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venerdì 1 maggio 2009

Autostrada Tirrenica: UN DANNO ENORME:

Un articolo del Tirreno e a seguire il comunicato originale di Lega Ambiente sui danni della Tirrenica all'agricoltura e ovviamente alla vita delle persone coinvolte. Una stupidaggine che pagheremo cara.
MV


Legambiente: a rischio le produzioni biologiche
«La Tirrenica cancellerà aziende e posti di lavoro»
il Tirreno 1/5/'09

GROSSETO. “Il vero impatto dell’autostrada tirrenica”, questo è il titolo dello studio presentato da Legambiente che, secondo il proprio responsabile delle infrastrutture, Edoardo Zanchini, e i tecnici dell’associazione, dimostra che di fatto la grande opera cancellerebbe il paesaggio tra Orbetello, Magliano in Toscana e il Parco della Maremma, provocando danni incalcolabili alle aziende che svolgono attività di agricoltura biologica, con conseguenti e pesanti perdite in termini di occupazione. «Il problema - sottolinea una nota di Legambiente - evidentemente non è per qualche personaggio di Capalbio interessato a difendere le proprie ville, ed è abbastanza ridicolo parlare di autostrada ambientalizzata. La realtà è purtroppo ben diversa e l’impatto della Tirrenica sarebbe devastante per alcuni dei più straordinari e integri paesaggi della Maremma. Avrebbe come grave conseguenza quella di far chiudere attività preziose, come redditizie aziende agricole biologiche e di qualità, licenziando un gran numero di lavoratori».
Il dossier è stato presentato in una delle aziende agricole che verranno fortemente danneggiate dall’autostrada, “La Selva” di Fonteblanda, che oggi conta clienti da tutto il mondo, che ne apprezzano la qualità della produzione di ortaggi e frutta. Alla conferenza hanno partecipato, infatti, oltre al proprietario de “La Selva”, Karl Egger, anche molti imprenditori agricoli della zona. Il problema centrale, per quanti hanno investito nell’agricoltura biologica, è che i cantieri e l’inquinamento, anche acustico, che l’autostrada porterà, di fatto cancelleranno gli sforzi e il dispendio economico sostenuti da tutti loro per investire nell’agricoltura a basso impatto ambientale, come ha sottolineato lo stesso Egger: «Presto arriveranno i nostri clienti dal Giappone per controllare la qualità dei nostri pomodori. Con un’autostrada vicino nessuno vorrà più i nostri ortaggi o la nostra frutta, perciò qui rimarranno solo le persone necessarie alla cura del bestiame e alla produzione del grano. Gli altri, circa 50 persone, potrebbero perdere il lavoro». A fronte di questa prospettiva Angelo Gentili, membro della segreteria nazionale di Legambiente, ha dichiarato che l’associazione è pronta a picchettare tutti i cantieri che verranno aperti per realizzare la Tirrenica, qualora si dovesse rendere necessario».
Barbara Uloremi


30/04/2009 13:31 Autostrada Tirrenica
(comunicato stampa)

