TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

giovedì 14 maggio 2009

Prato verso le amministrative. Rifondazione su servizi pubblici e mobilità. -5

Ecco un altro pezzo del Programma di rifondazione comunista. Ci sono altre cose interessanti e qualcosa che vorremmo approfondire. Per esempio cosa si intende per potenziamento tecnico dell'Interporto e se la citazione è basata su qualcosa che noi non conosciamo o se è una boutade da rivedere con calma. Il potenziamento tecnico di niente è un niente potenziato. Comunque sulla mobilità condividiamo molti aspetti di questo documento così come la necessità di riportare certi servizi alla loro natura pubblica.
mv


SERVIZI PUBBLICI LOCALI


Nel corso degli ultimi decenni anche negli Enti Locali si sono affermate culture e pratiche politiche liberiste che hanno trasformato la gestione dei servizi pubblici. Per questo , i servizi che per anni sono stati gestiti dai Comuni, sono passati ad una gestione privatistica (SPA) e gli stessi Enti Locali ha perso del tutto il controllo della qualità e dei costi.
Il primo obiettivo che ci poniamo è quello di evitare ogni ulteriore privatizzazione dei servizi
pubblici locali,ma il fine ultimo è quello di recuperare per tutte le partecipate la dimensione e la finalità pubblica.
Queste Aziende hanno subito trasformazioni e modifiche che in pratica hanno sottratto ai cittadini non solo il controllo,ma anche le proprietà delle stesse trasferendole in sostanza a
Gruppi legati ai partiti;occorre quindi restituire alla città quello che è della città e separare la fornitura dei servizi dalle altre attività il cui costo non dovrebbe più essere caricato sulle spalle dei cittadini.
Inoltre la proliferazione di società non appare legata a criteri di reale necessità quanto piuttosto alla moltiplicazione dei CdA e dei posti per Amministratori, Consiglieri e Sindaci Revisori.
E’ un obiettivo difficile da raggiungere poiché siamo in presenza di un Governo nazionale che ha fatto delle privatizzazioni un cardine del suo programma elettorale ed inoltre a livello locale abbiamo un PD che ha in molti casi anticipato le scelte nazionali esternalizzando e privatizzando tutto ciò che era redditizio a favore di SPA. Il caso emblematico è quello dell’acqua la cui gestione è ormai nei fatti in mano a privati. Abbiamo lanciato la sfida di ripubblicizzare il servizio idrico recependo le norme principali del disegno di legge di iniziativa popolare di cui il PRC è stato l’animatore insieme a molte associazioni , raccogliendo in Toscana oltre 40.000 firme.
Ci impegneremo quindi nel Comune sia per una diversa tariffazione dell’acqua che si basi esclusivamente sull’acqua consumata rivedendo le convenzioni che prevedono invece un reddito per le società indipendentemente dal consumo,sia per proporre un fondo nazionale per la sua ripubblicizzazione, all’interno della quale siano previsti in sede locale punti di approvvigionamento pubblico. Già da ora dobbiamo prevedere una fatto che ci porta al paradosso che se un utente fa un uso responsabile dell’acqua viene penalizzato poiché la cifra da pagare dovrà restare invariata.
In questi anni sono stati privatizzati anche altri servizi, Farmacie, Parcheggi, Piscine e ciò spesso ha comportato un aggravio oneroso per gli utenti. E‘ da sfatare il luogo comune che sia sufficiente la maggioranza di proprietà pubblica per adempiere le finalità di un servizio pubblico locale poiché è sorta subito la dualità tra il profitto e l’universalità della fruizione. E’ fuori discussione che ha prevalso il profitto.
Nel Consiglio Comunale chiederemo di fare un’indagine puntuale sul costo e sulla qualità di questi servizi. Esistono studi che dimostrano che la gestione privatistica non è stata un affare né per il pubblico né per i cittadini .
Nello Statuto Comunale deve essere introdotto un articolo che definisca i servizi pubblici locali, beni comuni privi di rilevanza economica e quindi non gestibili da società di capitali, ma da enti strumentali.
Ultima, ma non per importanza, la condizione dei lavoratori impiegati in questi servizi. Siccome l’obiettivo della privatizzazione è quello della massimizzazione del profitto
sarà nostro compito verificare tutti i contratti di lavoro delle società partecipate e pretendere che i lavoratori impegnati siano messi in regola con i contratti nazionali di lavoro. Non è né politicamente né socialmente accettabile che i profitti delle società siano pagati quasi esclusivamente dai lavoratori e dagli utenti.
Dobbiamo ribadire che i servizi pubblici non debbono essere fonte di guadagno ma piuttosto recuperare la loro tipicità rappresentata dall’universalità e dai costi “politici” dei servizi stessi.

