MV
da il Tirreno del 16/02/09
Carlesi stravince, è uno tsunami nel Pd
Alle urne in 12.000, l’outsider supera il favorito Abati di 1.500 voti
Lacrime e tripudio col sindaco Romagnoli Per la Provincia Gestri passa col 70% Polemiche fino all’ultimo sul voto degli immigrati
PRATO. E’ lo tsunami della politica. E’ il no gridato, improvviso, stordente, a una classe dirigente intera, a una maniera di pensare e praticare la cosa pubblica. E’ il punto di non ritorno. Alle primarie del Pd ha vinto Massimo Carlesi, con il 55% pieno degli 11.718 votanti. Uno choc. Inaspettato. Paolo Abati ha raggiunto il 42,14 e il 2,7 l’ha conquistato Alessio Nincheri, il candidato della Sinistra. Un tripudio per il futuro candidato sindaco del partito. Un arrivederci mesto per Abati e il suo comitato. Lì dentro c’erano tutti quelli che contavano. Ma la città si è ribellata, e ha cassato con la crocetta di ieri sulla scheda, gli ultimi mesi di politica pasticciata, a volte perfida, troppo spesso poco comprensibile. Ha votato un’altra storia.
La festa. Comitato elettore di via Cairoli ore 23: la vittoria di Carlesi è già certa. C’è il ricambio: gli uomini dell’apparato tutti riuniti fuori e da dentro la sede neo inaugurata si allontanano silenzionamente, un po’ alla volta. Irrompono a scaglioni festosi i supporter di Carlesi che dal quartier generale di Prato City, per schiarirsi le idee, per fermare quel lieve giramento di testa che la vittoria dà, preferisce raggiungere a piedi la sede in centro storico. Dopo dieci minuti, forse nemmeno, tutte facce nuove.
Applausi, grida: «Massimo, Massimo» che continuano quando entra il sindaco Marco Romagnoli: «Marco, Marco, Marco». Anche lui ha gli occhi lucidi. Anche lui ha un po’ vinto ieri sera. E’ una sorta di passaggio di testimone, un filo ideale che li unisce. Accanto a loro Beatrice Magnolfi, una scatenata Ambra Giorgi, l’assessore Andrea Mazzoni, l’ex Alfio Pratesi, l’assessore Fabio Giovagnoli. E’ un delirio di risate, di strette di mano, di abbracci.
Politicamente corretti. Bravo Paolo Abati. Diserta il bar Maddalena che avrebbe dovuto, in caso di vittoria, ospitare la sua festa, e varca la porta del comitato elettorale, un po’ dopo le 22. «A volte si vince, a volte si perde» dice, sorride. Non c’è nulla di costruito nel suo atteggiamento.
«Faccio gli auguri al vincitore - aggiunge - e un grande in bocca al lupo. Ora bisognerà lavorare molto per riunificare il partito e per arrivare uniti e saldi alla prova vera che sarà il 7 e l’8 giugno». Il vincitore e il vinto si stringono la mano. Poi si abbracciano la segretaria Benedetta Squittieri e Carlesi. Che fa il primo discorso da candidato unico alla corsa per le amministrative: «Abbiamo cominciato in pochi, poi siamo diventati tanti. Ora dobbiamo lavorare per rilanciare la città, tutti e dico tutti insieme, perchè è quello che Prato ci chiede. Ma ora un po’ di riposo».
I numeri del terremoto. La tendenza della città si è vista subito, fin dai primi seggi scrutinati: Vergaio 71 per Abati, 153 per Carlesi. Poi il villaggio Gescal 159 Abati, 90 Carlesi; Fontanelle 67 Abati 190 Carlesi; Sant’Ippolito 73 Abati, 66 Carlesi e così via fino alla Pietà: 127 Abati 347 Carlesi; solidi feudi per Abati i due seggi del Soccorso dove vince, ma di misura strappa il primo posto anche a Maliseti (405 a 246), ma via Boni è di Carlesi (233 contro 178) Paperino è con lui (40 a 159) e poi c’è il tripudio di Grignano: 175 a 840. Anche nel seggio degli extracomunitari vince Carlesi è quello è il segnale che le strategie a volte non garantiscono: in via Tintori, Carlesi strappa 468 voti contro i 460 di Abati.
L’atomica stranieri. Ecco la causa dell’ultima polemica al vetriolo, quella che alla fine ha fatto scatenare lo staff di Carlesi che fino all’ultimo minuto disponibile ha chiamato a raccolta amici e simpatizzanti: i migranti.
Gli uomini di Abati hanno fatto la campagna acquisti nelle comunità. Risultato: a Tobbiana una cinquantina di cinesi con in mano un biglietto con su scritto il nome del candidato in stampatello, in via Tintori e in via Milano i 150 musulmani pakistani dell’imam Moufeed, sostenitore di Abati, che dopo il voto hanno fatto una festina con brindisi e dolcetti nel negozio di parrucchiere lì accanto gestito, ovviamente, da un connazionale; alle Fontanelle gli albanesi: alcuni non residenti a Prato, se pur regolari, hanno cercato di votare, ma sono stati bloccati. D’altronde il regolamento se vale in un senso vale anche nell’altro. Poi qualche tunisino alla Chiesanuova che però si è imbrogliato, un po’ di rumeni e di polacchi qua e là. Insomma un pateracchio. Che però, alla fine, non ha pagato.
