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Gli atti pubblici dell'AC indicano l'area individuata in Via Castruccio-Via Traversa delle Caserane (lato nord di Via Castruccio): questo sul pubblico avviso della manifestazione di interesse.
Sulla piantina allegata all'avviso l'area viene individuata in fregio a Viale Manzoni nei pressi del Fosso Ficarello.
Non so, pertanto, dire se si tratta della stessa area, se siamo nella località denominata "Pantanelle" ovvero da altra parte del territorio tra Casale e Iolo.
Chi ne sapesse di più è pregato di farlo sapere!
Ma quello che mi preme è che sia dove sia localizzato l'impianto industriale per la produzione di energia elettrica fotovoltaica impatterà notevolmente sulle pregiate aree umide residue della piana e sulla fascia a verde agricolo già inserita in regime di produzione che si allunga dalle Caserane a Galceti.
Che sono già ridotte ovviamente dalla previsione della costruzione (in corso) della 2° tangenziale di Prato.
Proprio questa infrastruttura ha fatto deliberare dalla Provincia e dall'Autorità di Bacino regionale la prescrizione di interventi ambientali compensativi della impermeabilizzazione delle aree sulle quali insisterà il nuovo nastro d'asfalto.
Le aree di laminazione sono state richieste per prevenire il rischio di frequenti inondazioni di tali aree.
La proposta di utilizzare queste porzioni di verde agricolo come aree per l'installazione di pannelli fotovoltaici non è dell'AC o dei progettisti. Si tratta di proposte pervenute all'AC da parte di privati e da parte dell'Unione Industriale di Prato.
Ed è la questione più strana che riguarda questa vicenda.
Perchè un soggetto come l'UIP che ha la possibilità di costruire impianti fotovoltaici su milioni di metri quadrati di tetti dei cpannoni industriali di Macrolotto 1 e 2, delle aree artigianali, dei PIP ecc., senza alcun apprezzabile impatto ambientale e magari risanando tetti realizzati in eterni, proponga lo sfruttamento di aree marginali, lontane dai consumatori di energia, per quantità di energia non significative.
E con, invece, importanti impatti sull'ambiente, sulla florofauna locale e sugli stessi assetti idrici delle aree prescelte.
Il progetto in discussione prevede infatti:
1.. La deviazione del tracciato del Fosso Ficarello; 2.. L'intubazione del Fosso di Guardia; 3.. L'asfaltatura di una strada "bianca"; 4.. La realizzazione di barriere antiattraversamento per anfibi.
Può essere che tutti queste criticità siano anche in relazione alla costruzione della nuova Tangenziale. A maggior ragione pertanto sembrerebbe buona norma e razionale non aggravare tali aree con un impianto industriale dentro i perimetri delle laminazioni.
Tenendo di conto del fatto che questo è solo il primo di altri che, se si manifesterà l'interesse privato, potranno essere realizzati sulle altre aree di laminazione previste nel progetto della 2° tangenziale di Prato.
Sembrerebbe quasi di capire che l'intenzione sia quella di colmare aree considerate marginali (ma naturalmente importanti....) con impianti tecnologici che vadano a far compagnia al depuratore, e, domani, all'inceneritore dei rifiuti!
Vittorio Giugni
COMITATO NAZIONALE DEL PAESAGGIO-PRATO
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