TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

sabato 13 giugno 2009

Ballottaggio. Lettera di Mario Lenzi.

Ringraziamo di cuore Mario Lenzi per il suo intervento chiaro e sincero. E' difficile rispondere proporzionatamente al suo attestato di stima, in quanto ben conosciamo la sua storia e il suo impegno sociale e culturale che, fuori dagli schiamazzi della politica, tanto hanno dato al nostro territorio. Spero di avere modo di farlo personalmente in una delle tante occasioni in cui ci troveremo a fianco in qualche battaglia civile a favore della pace, della democrazia e dell'ambiente. Leggete con attenzione le sue parole.
Riccardo Buonaiuti
per MV

Caro Riccardo (e cari amici di Municipio Verde)

ho letto il tuo intervento pubblicato da MV il 10 giugno scorso: PRATO. UNA GIORNATA AL MARE.

Devo dirti subito che non accetto assolutamente il tuo amaro invito “vacanziero” per i giorni dei ballottaggi. Per la stima che ho di te (ti conosco come un insegnante eccellente, una personalità creativa, ricca di carisma e di comunicativa, da spendere nell’impegnativa interazione relazionale e cognitiva che sta alla base del processo educativo) sento il bisogno di fare il tentativo di spiegarne le ragioni (in tal modo spero di chiarirle e di esplicitarle in modo più disteso anche a me stesso).
Condivido sostanzialmente la tua analisi sulla crisi del sistema che ha controllato la città per più di mezzo secolo, superando (solo in apparenza) indenne la caduta del “muro”, l’implosione dell’URSS, la morte della ideologia rivoluzionaria marxista leninista. Leggo (e sono pienamente d’accordo) nel documento stilato dalla Rete dei Comitati (e pubblicato da MV il 4/12/08): “le forme di governo della città, allontanandosi da ogni reale pratica di controllo e di partecipazione da parte dei cittadini, si sono sclerotizzate nella gestione del potere da parte di una ristretta oligarchia di intoccabili ..”.
Quello che rifiuto nettamente, però, è la sbrigativa apertura di credito a Cenni, percepito come puro e verginello (forse caduto dalla luna?) e la preconcetta ripulsa di Carlesi, inchiodato nel ruolo bieco di paladino del decrepito regime che vuole sopravvivere a tutti i costi.
La questione cruciale da dipanare, secondo me, è questa: Carlesi significa continuità con le passate amministrazioni, è rappresentante paradigmatico della nomenclatura che ha controllato la città dal dopoguerra a oggi, comportandosi come una potente e ristretta oligarchia?
Oppure Carlesi costituisce un elemento di sostanziale discontinuità, è un attivo fattore di cambiamento, a cui dare fiducia e fornire sostegno proprio in nome di una necessaria riforma della politica, di un nuovo e vitale rapporto fra cittadini e istituzioni comunali?
Per me, ovviamente, non ci sono dubbi; è valida, evidentissima la seconda che ho detto!!
D’altra parte un altro aspetto importante della questione è, se il prevalere a Prato dello schieramento di un centrodestra, fortemente caratterizzato dal berlusconismo dilagante e dalla montante xenofobia leghista, può essere valutato come apertura positiva a una dialettica politica “normale”.
E’ accettabile e normale, io mi domando, che il candidato consigliere comunale più votato nel centrodestra (con il numero più alto di preferenze in assoluto!) si schieri ossessivamente contro il
multiculturalismo? Si legge nelle schede programmatiche, inviate anche per posta agli elettori: “L’idea che Prato debba essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere il nostro sentimento di appartenenza e le nostre tradizioni”. Tali tradizioni vengono poi elencate – penso in ordine di importanza decrescente – la fede in Dio, la bandiera tricolore, il corteggio storico, la palla grossa ... (implicita e sottintesa rimane la rivista delle pagliette, evento a cui il candidato afferma di essere orgoglioso di aver partecipato per 11 volte).
E’ forse questa acqua tiepida e insipida o siamo di fronte alle premesse urticanti di una bruciante offensiva reazionaria? E’veramente solo un pulviscolo fastidioso di banalità che si dissolverà da solo?