"Aziende biologiche cancellate, licenziamenti e paesaggi della Maremma stravolti":
Legambiente presenta lo studio sull'impatto ambientale della Tirrenica
"Chiediamo alla Regione Toscana di modificare il progetto. Pronti a una campagna internazionale per salvare biologico e paesaggi della Maremma"
"Il problema evidentemente non è per qualche Vip di Capalbio interessato a difendere le proprie ville, ed è abbastanza ridicolo parlare di "autostrada ambientalizzata". La realtà è purtroppo ben diversa e l'impatto della Tirrenica sarebbe devastante per alcuni dei più straordinari e integri paesaggi tra Orbetello e il Parco della Maremma. E avrebbe come grave conseguenza quella di far chiudere attività preziose come redditizie aziende agricole biologiche e di qualità, licenziando un gran numero di lavoratori, stravolgendo le storie e il futuro di tante persone che lavorano e vivono in queste zone".
Questi, in sintesi, i risultati dello studio presentato oggi da Legambiente a Orbetello, nel corso di una conferenza stampa organizzata presso l'azienda agricola La Selva, proprio una di quelle a rischio per il tracciato scelto dal progetto dell'autostrada.
"Il futuro di chi ha scelto di investire sulla qualità e di puntare sull'agricoltura biologica non può essere messo a rischio dall'autostrada Tirrenica - ha dichiarato Edoardo Zanchini responsabile trasporti di Legambiente - serve quindi una risposta chiara dalla Regione Toscana che, nella sua corsa folle per la realizzazione dell'Autostrada, si è dimenticata di tutelare questo territorio e i suoi abitanti".
Le aziende agricole biologiche Fontenuova, San Benedetto e La Selva verrebbero infatti "cancellate" dal nuovo tracciato autostradale. Complessivamente, 600 ettari di terreno coltivati a biologico sarebbero a rischio, con la conseguente perdita di lavoro per circa 100 persone e grave danno per le pregiate produzioni locali di olio, vino, carne e frutta biologiche e di qualità.
Lo studio, presentato durante la conferenza alla quale hanno partecipato anche i rappresentati delle aziende agricole biologiche che verrebbero attraversate dal tracciato, ha preso in esame la parte di progetto tra i Comuni di Orbetello e Grosseto, escludendo esplicitamente Capalbio proprio per evitare polemiche sul "rifugio dei Vip". In questo tratto di circa 45 chilometri l'autostrada viaggerebbe completamente in variante rispetto all'Aurelia, con la conseguenza di andare a interessare aree oggi ad uso agricolo e boschi.
Dal nuovo casello nel Parco della Maremma alla variante che isola nel traffico Collecchio, dallo svincolo "ammazzabiologico" di Talamone, ai viadotti e gallerie nel Comune di Orbetello, sono stati passati a setaccio con immagini e fotosimulazioni tutti i punti e gli interventi impattanti. "Questa parte di Maremma pagherebbe un prezzo pesantissimo se la scelta di tracciato fosse confermata - ha dichiarato Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente -. A Nord di Grosseto infatti, si prevede di adeguare l'Aurelia mentre nel Lazio la Regione ha imposto l'affiancamento del tracciato alla Strada Statale proprio per ridurre gli impatti. L'atteggiamento di totale chiusura da parte della Regione Toscana, rispetto a qualsiasi modifica a un tracciato in variante che avrebbe devastanti impatti, risulta quindi incomprensibile".
Legambiente ha poi ribadito il suo impegno per salvare il territorio da un inutile scempio. "Siamo convinti che fare l'interesse del territorio significhi non solo battersi per completare il Corridoio Tirrenico ma anche tutelare fino in fondo l'ambiente e il paesaggio, le storie di chi vive e di chi ha scelto di investire in produzioni di qualità in un'area di pregio" ha continuato Zanchini. Oltretutto bisogna tener presente i problemi ancora aperti e prima che anche una sola ruspa si muova ne passeranno di anni. E' infatti in corso un istruttoria da parte della Commissione europea per valutare se l'estensione della concessione autostradale a Sat fino al 2046 senza gara violi le Direttive relative. E anche sulla fattibilità economica del progetto in autofinanziamento, sono enormi i problemi relativi al recupero delle risorse.
"Nelle prossime settimane lanceremo una campagna internazionale per salvare le aziende biologiche di questo territorio e i posti di lavoro a rischio", ha quindi annunciato Gentili.
Per Legambiente l'adeguamento dell'Aurelia a sezione autostradale, secondo quanto previsto dal Progetto Anas del 2000, rimane ancora oggi la soluzione preferibile, con il vantaggio di potersi realizzare gradualmente e a partire dall'adeguamento delle tratte più pericolose ancora a 2 corsie, con costi di gran lunga inferiori a quanto richiesto dal progetto del Corridoio e la possibilità di introdurre forme moderne di pedaggio che escludano gli spostamenti locali.
I cantieri annunciati per il 2009 da Sat inoltre, riguarderebbero il tratto tra Livorno e Rosignano, ossia quello più sicuro e già adeguato a superstrada, mentre nei tratti più pericolosi si interverrebbe solo alla fine dei lavori, perché non si prevede alcun adeguamento ma esclusivamente la costruzione di un autostrada in variante con relativi espropri e opere complesse.
Legambiente chiede quindi a Governo, Regione Toscana e agli enti Locali di garantire una vera trasparenza nelle decisioni, in particolare per quanto riguarda la convenzione con la Sat, e di fare fino in fondo l'interesse di questo territorio tutelando il suo paesaggio e il sistema agricolo da un inutile scempio.

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