TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

mercoledì 3 settembre 2008

Pietrasanta. Inceneritore: truccati i dati sulla diossina?


Giusto per ricordare, ai nostrani sostenitori dell'incenerimento, di che cosa stiamo effettivamente parlando...
MV

da il Tirreno del 03/09/08
«Truccati per anni i dati sulla diossina»

Pietrasanta, ipotesi della Procura: programma informatico per le falsificazioni


GIULIANO FONTANI


PIETRASANTA. I risultati delle analisi sulle emissioni dell’inceneritore del Pollino sarebbero stati “taroccati”. E’ l’ipotesi investigativa al vaglio della magistratura lucchese dopo l’esposto che “Veolia”, la società francese che ha rilevato l’impianto dalla “Termomeccanica”, ha presentato alla Procura della repubblica. Il capo dell’impianto è stato sospeso precauzionalmente, gli inquirenti hanno sequestrato un hard disk, perché - secondo quel che si sospetta - le falsificazioni sarebbero state sistematiche, affidate ad un software messo a punto proprio per far rientrare sempre i dati sugli scarichi di polveri e gas nei limiti previsti dalla legge.
Gli abitanti della zona lo sospettavano e lo denunciavano da tempo: l’inceneritore emette monossido di carbonio e diossine. “Qui muoriamo tutti...” E questa che sta per finire è l’estate della verità e dello scandalo. Prima i risultati dell’Arpat che segnalano una presenza delle diossine quattro volte superiore ai limiti previsti dalla legge nel periodo compreso tra il 23 giugno e il 15 luglio. Poi la svolta nelle indagini, preceduta anche da una lettera anonima: la magistratura punta gli occhi su un programma informatico destinato, secondo l’accusa, ad alterare sistematicamente i risultati delle analisi. Non lo dicono gli ambientalisti arrabbiati, i comunisti di Rifondazione o gli anarchici che da queste parti non mancano. Lo conferma il procuratore della repubblica di Lucca Giuseppe Quattrocchi: «Quella del software realizzato per falsificare i dati è un’ipotesi investigativa».
A dar corpo ai sospetti è però l’esposto di “Veolia”, il colosso francese che ha comprato gli impianti dalla “Tev”, il ramo ecologico di Termomeccanica, che si sente truffata ed è costretta a fermare una delle due linee di incenerimento dei rifiuti. Ma se i francesi si sentono imbrogliati, la gente è sempre più convinta e preoccupata di aver respirato per anni aria inquinata da monossido di carbonio e diossine. Le loro proteste si sono sempre infrante sul muro di una condotta dolosa, che chiama in causa l’intera gestione dell’inceneritore di Falascaia e chi avrebbe dovuto controllarla.
Ci voleva il danno economico procurato ad un’azienda forte quale la società francese per far scoppiare il bubbone. Ma il sospetto è che di bubboni, su queste dolci colline pietrasantine, ne siano scoppiati altri. Troppi. La gente lamenta un grande numero di malattie cancerose alle vie respiratorie, si ricordano i risultati di un’indagine della clinica pediatrica dell’università di Pisa che aveva focalizzato nell’area compresa tra Viareggio e Pietrasanta un picco di pubertà precoce nelle bambine, che diventano donne, ma non nella statura e nel fisico, che resta quello della pubertà.
Adesso è una grande corsa a prendere le distanze. La Provincia di Lucca ha prelevato campioni di latte e miele e li ha inviati al laboratorio di analisi di un’università romana per verificare l’eventuale presenza di polveri e gas. Le amministrazioni comunali che fanno parte del consorzio per lo smaltimento dei rifiuti, presieduto dal sindaco di Seravezza Ettore Neri, annunciano la volontà di costituirsi parte civile nei confronti della “Tev”. Cosa che sarebbe intenzionato a fare anche Enrico Friz, direttore operativo per l’Italia di “Veolia”. Sono loro, in effetti, ad aver acquistato un impianto che è stato subito chiuso e per rimetterlo in sicurezza dovranno spendere dieci milioni di euro. Sono incavolati, ma questo - come dicono loro - ça va sans dire.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Passo 2 articoli trovati ieri sull' argomento

