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La mer, la fin...

sabato 25 aprile 2009

Prato. Economia: la crisi è strutturale!

Interessanti le riflessioni di Donato Berardi - economista che abbiamo avuto modo di apprezzare anche in altre occasioni per le sue sempre attente analisi - che confermano quanto noi andiamo sostenendo da tempo: manca una complessiva riflessione di fondo su tutto il distretto.
Manca, volendo, la capacità di pensare al futuro di Prato svincolandosi dall'eta dell'oro del tessile.
E questo è un grosso limite, per tutta Prato!
MV


da il Tirreno del 25/04/09
L’opinione dell’economista sulla situazione del distretto

Berardi: «Poche illusioni la debolezza è strutturale»

PRATO. Quali speranze per il manifatturiero a Prato? Poche, leggendo i dati di qualche mese fa dell’Istat che fotografava l’andamento del valore aggiunto su base provinciale: nel 2006 il comparto manifatturiero non valeva più del 28% rispetto all’economia locale complessiva.
«Un dato che dovrebbe imporre una riflessione - fa notare l’economista Donato Berardi - sulla prospettiva di fondo di questo distretto. Così come dovrebbe fare pensare di più il sorpasso storico delle imprese di confezione rispetto a quelle tessile: in un anno di crisi nera come il 2008, i cinesi hanno continuato a crescere. Chiediamoci con più forza - prosegue Berardi - dove vuole andare il nostro distretto quando andiamo a Roma a difendere le ragioni di un manifatturiero che di fatto è ridotto all’osso. E’ un problema di prospettiva di fondo».
Anche le statistiche relative all’export avvalorano le tesi dell’economista pratese.
Nel 2008, infatti, le esportazioni provinciali del distretto dell’abbigliamento sono cresciute del 15%, mentre in quello tessile sono calate del 10%.
Un distretto che cambia pelle, con scenari sempre più incerti per il futuro.
«La debolezza che stiamo scontando oggi - conclude Berardi - è di tipo strutturale, per questo sono scettico quando parliamo di lievi spiragli positivi. Anche perchè non dimentichiamoci che sono i piccoli a soffrire di più, a rischiare di non riprendersi da questa crisi».
M.L.

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