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La mer, la fin...

lunedì 11 febbraio 2008

Un sabato sera tra gli adolescenti

Torniamo, con l'articolo pubblicato sul Tirreno di oggi, sulla questione degli adolescenti a Prato. Il breve reportage di Melania Mannelli è interessante, e merita tutta la nostra attenzione.

MV


da Il Tirreno del 11/02/2008

Le ragazze terribili non si fanno vedere

Un sabato sera tra gli adolescenti in centro, la rissa non manca mai
In gran parte sciamano tranquilli per lo struscio notturno. Ma c’è chi beve e gli animi sono sovreccitati. Tre chiamate per le ambulanze
MELANIA MANNELLI

PRATO. La chiave del centro, il sabato notte, è nelle tasche degli adolescenti. Le loro voci vivaci, condite da parolacce e schiamazzi, popolano piazza del Comune, piazza San Francesco e dintorni. E’ un via vai di ragazzine modaiole a braccetto con ai piedi décolletè in vernice nera e di ragazzini dai capelli sparati in avanti e dal piumino bordato di pelliccia. Si divertono, c’è un’aria fresca.
Sabato sera le ragazzine terribili che menano le mani non sembravano esserci. In ogni caso tutti sanno chi sono e le evitano. Eppure qualche tafferuglio non è mancato, con l’arrivo di tre ambulanze.
Alle 22,20 piazzetta Buonamici, dove solo il sabato prima la gang al femminile aveva messo a segno la zuffa più grave, rompendo il setto nasale ad una coetanea, è semivuota. «E’ presto, tra un po’ ci sarà più gente - ci spiegano tre ragazzine sedute a ridosso delle mura - In molti comunque sono andati ad una festa al Siddharta e poi i genitori, dopo le risse provocate da quelle ragazze, non sono molto contenti di mandarci in centro». «Ma sapreste riconoscere le teppistelle, così da evitarle?» chiediamo. Rispondono di sì, ormai hanno raggiunto una triste popolarità.
Dello stesso avviso anche due ragazzine e due ragazzini che, una mezz’ora dopo, chiacchierano al centro della piazzetta. Una di loro è compagna di scuola di un’altra quindicenne che purtroppo si è imbattuta nel gruppetto di violente. «Vedessi che occhio nero le hanno fatto» commenta indignata, mimando con la mano il gonfiore. «Erano in tre e sicuramente sono del Datini - spiega uno dei ragazzi - Stasera comunque non le abbiamo viste». Intanto alle 23 la piazzetta si è riempita, passa anche una pattuglia della Polizia Municipale, e sembra quasi impossibile che con una folla simile nessuno abbia impedito la rissa del sabato prima.
Tutto fila liscio per altri quaranta minuti. Poi, nelle vicinanze, sugli scalini di piazza S. Maria delle Carceri, poco prima della mezzanotte, ha luogo il primo screzio della serata. Due ragazzini si prendono a cazzotti. Interviene subito un’ambulanza della Pubblica Assistenza, ma i partecipanti alla zuffa non ci sono già più. Intorno alla chiesa, sporca di bottiglie vuote e vetri, si affollano gruppi di adolescenti curiosi. «Potrebbe essere mio fratello» grida come una furia una ragazzina, riferendosi all’adolescente picchiato e fuggito dalla piazza, mentre fra una bestemmia e un’altra prova invano a chiamarlo al cellulare. Un coetaneo le dice qualcosa, forse per calmarla, e lei ancor più arrabbiata gli sbraita addosso, nonostante la polizia alle spalle: «Giuro che ti metto le mani addosso, ti metto le mani addosso».
Un’altra ambulanza viene chiamata pochi minuti dopo in piazza del Comune, salvo non trovare il presunto paziente. La segnalazione riguardava un ragazzo ubriaco dentro la fontana del Bacchino. Un falso allarme, sembra, visto che la piazza era tutta immersa in un’atmosfera gioiosa. Ma i viaggi a vuoto delle ambulanze della Pubblica Assistenza non sono finiti. Per la terza volta vengono infatti contattate per un’altra rissa fra ragazzi in piazza S. Marco e, andati sul posto, non troveranno nessuno.
Passata da un po’ la mezzanotte la folla si dirada. I genitori in fila con le proprie auto sono già arrivati per portare a casa i propri figli. E’ il momento per gli adolescenti di ridare le chiavi del centro città in mano ai maggiorenni.

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