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La mer, la fin...

sabato 27 settembre 2008

Prato e la cultura. I musei possono creare sviluppo e benessere

In occasione di Economia3, si è parlato anche di musei e centri d'arte. Ovviamente, sono stati presentati casi "di successo", dove l'investimento nella cultura ha prodotto un ritorno anche economico di rilievo.
Tutto giusto, tutto bene... e speriamo che anche a Prato si possa pensare a percorsi del genere.
Ad oggi, però, ci ritroviamo un Centro Pecci che dovrebbe essere un'eccellenza, ma dal quale non vediamo uscire file di visitatori (glissando sullo stato di conservazione...) - e questo non può essere solo a causa dei tagli a livello nazionale, ma anche frutto di una gestione discutibile - ed un patrimonio archeologico enorme che le amministrazioni preferiscono in parte sotterrare con l'Interporto, ed in parte lasciare nel più completo stato di abbandono e degrado.
Quindi, mentre Gonfienti muore, alle parole preferiremmo i fatti (e fatti bene...)
MV

da Il Tirreno del 27/09/08
I musei possono creare sviluppo e benessere

PRATO. I musei come strumenti di cultura, ma anche come straordinarie opportunità per creare economia sul territorio. Di questo si è parlato ieri mattina al Pecci, in un confronto animato da musei e centri di arte, con tre città europee - Cardiff, Malaga, Lubiana - a proporre le loro esperienze di investimento sulla cultura. Il tutto con la consapevolezza che le risorse assegnate alla cultura sono fondamentali per lo sviluppo dell’economia nel suo complesso. Ma anche con una nota di preoccupazione per quanto riguarda l’Italia, sottolineata nelle parole di Marco Bazzini, direttore artistico del Pecci: «In Italia non si sta investendo in cultura, c’è un problema di produzione creativa e di presenza nel mondo dell’arte, perché non c’è investimento sull’innovazione, non c’è scommessa sul futuro, e anche ora stiamo registrando nuovi tagli».
E’ stata Sarah Pepper, del Millenium Centre di Cardiff, a spiegare quanto può rappresentare un investimento sulla cultura o un nuovo museo per l’economia di un’intera città o di un intero territorio. La città gallese, ha spiegato, all’inizio del Novecento era il porto più importante del mondo per il trasporto di carbone, ma dopo gli anni della crescita hanno fatto seguito gli anni di una gravissima crisi per le industrie e le miniere gallesi. Cardiff è stata classificata come una delle quattro aree depresse del Regno Unito. «Il governo britannico - ha spiegato Sarah Pepper - ha riconosciuto la necessità di incoraggiare la creatività nelle aree depresse e il parlamento ha approvato quasi all’unanimità la proposta di costruire un centro per l’arte». Il Millenium Centre è costato quasi 100 milioni di sterline, ma dall’anno della sua apertura, nel 2004, ha fatto molta strada per accreditarsi come una vera e propria icona di una città che fino a non molto tempo fa nell’immaginario generale era ricordata per le sue ciminiere e per i suoi moli.

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