Disposti a tutto pur di vincere? Così sembra... tanto che si mobilità pure l'assessore alla città multietnica - fortunatamente ancora per poco - Frattani, forse indispettito per il fatto che lo staff di Abati (forse qualche infiltrato nell'assessorato???) sia riuscito a mobilitare addirittura l'imam pakistano, chiedendo a gran voce di "non vedere ai seggi truppe cammellate di migranti".Sospettiamo, fortemente, che al di là delle dichiarazioni per le quali lo staff di Carlesi non avrebbe scientemente chiesto la "mobilitazione" alle comunità di migranti per "eliminare rischi di legami" strumentalizzabili da vari personaggi non ben identificati e "dal centrodestra", in fondo ci sia il rammarico per non esserci riusciti prima degli altri...
D'altra parte, quale sarebbe lo "scandalo" se ci fosse una partecipazione corposa dei migranti alle primarie? In linea teorica, nessuno... Anche solo semplicemente per il fatto che a Prato gli immigrati residenti ci sono, e costituiscono una buona percentuale della popolazione.
Anzi, sempre in linea teorica, ci sarebbe da salutare favorevolmente un risultato "a doppia cifra", visto che potrebbe essere un segnale di volontà di partecipazione alla vita politica cittadina.
Però, siamo "uomini di mondo", e sappiamo benissimo che l'utilizzo di "truppe cammellate" - e non solo, e non tanto, di stranieri - è pratica diffusa nei partiti politici. E' anche per questo che, in fondo, alle primarie "all'italiana" crediamo molto poco!
MV
Primarie, l’imam pakistano vota Abati
La variabile migranti fa arrabbiare i supporter di Carlesi
Incandescenti le ultime ore prima del voto Frattani: «No alle truppe cammellate alle urne»
Abati invece ha potuto contare su un bel drappello di telefonisti che chiusi nelle staze di via Carraia, sede del partito, hanno macinato numeri da agende e elenchi fino all’ultimo minuto.
Chi vincerà? Tanti scongiuri, ma nessuno ha il coraggio di fare pronostici. Chi andrà a votare? Chi è riuscito a mobilitare di più? Certamente il candidato Abati potrà contare anche sul voto degli immigrati. Ed ecco la variabile nuova piombata sull’ultimo scorcio di campagna elettorale, che ha creato non poco malumore e una leggande metropolitana. Che Muofeed, imam della comunità pachistana, nominato un paio di mesi fa presidente dell’associazione, durante la preghiera del venerdì, cioè ieri, abbia incitato i fedeli a votare Abati. Le cose non stanno proprio così ma la sostanza c’è. «Domenica scorsa - spiega Moufeed - ci siamo riuniti ed abbiamo deciso che il nostro sostegno sarebbe andato a quel candidato, che ci ha anche promesso che verrà a visitare la nostra associazione». I pachistani sono in 150. Campagna acquisti - spiegano al partito - è anche stata fatta anche tra le comunità di polacchi e rumeni e anche tra i cinesi. In totale, secondo le previsioni, potrebbero andare alle urne per sostenere Abati alcune centinaia di stranieri tra comunitari e extracomunitari. Dall’altra parte l’iniziativa non è stata presa bene. Almeno a interpretare la nota inviata dall’asessore alla Città multietnica Andrea Frattani, sostenitore di Carlesi. «Vorrei sbagliarmi - scrive - ma il rischio che avverto ancora una volta è quello di una partecipazione non pienamente consapevole che possa essere in qualche modo pilotata da loghiche tutte interne alle gerarchie della nazionalità di appartenenza». E ancora: «Speriamo che non sia così. Sarebbe davvero un elemento di discredito verso una competizione che invece si è svolta in una cornice di democrazia». Frattani conlude: «Mi auguro di non vedere ai seggi truppe cammellate di migranti andare a concorre all’esito dei risultati ma famiglie consapevoli dei programmi di ciacun candidato». Che significa? Che Carlesi e le sue truppe hanno evitato, per scelta - così spiegano - di chiedere il voto ai migranti «per eliminare i rischi di legami con chi ha in mano le comunità che poi potrebbe chiedere il conto e per evitare di esporsi a critiche feroci da parte del centrodestra». Altro rischio che qualcuno intravvede nelle consultazioni di domani è appunto quello dell’inquinamento. Ovvero che esponenti del centrodestra partecipino alla tornata elettorale per indrizzare il risultato in un senso o nell’altro. «Conosco bene la realtà pratese e non credo proprio accadrà». Mauro Vaiani, pratese, ex uomo di sinistrra passato dall’altra parte della barricata da tempo immemorabile, oggi portavoce dell’ex sindaco azzurro di Grossetto Antichi, non ha mai smesso di seguire le dinamiche politiche della sua città. «Il pdl pratese starà a guardare - conclude - e sono certo che farà il tifo per primarie partecipate e dalle quali possano venire delle novità che sono sempre belle e fanno bene».
Cri.Or.
da la Nazione del 14/02/09
Frattani: ‘No a pressioni sugli stranieri’ Invito al voto per telefono: proteste
«MI AUGURO di non vedere ai seggi truppe cammellate di migranti, ma famiglie consapevoli dei programmi che liberamente scelgono i candidati». L’assessore alla città multietnica Andrea Frattani manda un messaggio chiaro a chi corre alle primarie: nessuno faccia pressioni sui leader delle diverse comunità, perché una partecipazione abnorme degli stranieri al voro potrebbe comprometterne il significato. Intanto sono arrivate proteste per gli inviti a votare che arrivano a telefono. Il comitato per Abati precisa: noi non c’entriamo.





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