A proposito di inceneritore
Settembre 3, 2008


Stefania Brandinelli (per l’associazione)
L’Associazione per la tutela ambientale della Versilia dopo gli avvenimenti delle ultime settimane CHIEDE CON FORZA LA CHIUSURA DEFINITIVA DELL’INCENERITORE.
Vi invito a partecipare all’INCONTRO DI VENERDI’ 5 SETTEMBRE alle 21 c/o il Ristorante La Capannina del Pollino (“Mamma Enza”).
Saranno oggetto di dibattito le iniziative future dei comitati cittadini e regionali , come quelle già in fase di organizzazione ad opera del Coordinamento Rifiuti Zero Toscana Costa, che riunisce tutti i comitati della provincia di Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno, compresa la nostra associazione):
Ora, infatti, IL PROBLEMA DELL’INCENERITORE INTERESSA A TUTTI I CITTADINI DELL’ATO COSTA (l’Ambito Territoriale Ottimale di cui la Provincia di Lucca farà presto parte, assieme a quelle di Massa-Carrara, Pisa e Livorno) E NON PIU’ SOLO AI CITTADINI DELLA VERSILIA!
Come arrivare al ristorante: percorrendo la Via Aurelia da Pietrasanta verso Viareggio, a circa Km.2 dal centro, arrivati alla Birreria San Marco, girate a sinistra e percorrete Via Pontenuovo fino a quando non vedrete il ristorante alla vostra sinistra.

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Marco Bonuccelli (Capogruppo Prc Provincia di Lucca)
INCENERITORE DI PIETRASANTA E I GRAVI FATTI AVVENUTI - Non basta che i comuni versiliesi si costituiscano parte civile contro TEV.
Non basta che i comuni versiliesi si costituiscano parte civile contro TEV, i Sindaci devono, soprattutto e immediatamente, chiedere la rescissione del “famoso” contratto Daviddi, ora non ci sono più scuse, le condizioni per chiudere l’inceneritore del Pollino ci sono tutte e vanno percorse fino in fondo. In un rapporto contrattuale quando una delle parti contraenti (TEV) viene meno ai propri impegni credo che diventi possibile SCIOGLIERE il contratto, se lo vogliamo fare. Non cadiamo nuovamente nel tranello furbesco della “ragion di stato” e della “sindrome Napoli dei rifiuti per la strada”, questi rischi si potrebbero superare con un po’ di volontà politica e con qualche sforzo o crescita di cultura ambientale di certi amministratori; la nostra Provincia sta facendo passi da gigante nelle raccolte differenziate, soprattutto grazie ai finanziamenti provinciali e ai Comuni della Piana lucchese che raggiungono percentuali “bulgare” (70-80 e anche 85%) grazie al sistema del Porta a Porta (per conferma visatate il sito dell’ATO RIFIUTI). Qualcuno si è svegliato anche in Versilia, Viareggio e Seravezza su tutti, altri nonostante i contributi provinciali si attestano a percentuali minime, anche Pietrasanta che negli anni ‘90 era a i vertici nazionali, con l’odierno 30% fa un po’ ridere visto anche che dovrebbe essere la più invogliata avendo in casa il mostro brucia rifiuti.
Se tutti gli Enti, Comuni, Provincia e Regione, concertassero insieme un percorso di fuoriuscita dall’ incenerimento, io penso, che nel breve periodo non solo la Versilia e la Provincia di Lucca tornerebbero a non avere più rischi ambientali e sanitari da incenerimento ma oggettivamente potrebbero, riducendo ai minimi termini i rifiuti, risparmiare e far risparmiare ai cittadini anche parecchi soldi.
In pratica se a livello provinciale tutti raggiungessero le quote del 70/80% non avremmo più bisogno di un inceneritore e potremmo anche dimostrare alla Regione che non solo in Toscana non serve costruirne di nuovi ma che si può cominciare a dismetterne qualcuno a cominciare da quelli che danno seri problemi alla salute pubblica come quello di Pietrasanta.