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La mer, la fin...

giovedì 28 febbraio 2008

I conti del CISPEL

Nei giorni scorsi, il CISPEL Confservizi Toscana - associazione che riunisce le imprese di servizio pubblico della nostra regione - ha diffuso una nota sui costi che deriverebbero dal puntare, come ha deciso recentemente la Regione Toscana, all'ambizioso obiettivo del 65% di raccolta differenziata.
Non possiamo che concordare con il CISPEL quando evidenzia come l'obiettivo sia raggiungibile attraverso una vera e propria "rivoluzione", e che lo sforzo deve essere attuato da tutti i soggetti chiamati in causa - prima di tutto dai cittadini - , ma ci permettiamo di avanzare qualche dubbio sull'impatto stimato sulle tariffe legato alla diffusione capillare del porta a porta (che, è bene evidenziarlo, anche in questa analisi rimane l'unico strumento in grado di permettere il raggiungimento degli obiettivi fissati).
I dubbi che abbiamo sono fondati sull'esperienza di Capannori, che non smetteremo mai di portare come esempio virtuoso, e che al contrario di quanto affermato dal CISPEL ha visto una riduzione sostanziale della TIA proprio a carico dei cittadini, e che ha prodotto risultati economicamente molto interessanti, e sono fondati anche su una analisi condotta dall'Ecoistituto di Faenza sul territorio della Lombardia e del Veneto. Questa ricerca, presentata anche al recente convegno tenutosi a Pistoia, indica chiaramente (su un "campione" pari all'85% dei comuni delle due regioni, per un bacino complessivo di circa quindici milioni di abitanti) che "dall’elaborazione dei dati di costo di questi 1.813 comuni, è che il costo medio del servizio con raccolta domiciliare secco/umido non solo è discretamente inferiore al corrispondente con raccolta stradale, ma addirittura è inferiore anche al servizio con raccolta senza separazione, con qualsiasi metodo venga eseguita." (pg. 22).
Secondo quanto affermato durante la conferenza stampa dal presidente del CISPEL, questa sarebbe né più né meno che una "falsità" ("Chi sostiene che il porta a porta non produce un aumento dei costi - chiarisce il presidente del CISPEL Alfredo De Girolamo - dice una falsità sapendo di dirla" - il Tirreno, 27/02/08, pg. 13): a questo punto, però, forse occorrerebbe una verifica più seria - molto più seria della nota tecnica diffusa insieme al comunicato stampa - prima di sostenere una posizione del genere!
Certo, anche nei dati dell'Ecoistituto ci sono dei distinguo importanti da fare, e sono il risultato di una serie di dati incrociati tra loro, ma è proprio per questo che diamo un po' più fiducia a queste indicazioni piuttosto che a quelle provenienti dall'associazione che riunisce gli stessi soggetti protagonisti, secondo quanto affermato dall'assessore Eugenio Baronti giusto la settimana scorsa in una assemblea pubblica a Montale, delle maggiori resistenze al cambiamento nella gestione del ciclo dei rifiuti.
Su questi temi, però, serve un confronto molto più strutturato: per questo, sosteniamo con convinzione la richiesta, avanzata da numerosi comitati cittadini e dal Coordinamento dei Comitati della Piana, dell'apertura di un Forum Regionale sui rifiuti. Sarebbe un segnale importante!

Municipio Verde


comunicato stampa CISPEL

RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 65%:
SI PUO’ MA E’ UNA RIVOLUZIONE CHE DEVE ESSERE PIANIFICATA
De Girolamo (Cispel Toscana): “serve un patto tra Regione, Comuni e aziende per sostenere economicamente il passaggio al porta a porta”
Firenze, 26 febbraio ’08. “Raggiungere il 65% di raccolta differenziata nel 2012 come impongono le nuove norme nazionale, è possibile solo attraverso una rivoluzione nella gestione, passando a sistemi di raccolta spinta intensiva, come il porta a porta, in tutta la Toscana. Occorre che le tasse ambientali già esistenti, come per esempio l’ecotassa sulle discariche, siano investite per promuovere la raccolta differenziata. Vogliamo anche chiedere un impegno congiunto per migliorare il mercato dei materiali riciclati, che saranno oltre 1,8 milioni di tonnellate” questa in estrema sintesi gli argomenti della conferenza stampa tenutasi stamani a cui hanno partecipato Alfredo De Girolamo, presidente Cispel Confservizi Toscana (l’associazione regionale delle aziende di servizio pubblico) e Paolo Regini, coordinatore della Commissione Ambiente dell’associazione.
Il 13 febbraio ’08 è entrato in vigore il secondo decreto correttivo del Testo Unico sull’ambiente, che prevede nuovi obiettivi di raccolta differenziata (45% a 2008, 65% al 2012) e la limitazione dell’assimilabilità dei rifiuti provenienti da attività produttive, ai rifiuti urbani.
“Propongo un patto tra Regione, Comuni, aziende per sostenere economicamente l’incremento dovuto al passaggio al porta a porta, che secondo le nostre stime ammonta a 117 milioni di euro, destinato a essere incluso nelle tariffe che, in assenza di interventi pubblici, potrebbero dunque aumentare del 6-7% all’anno.” - ha annunciato De Girolamo.
“La limitazione dell’assimilabilità ai rifiuti urbani poi, sottrae quote consistenti di rifiuti dal circuito “urbano” e conseguentemente dall’assoggettabilità a tassa o tariffa da parte degli enti locali. Un impatto quantitativo ed economico rilevante, specie nelle aree urbane, che potrebbe far salire l’aumento delle tariffe fino al 15% l’anno.” ha spiegato Regini.
“Un tavolo di lavoro regionale - ha continuato De Girolamo - sull’applicazione della norma nazionale servirebbe anche e soprattutto per lavorare al mercato di sbocco dei materiali riciclati. Oggi è già un mercato saturo e l’aumento di carta, plastica, vetro riciclato ma soprattutto di compost proveniente dalla differenziata organica, rende necessaria l’adozione di politiche pubbliche di sostegno al mercato del recupero forti, efficaci e realizzabili in tempi rapidi.”
“Le misure per promuovere il mercato dei materiali riciclati – ha concluso Regini - potrebbero essere la promozione dell’acquisto del compost di qualità da parte di agricoltori, enti pubblici per parchi e giardini, gestori dei terreni demaniali a partire dalla Regione stessa, il sostegno della Regione alla sperimentazione di tecnologie per l’uso energetico della biomassa raccolta, il sostegno alla ricerca applicata per l’utilizzo della frazione vetrosa e della plastica nei processi produttivi, con un maggior controllo sul rispetto da parte degli enti locali della normativa sugli appalti verdi.”
“La rivoluzione nella gestione – hanno spiegato i rappresentanti di Cispel – produrrà anche altri effetti, prima di tutto sociali, per l’impatto che il nuovo sistema di raccolta avrà sulle abitudini di utenti ed imprese, sulle amministrazioni locali e sul decoro urbano, di sicurezza, per la maggiore esposizione ai rischi di sicurezza sul lavoro a cui saranno sottoposti gli operatori specializzati con il compito di raccogliere manualmente i sacchetti, comunicativo, per gli indubbi problemi di informazione che una tale rivoluzione dei comportamenti individuali e organizzativi comporterà, ed infine di controllo, poiché il nuovo sistema potrà essere efficace solo a fronte di un rafforzamento del sistema dei controlli sul rispetto da parte degli utenti dei nuovi standard di comportamento.”

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