TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

giovedì 19 febbraio 2009

Prato. Lettera dei Comitati all'assessore Ciuoffo

Riproduciamo integralmente la lettera inviata all'assessore Ciuoffo in merito all'invito alla partecipazione al "Comitato di Garanzia" che dovrebbe vigilare sullo svolgimento del percorso partecipativo culminante nel prossimo "town meetin" di fine marzo.
MV

Egr. Assessore Stefano Ciuoffo,

scusandomi del ritardo Le rispondo a nome dei firmatari della lettera inviata all’Autorità Regionale per la Partecipazione. Ritardo peraltro dovuto alle numerose consultazioni che abbiamo tenuto in merito alla correttezza e all’efficacia delle modalità di svolgimento dei processi partecipativi propedeutici alla definizione dei criteri per la redazione dello Statuto del Territorio.
In maniera molto schematica cercherò di riassumerle le motivazioni che impediscono, ai soggetti che hanno richiesto l’intervento dell’Autority, l’accoglimento del Suo invito alla partecipazione al Comitato di Garanzia che dovrebbe vigilare sull’attuazione del Town meeting:
1) il Town meeting non può rappresentare la conclusione di un percorso che di fatto non c’è stato, che non ha coinvolto la città, che non è stato in grado di trasmettere neppure l’importanza dell’evento e di preparare i cittadini alla fase successiva. Singolare appare poi che l’Autority si dichiari incompetente a decidere su un processo prima della sua nomina, quando la conclusione ne rappresenta la naturale conseguenza;
2) il Comitato di Garanzia non rappresenta per la composizione dei partecipanti, la definizione dei poteri e dei compiti e le possibilità deliberative, uno strumento adeguato a garantire un sufficiente equilibrio ed a compensare le gravi carenze della prima parte del percorso. D’altra parte la Sua presenza nella doppia veste di “controllore/controllato” e quella di Leonardo Becheri in rappresentanza dell’opposizione (che di fatto non lo è) in sostanza contraddicono le più elementari norme dell’etica della rappresentanza;
3) un Town meeting progettato su queste basi, ed in tempi (un mese !!) che da soli ne definiscono l’inconsistenza e l’impossibilità di fornire ai cittadini quel quadro conoscitivo (finora mancato) indispensabile per definire i criteri per la stesura dello Statuto del territorio, porterà solo a due possibili risultati: a) a dimostrare come questa seconda fase risponda solo alle richieste della politica (concludere il processo prima delle elezioni Amministrative) che, attraverso costruzioni di organismi di consenso, si sottrae a precisi doveri di legge nei confronti dei cittadini e b) ad accentuare il distacco fra Pubblica Amministrazione ed una città che, lacerata da una crisi senza precedenti, avrebbe avuto la necessità di una vera apertura alla discussione/relazione nei modi e nei tempi necessari per una reale crescita civica e culturale.
Fatte queste considerazioni domandiamo a Lei ed ai Componenti della Commissione:
a) sono stai rispettati i criteri previsti dalla legge 1/05 nel percorso partecipativo ab inizio ?
b) Chi ricopre ruoli o incarichi all’interno della redazione del Piano Strutturale e contemporaneamente gestisce la partecipazione, non è in palese conflitto di interessi?
c) Può significare qualcosa che due Garanti del Comune di Prato siano state sostituite e sicuramente non per le motivazioni comparse in un virgolettato sulla stampa (“…per dare una ancora migliore organizzazione a questa fase”) come Lei ben sa?
d) E’ eticamente concepibile affidare il ruolo di Garante (con delibera di Giunta) al Direttore Generale Roberto Forzieri che non rappresenta certo la terziarietà?
e) Le risorse riversate sul percorso partecipativo hanno rispettato i criteri di appropriatezza nel rapporto fra gli obiettivi previsti e quelli raggiunti?
f) Si può continuare a fissare incontri ad orari improponibili per il cittadino che lavora, così come è stato fatto nella prima parte del percorso (60% fuori dalla fascia serale), e dichiararsi disposti al confronto?

Vede, Egregio Assessore, a noi dispiace che Lei “condivida la nostra preoccupazione di non considerare il Town meeting elemento sufficiente ed esaustivo rispetto alla necessità di un ampio coinvolgimento della città sui temi della pianificazione”ma che nello stesso tempo “non entri nel merito delle questioni poste”. Perché è proprio entrando nel merito delle questioni che risalta in maniera alquanto evidente l’inconsistenza di un percorso che cerca un’improbabile legittimità attraverso una Commissione di Garanzia.
Fortunatamente esistono elite culturali specializzate, esiste un mondo Universitario che si occupa di partecipazione, esistono organismi sovracomunali che saranno chiamati a giudicare questa esperienza pratese, peraltro già ampiamente conosciuta ed incasellata come indicatore negativo nelle prime applicazioni della L.R.69/2007.

A noi dispiace che ancora una volta si sia perduta l’occasione di mettere in atto un esperimento di “democrazia deliberativa” che portasse all’interno di un percorso partecipato la gestione dei conflitti e che, attraverso processi virtuosi di negoziazione/mediazione, promuovesse la crescita di una cultura civica e di condivisione delle scelte.
Un esperimento che poteva diventare prassi, ma al quale la politica si è dimostrata ancora una volta colpevolmente impreparata nella sua abissale lontananza dalla società civile.



Per Il Coordinamento dei Comitati dei Cittadini e per i firmatari della lettera all’Autorità Regionale per la Partecipazione.

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