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La mer, la fin...

giovedì 25 settembre 2008

Inceneritori. Sequestrato a Bari quello della Marcegaglia


DA L'Espresso.

Stop all'inceneritore Marcegaglia
Fermati i lavori di costruzione dell´impianto di Modugno. Nell´inchiesta quattro indagati: "I cittadini non sono stati informati". Sigilli all´impianto. Il pm: "Le autorizzazioni sono illegittime". Il pm sequestra l´area: "Le autorizzazioni sono illegittime". La società avrebbe dovuto informare i cittadini sulla realizzazione dell´opera
di Gabriella De Matteis


La procura di Bari ha bloccato i lavori di costruzione del termovalorizzatore che la "Eco Energia", la società del gruppo Marcegaglia, stava realizzando alla zona industriale di Modugno. L´area, da ieri, è sotto sequestro. Secondo l´accusa, alcune delle autorizzazione concesse erano illegittime, altre, invece, non sono mai state richieste. Secondo l´accusa, prima di avviare i lavori, la società avrebbe dovuto informare i cittadini della realizzazione di una centrale che produce energia, sfruttando i rifiuti. E invece non lo ha fatto. La procura, motivando il decreto, cita anche le perplessità dei consulenti su alcune caratteristiche dell´impianto. L´inchiesta conta quattro indagati, tra i quali il dirigente della Regione Puglia che ha espresso parere favorevole alla compatibilità ambientale dell´inceneritore.Alcune autorizzazioni, rilasciante dal Comune di Modugno e dalla Regione Puglia, sono considerate illegittime, altre, invece, non sono mai state richieste. Eppure i lavori per la realizzazione del termovalorizzatore, alla zona industriale di Modugno, erano già cominciati. Da ieri mattina però le ruspe sono ferme. L´area dove doveva sorgere la struttura, un impianto per la produzione di energia attraverso il trattamento dei rifiuti, è sequestrata. Ad apporre i sigilli i carabinieri del Noe che hanno eseguito un provvedimento, disposto dal pm Francesco Bretone. L´inchiesta conta quattro indagati. Sono Antonio Albanese, di 45 anni, di Massafra, rappresentante legale della Eco Energia (la società del gruppo Marcegaglia, azienda del presidente di Confindustria, a cui il progetto del termovalorizzatore fa capo), Carmine Carella, di 53 anni di Bari e Nicola Trentadue, entrambi direttori dei lavori e Luca Limongelli, di 53 anni, sino a due mesi dirigente dell´assessorato regionale all´ambiente.
Prima di avviare i lavori, la società avrebbe dovuto chiedere il nulla osta paesaggistico perché l´area, ha spiegato il consulente dell´accusa, è caratterizzata da bellezze naturali, sottoposte a tutela. E anche l´autorità di bacino avrebbe dovuto esprimere un parere vincolante perché nell´area c´è il vincolo idrogeologico. Irregolarità, alle quali si aggiunge il mancato rispetto dei "Galassino", la legge che impone una distanza di sicurezza dai corsi d´acqua. L´impianto sarebbe infatti troppo vicino a lama Misciano, un affluente di Lama Balice. E questo è solo un aspetto della questione, affrontato nel provvedimento di sequestro d´urgenza, lungo 29 pagine.

La "Eco Energia" ha cominciato i lavori sulla base dei nulla osta a costruire, concessi dal Comune di Modugno e poi annullati, perché la proprietà dei terreni dove dovrebbe sorgere il termovalorizzatore è al centro di un contenzioso amministrativo. Anche il parere favorevole alla compatibilità ambientale rilasciato da Luca Limongelli, secondo la procura, non è valida. La società, prevede la normativa, avrebbe dovuto informare della realizzazione dell´impianto i cittadini dei comuni dell´area interessata. La notizia, però, fa notare il pm Bretone, è stata pubblicata «su un quotidiano non diffuso in Puglia» e su un quotidiano regionale che però a Modugno ha venduto solo quattro copie.«Si è trattato - dice il magistrato - di una operazione volta ad aggirare il principio dell´informazione ai cittadini. Chiunque di noi sa quali sono i giornali che sono diffusi nell´area interessata. Non pubblicare la notizia su questi giornali significa non aver voluto informare i cittadini». Sotto accusa anche la mancanza del parere dell´Enac, «le opere supererebbero in altezza il limite consentito nel raggio di 3 chilometri dall´aeroporto». La procura cita poi i dubbi dei consulenti su alcune caratteristiche del termovalorizzatore «non affatto improntato all´utilizzo della migliore tecnica». E alcuni problemi, come lo smaltimento delle ceneri, considerati rifiuti pericolosi e quello della produzione alla interno della centrale di cdr, non vengono considerati nel parere di Via. Il pm Bretone conclude, spiegando come questa sottovalutazione «da parte dell´intero comitato di Via» «appare rispondere alla precisa volontà di non dire ciò che non si può dire perché ciò avrebbe comportato l´adozione di un parere sfavorevole alla realizzazione dell´opera».
(23 settembre 2008)

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