TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

lunedì 16 febbraio 2009

Prato verso le amministrative. E alla fine arriva Massimo...


Alla fine, ecco il risultato che molti non si aspettavano, o perlomeno consideravano come una possibilità meno realistica, anche per chi vi scrive.
Perché le primarie della coalizione a guida PD a Prato hanno visto trionfare - e il termine potrebbe veramente essere quello giusto - Massimo Carlesi, che su circa 13000 voti si è portato "a casa" intorno al 55% dei consensi, contro il 42% di Abati e lo scarso 3% di Nincheri (e su questo ci sarebbe da fare una riflessione a parte).
E quindi, ora cosa succede? Di certo, si apre il regolamento di conti interno al Partitone. Perché fondamentalmente ne esce sconfitta la linea della segreteria - per quanto Benedetta Squittieri ostentasse sorrisi a destra e a manca - ad iniziare dalla modalità con la quale è stato trattato il caso Romagnoli, e quindi anche quella di alcuni "grandi elettori" di Abati.
Potremmo quasi dire che questo risultato segna la rivincita del sindaco uscente: non è di sicuro un caso se è stato accolto dai sostenitori di Carlesi con scroscianti applausi, e qualcuno, durante la foto dei due, abbia urlato un "bacio, bacio", e che nel comitato elettorale del neocandidato ufficiale del PD risultino tanti sostenitori di Romagnoli.
Segna, per molti aspetti, anche una vittoria della curia, che sicuramente vedeva molto più di buon occhio Carlesi che non Abati.
Non segna, di certo, l'avvento di una "nuova politica" per l'amministrazione cittadina.
Intanto, per i personaggi che circolano... Tra ex assessori, assessori in carica, consiglieri regionali ed ex senatrici, potremmo quasi dire di assistere al "ritorno dei trombati", o delle "seconde file", esultanti nella fredda serata davanti alla nuova sede del PD mentre uscivano i risultati. Vogliamo, infatti, partire da Beatrice Magnolfi - grande silurata delle ultime elezioni politiche - per passare da Ambra Giorgi ed arrivare agli assessori Frattani e Giovagnoli, facendo tappa per Alfio Pratesi, giusto per fare alcuni nomi?
Ma non lo segna nemmeno programmaticamente: come abbiamo più volte visto in questi giorni, non esistono differenze sostanziali nelle linee programmatiche esposte più volte da Abati e Carlesi, vuoi semplicemente perché comunque entrambi protagonisti, negli ultimi dieci anni, delle vicende amministrative, politiche ed economiche della città, vuoi perché comunque dietro - al di là dei personalismi - il Partito rimane lo stesso. Quindi, sostanzialmente, le vere differenze possono rientrare solo nella "cifra" dello stile politico, piuttosto che nella profondità dei programmi.
Ora rimane da capire che scenari, effettivamente, si andranno delineando a poco più di tre mesi dal voto: perché, volenti o nolenti, la vittoria di Carlesi cambia alcune carte in tavola. Vedremo come...

Municipio Verde

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