TRASPORTO PUBBLICO E MOBILITA’

Parlare di nuova mobilità oggi significa rapportarsi ad un contesto dell’area metropolitana e inoltre ci impone di cambiare radicalmente il modello attuale di mobilità. Ciò è una scelta essenziale e nella quale gli Enti locali devono giocare un ruolo importante in quanto sono proprio i Comuni che di dotano di un piano del traffico che non può essere redatto slegato dalle scelte urbanistiche e da un interconnessione dei sistemi di trasporto.
Nel Piano del traffico essenziale sarà lo sviluppo di un sistema coordinato di trasporto pubblico locale che si basi sull’uso metropolitano della rete ferroviaria e delle future tramvie, sulla rete dei bus , potenziando il completamento di una rete utilizzabile di piste ciclabili con l’obbiettivo del ricongiungimento di tutte e che siano collegate a parcheggi scambiatori.
Il primo compito quindi di un Piano Urbano della Mobilità dovrà essere quello di limitare l’uso del mezzo privato, ma ciò potrà realisticamente avvenire solo in presenza di una forte rete di servizi.
Intendiamo precisare che le piste ciclabili dovrebbero rispondere ad un criteri generale di mobilità diffusa e non essere solamente finalizzate al “ tempo libero”
Per quanto riguarda le tramvie,va sicuramente portato avanti lo studio di fattibilità per un collegamento di dimensione metropolitana (Firenze,Prato,Pistoia), mentre va completamente abbandonato quanto previsto dalla passata giunta in riferimento ad un anello Stazione FF.SS,area ex Banci,sia per i costi esorbitanti sia per la sua inutilità ma soprattutto perché privo di uno studio approfondito sotto il profilo tecnico della sostenibilità economica e della compatibilità ambientale.
Il Piano Urbano della Mobilità dovrà tenere conto anche delle ricadute sulla salute poiché una riduzione del traffico privato porta immediatamente ad un abbattimento dei fattori inquinanti, non a caso molti Sindaci al di fuori del contesto pratese sono sotto inchiesta poiché la qualità dell’aria dei loro comuni è fuori legge.
Dovremo richiedere l’adesione al protocollo con la Regione Toscana che prevede la riduzione del traffico privato ed inquinante in cambio di incentivi ai Comuni. E’ uno strumento che va praticato e soprattutto controllare che il Comune faccia rispettare le regole previste.
In generale la scelta delle amministrazioni pubbliche di finanziare le cosiddette grandi opere ci vede nettamente contrari non per un pregiudizio ma perché le risorse devono essere investite secondo una gerarchia di priorità che per noi è il trasporto pubblico che deve invece essere finanziato. Ebbene quasi sempre le grandi opere vanno nella direzione opposta rispetto all’incremento del trasporto pubblico.
Sul tema del trasporto pubblico locale si gioca un pezzo del nostro futuro ed è quindi importante che il Comune eserciti il proprio ruolo di programmazione e quindi il PRC si sentirà impegnato affinché la discussione esca dalle sale consiliari e coinvolga i cittadini, con osservazioni e proposte. Dobbiamo quindi lavorare ad un con l’obiettivo di ridurre il traffico privato e al tempo stesso ridurre fortemente l’inquinamento delle città. E’ illusorio e demagogico credere o far credere che su una partita così importante come il riassetto viario e il potenziamento del trasporto pubblico che necessita di forti investimenti, che un Comune possa garantire esclusivamente la soluzione di questo grande problema.
Per questo chiediamo al Comune di attivarsi in sintonia con altri Enti per reperire le risorse necessarie e nel contempo si impegni affinché si realizzi la metropolitana di superficie FI-PO-PT. per dare una risposta significativa al problema del pendolarismo verso e da Firenze. Proprio su questo problema sono necessari anche interventi che tengano conto delle necessità che esprime il contesto della Vallata .
Nel breve periodo, sul territorio di Prato, vogliamo il potenziamento delle linee LAM sia come frequenze sia come ampliamento della rete in particolar modo per quanto riguarda il collegamento con le frazioni.
Per rimanere nell’ambito del trasporto pubblico appare evidente che la scelta dell’Alta velocità ha comportato, come era chiaro a noi fin dall’inizio, l’indebolimento dei servizi verso l’utenza pendolare che utilizza il treno come mezzo per raggiungere il proprio luogo di lavoro. Permane il giudizio negativo su come si sia giunti a linee separate con un dissesto ambientale enorme nel tratto Firenze-Bologna.Non esiste incoerenza tra una battaglia contro l’Alta velocità e l’obiettivo del potenziamento del trasporto per i pendolari.
Bisogna tener presente che Prato nel corso di questi ultimi ha modificato la sua struttura industriale da esclusivamente produttiva a territorio di transito merci come dimostra inequivocabilmente anche la richiesta crescente di strutture industriali con possibilità di scarico e carico per merci private. Baricentro dell’area metropolitana FI-PO-PT e collegata con le più importanti arterie autostradali del Paese e ferroviarie, Prato fa di questa sua posizione geografica un nodo strategico nello smistamento delle merci nazionale e internazionale. Ma per quanto attiene le infrastrutture e le opere pubbliche per il traffico è importante proseguire al potenziamento tecnico dell’Interporto. E’ un impegno che dobbiamo assumere così come il mantenimento della sua struttura gestionale pubblica.
Per quanto concerne il riassetto viario riteniamo che si debba portare a termine impegni già presi dalla precedente amministrazione quali la riqualificazione della Declassata e dell’area del Soccorso con il relativo sottopasso, nonché tutti gli interventi tesi a velocizzare il flusso del traffico lungo le arterie principale come le tangenziali

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