di questi, c'è da esserne certi, sentiremo riparlare...
MV

da il Tirreno del 17/02/09
Una squadra con tanti mediani

Chi sono i protagonisti del successo dell’outsider

PRATO. Centrocampisti instancabili, qualche piede davvero buono, una difesa pronta a parare i colpi (anche gobbi) degli avversari. Quello di Massimo Carlesi è un successo di squadra. Un team senza capocannoniere, ma con un numero di goleador pari alle associazioni, alle singole persone, uomini e donne (tantissime), che hanno partecipato agli incontri nei circoli, nelle parrocchie, nelle sedi più disparate. Il segreto del candidato sindaco del centrosinistra è tutto qui. Lui, Massimo Carlesi, a sua volta mediano e portatore d’acqua. Ma anche allenatore, in cooperazione col presidente-giocatore del suo Comitato elettorale, Virgilio Chiani. E allora, spogliatoio compatto, anche nei momenti più delicati. Se a qualcuno saltavano i nervi, in una contesa elettorale affascinante e dura, qualcun altro era pronto a riportare la calma. Se qualcuno era troppo calmo, altri davano la spinta. Giovani e anziani, vecchie glorie che hanno fatto la storia politica pratese, personaggi di rilievo che in senso trasversale hanno lasciato andare alla deriva l’apparato e talenti di belle speranze. Come Alberto Sepe o Simone Leoni. Ma anche Irene Mammoli (coordinatrice del gruppo su Facebook) che si è coinvolta con spontaneità nell’avventura. I nomi sono tanti e per forza bisogna fermarsi.

Un vero asso nella manica di Carlesi, però, va rammentato. Si chiama Luigi Galasso, 60enne che da nove lustri vive in città, dove è stato titolare di tre negozi. Un commerciante di vecchia data, conosciutissimo e volentoroso al punto d’incontrare, una a una o quasi, 1.500 persone nel volgere di poche settimane. «Molti, sulle prime, mi dicevano che di politica non volevano sentir più parlare - riferisce - Piano piano, grazie alla conoscenza personale, mi hanno chiesto qualche informazione. Hanno visto Massimo e le foto. Hanno capito dalla faccia che è una persona per bene».

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