In Provincia. Decisamente di minor pathos il risultato - ancora molto parziale - per la presidenza della Provincia per la quale hanno corso Lamberto Gestri, Pd e Michele Mezzacappa della Sinistra: al primo sarebbero andate il 70% delle preferenze, il 30 al secondo che ha fatto un buon exploit.
«Ora c’è da rimboccarsi le maniche - dice un supporter di Carlesi - perchè da oggi, davvero, si possono riallacciare i fili di questa città».
Cri.Or.
da la Nazione del 16/02/09
Vince Carlesi, schiaffo ai vertici Pd Ha il 55%, contro il 42 di Abati: risultato clamoroso. Provincia: Gestri al 70%
di ANNA BELTRAME
UNA VITTORIA netta, un segnale molto chiaro, uno schiaffo ai vertici del partito. Massimo Carlesi è il candidato sindaco del centrosinistra, con il 55.06% dei voti; Paolo Abati si è fermato al 42.18%, mentre Alessio Nincheri della Sinistra ha ottenuto il 2.76%. I numeri dicono tutto: 4969 voti per il presidente del Consiag, appoggiato dalla grande maggioranza dei vertici del Pd; 6487 per l’ex assessore al traffico, che aveva basato la sua campagna elettorale sul messaggio che il modo di fare politica doveva cambiare. Un risultato inatteso, anche se ultimamente temuto dai più lucidi dirigenti del partito. Un verdetto che incrina in modo clamoroso i già fragili equilibri del Pd. Il risultato finale della Provincia ieri a mezzanotte non c’era, ma l’unico candidato del Pd Lamberto Gestri si assestava sul 70%, con l’avversario della Sinistra Michele Mezzacappa al 30%. Una vittoria amara per i vertici del partito, molto meno ampia delle attese. Ieri notte nel nuovo quartier generale di piazza delle Carceri, la vecchia sede dell’Apt, ci sono stati applausi e promesse di unità per la sfida delle elezioni. Ma le facce parlavano. Ed erano nettamente divise in due. Occhi lucidi di gioia o di delusione amara, sorrisi di circostanza o di evidente soddisfazione.
SI E’ CAPITO subito che il vento tirava in direzione Carlesi. Ma meno di un paio d’ore dopo la chiusura dei seggi era ormai chiaro che la sua vittoria non solo ci sarebbe stata, ma sarebbe stata netta. La sentenza è arrivata col risultato di Grignano, feudo sì dell’ex assessore, ma con un dato da Caporetto per gli abatiani: 840 voti contro 175. E non bastavano certo i maggiori consensi strappati dal presidente del Consiag a San Paolo, Borgonuovo, Maliseti, a compensare il divario che stava crescendo. In piazza delle Carceri sguardi di lutto. Nello stesso momento in via Valentini, al quartier generale di Carlesi, lacrime di gioia, quelle che lo stesso candidato si è lasciato sfuggire mentre il sindaco Romagnoli lo abbracciava, esultante. Una rinvicinta, per lui. A poco a poco nella sede Pd sono iniziati ad arrivare i carlesiani, contenti e forse ancora increduli, per una vittoria sperata sì, ma molto più grande anche delle più fiduciose aspettative.
ALLE 23, a piedi, con la famiglia e i supporter più stretti, in piazza delle Carceri è arrivato Carlesi, accolto da un lungo applauso. «Sono frastornato — ha detto con gli occhi ancora lucidi —, siamo partiti da un piccolo gruppo di persone, abbiamo incontrato tanta gente, abbiamo parlato e ascoltato tanto, ed è successo tutto questo. E’ straordinaria questa fiducia che sento, ringrazio tutti, davvero». Poi gli abbracci, le congratulazioni, di Ambra Giorgi che rideva e rideva, di Beatrice Magnolfi che sorrideva in altro modo, ma comunque molto soddisfatta, ancora di Romagnoli, di tante persone senza incarichi e ruoli. Subito la stretta di mano cavalleresca di Paolo Abati, che poco prima aveva commentato: «Onore al vincitore e in bocca al lupo. Ci sarà bisogno di fare un gran lavoro per riunficare il partito e preparare la battaglia vera, quella delle elezioni». L’ingresso di Carlesi nella sede del partito è stato accolto da nuovi applausi, con il suo nome inneggiato e subito dopo anche quello di Romagnoli. «Adesso dobbiamo lavorare tutti insieme, e sottolineo tutti, per la sfida di giugno. Ho fiducia in tutti voi, tutti insieme dobbiamo ridare fiducia ai pratesi e ricucire tanto con città», sono state le prime parole da candidato sindaco. Applausi e commenti fino a tarda notte, mentre arrivavano i dati degli ultimi seggi, ormai ininfluenti. Ecco com’è andata, nelle sezioni ufficializzate, perché a un certo punto i dettagli non interessavano più.
CHIESANUOVA: Abati 315, Carlesi 282; Reggiana: Abati 150, Carlesi 90; Borgonuovo 234-121; Tobbiana 82-124; San Paolo 210-143; via Tintori 408-468; Paperino 40-159; Fontanelle 67-190; Villaggio gescal 150-90; Pietà 127-347; San Giorgio 42-59; Tavola 44-88; Sant’Ippolito 73-66; via Boni 178-233; Maliseti 405-246; Grignano 175-840; Vergaio 77-153; Soccorso I 163-117; Soccorso II 213-149; Figline 67-126; Coiano I 109- 193; Coiano II 155-230; Galciana 196-160; Casale 50-153; Iolo: 114 109; San Giusto: 103-83; Fontanelle 67-190; La Querce 145-189.





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