TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

giovedì 23 aprile 2009

Politica. Il Gallo canta. E stona.

E' a dir poco irritante. Cosa? La saccenza di chi conosce le cose a metà ( magari!) e vuole sentenziare. Partiamo dall'inizio. Il concetto di base è sacrosanto e non è una scoperta del sapientone di oltralpe: essere trasversali. Una scoperta rivoluzionaria come il buco della ciambella, di cui i Verdi hanno sempre discusso. Ma lui la destra italiana la conosce? O quando attacca il governo italiano lo fa per snobismo gallico?
Bisogna dire che la sua uscita in questo momento è la cosa più idiota e inadeguata che ci è mai capitato di sentire, se lo scopo è il sostegno elettorale. Tanto che ci verrebbe la voglia di non votare i Verdi alle Europee, se rischiano di essere ancora guidati da questo presuntuoso e maleducato ospite che viene a dire che in Italia i Verdi sono indietro. Ma lui le conosce le leggi approvate dal governo del cavalier Trombetta? e quelle proposte e da approvare?. Vuol dare un'occhiatina alla legge Orsi? E al piano Casa?
Povero Daniel, la presunzione in questi casi è proprio una brutta cosa e finisce per ottenere il risultato opposto a quello sperato. E poi le motivazoni... Si dovrebbe forse essere trasversali per non essere esclusi dal governo? Perchè si deve sempre far parte della maggioranza?
mv


Il caso L' ideologo del movimento a Roma per sostenere i candidati italiani. Legambiente: giusto aprire Cohn-Bendit ai Verdi: guardate a destra «Siate trasversali, la sinistra non sarà al potere per 4 anni».

Ma la Francescato frena la paura
Il leader francese: qui siete indietro, non abbiate paura di essere risucchiati da Berlusconi


ROMA - È venuto a Roma a sostenere i Verdi e la (probabile) capogruppo tra i candidati del Nord-Ovest per Sinistra e Libertà, Monica Frassoni. Ma, con la consueta irruenza, Daniel Cohn-Bendit - copresidente europeo dei Verdi - non rinuncia a qualche sciabolata contro i fratelli italiani: «I Verdi di qui continuano a vedere solo la sinistra. Ma si devono rendere conto che per almeno 4 anni questa non sarà al potere. E nel frattempo? Serve trasversalità, se si vuole essere influenti bisogna guardare a tutta la società». A Grazia Francescato, portavoce dei Verdi, la critica non va giù: «Ma Daniel - prova a opporsi - tu lo sai che destra abbiamo in Italia?». Cohn-Bendit, imperterrito: «E la sinistra italiana allora?». Dibattito acceso e proficuo, quello per il lancio europeo della Frassoni, elogiatissima da Cohn Bendit. Perché resta da capire come mai i Verdi italiani siano impantanati su percentuali infinitesimali, mentre in Europa veleggiano oltre il dieci per cento. Cohn-Bendit sarà capolista nell' Ile-de-France per il nuovo partito Europe Ecologie e i sondaggi li danno già sul 10 per cento. E l' Italia? «I Verdi qui sono indietro - spiega "Dany il rosso", com' era chiamato ai tempi delle proteste studentesche - perché hanno paura di essere risucchiati da Berlusconi. Ma bisogna rischiare, contaminarsi, non si può stare sempre e solo da una parte». Non solo: «Bisogna anche avere credibilità: quando nei Verdi cambia un leader via l' altro e il partito sparisce insieme a lui, è ovvio che la gente non ha più fiducia». Anche Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, è per aprire le porte: «Spesso lavoriamo molto meglio, sul territorio, con gli assessorati di centrodestra, che con la sinistra». La Francescato approva, ma fino a un certo punto: «Questo sarà anche vero. Ma se devo scegliere tra la sinistra e la destra di Berlusconi, Dell' Utri e Carfagna, non ho dubbi». Non che la sinistra sia sempre stata particolarmente sensibile in passato: «Io ero nel Pci di Berlinguer - ricorda la Francescato - e la sinistra è sempre stata daltonica: il verde non lo vedeva. E considerava ambientalismo e femminismo temi piccolo borghesi». Ora i Verdi italiani hanno deciso di affidare le loro speranze a Sinistra e libertà, «la lista della Rivoluzione verde». Le trattative con il Pd erano andate male: «Ci avevano dato speranze nel caso di liste bloccate - dice la Frassoni - ma con le preferenze hanno chiuso le porte». Frassoni e Francescato ora lanciano un roosveltiano «New Green Deal»: «In Europa ci sono 3,5 milioni di green job: possono diventare 8 milioni». Sui temi energetici, dice la Francescato, «l'Italia sta andando indietro tutta». Cohn-Bendit è preoccupato: «Se frena l'Italia, come ha fatto sul riscaldamento globale, diventa piombo per tutti. Il vostro Paese è la bad bank dell' Europa». Poco prima, incontro tra la Francescato e Romano Prodi, in via della Maddalena. Baci, abbracci e un' occhiata alla «New Green Deal»: «Ma quanti New Deal avete fatto?», scherza il Professore. La Francescato non se la prende, gli sottopone il dossier contro il nucleare e lo saluta nostalgica: «Torna tra noi Romano, ci manchi». Grandi abbracci anche con Cohn-Bendit, la promessa di un giro in bici insieme (i Verdi hanno in progetto un' enorme pista ciclabile sulla ex Cortina di Ferro), poi la constatazione: «Con Romano abbiamo concordato che l' Italia è un paese difficile. Davvero strano».
Alessandro Trocino
(21 aprile 2009) - Corriere della Sera

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