Siamo sicuri che non stiamo toccando con mano i sintomi di una malattia allarmante per i suoi effetti regressivi sulla nostra vita sociale? E’ solo semplificazione demagogica, populista di problemi globali complessi o ci aspetta un irreversibile imbarbarimento culturale e politico che deteriorerà profondamente la convivenza civile nella nostra città, da sempre tollerante e inclusiva?
Leggo nel documento dei comitati.
“Il governo presieduto da Berlusconi ha imboccato strade pericolose e inaccettabili.”
Segue poi la denuncia di alcune scelte negative, come il sostegno da parte del governo alle “tesi più estreme dell’industrialismo sviluppistico” e alla “ripresa in grande del nucleare”; ma quello che ferisce maggiormente gli estensori del documento è “una metodologia di governo che sistematicamente mortifica tutti gli spazi di discussione e di confronto.”.
Se questo è vero (ed è verissimo!), non riuscire a capire, che la priorità oggi è quella di impegnarci tutti insieme a costruire un argine contro il berlusconismo, rappresenta la conferma letale della autoreferenzialità e dell’autolesionismo della sinistra antagonista (alla quale anch’io ho fatto e faccio riferimento, sia pure come “cane sciolto”, non inserito in alcuna forma-partito); sono evidenti i limiti di un antagonismo radicale prigioniero dei suoi schemi concettuali astratti e non in grado di diventare (come potrebbe e dovrebbe) un pungolo di critica costruttiva e di creatività dal basso.
E’ certo che rimanere neutrali significa diventare complici di Berlusconi nella degradazione morale e culturale cui è sottoposta la società italiana, senza contare che l’ostentazione sfacciata di ricchezza e volgarità, furbizia ed egoismo individualistico, prepara il terreno a un golpe costituzionale, con il quale si punta a svuotare di sostanza la nostra democrazia, indirizzandola verso un populismo plebiscitario che trasforma i cittadini sovrani in consumatori e utenti passivi, in spettatori non più protagonisti delle scelte importanti per il progresso della comunità nazionale.
Può costarci molto caro questo strabismo politico-ideologico che ha portato a un rifiuto preconcetto di Carlesi, in quanto candidato sindaco del Partito Democratico e della coalizione di centrosinistra; non ci si è resi conto che la sua vittoria alle “primarie” come outsider, in opposizione al candidato espresso dagli organi dirigenti, depositari dello status quo, è stato il colpo a sorpresa che ha spiazzato i poteri forti della città.
Pertanto faccio un appello contro l’aristocratico astensionismo dei “duri e puri” per difendere l’umile fatica dell’urna, di chi sente la responsabilità di una scelta a sostegno del tessuto democratico e popolare della nostra città e che voterà, magari storcendo un po’ il naso perché non ha trovato la scarpa che collima con il suo piede, ma esprimerà il suo voto, comunque, per riaffermare la maggioranza del popolo di sinistra, proponendosi nel contempo di far pesare il più possibile la propria sensibilità e i propri valori (ambientalismo, democrazia partecipativa ..) nel processo di rinnovamento della politica, che è stato avviato dall’iniziativa anomala e coraggiosa di Massimo Carlesi. E’ ovvio che se vincerà dovrà sentirsi puntate addosso le armi critiche dei cittadini consapevoli che lo hanno scelto, attenti a verificare l’attuazione delle promesse fatte, la realizzazione delle speranze suscitate.
Quindi NO alla gita al mare, SI’ al voto a favore di Carlesi, nei giorni del ballottaggio!!
Io, caro Riccardo, andrò a votare e farò la mia scelta senza essere costretto a tapparmi il naso, perché proprio per merito di Massimo Carlesi avverto profumo di belle novità e non puzzo di putrefazione (i formicai impazziti e impauriti è bene che sprofondino giù, giù, sotto terra).
Affermo questo perché conosco la storia personale di Massimo, il quale è quanto di più lontano possibile possa esistere dalla figura del funzionario di partito o del tecnocrate asettico formato in un centro-studi. Infine non trascuro e non dimentico come è emersa e si è imposta la sua candidatura: per la prima volta attraverso consultazioni primarie “vere” e combattute a viso aperto, facendo leva sul coinvolgimento e la partecipazione della società civile, operazione politica subita con evidente imbarazzo e aperta avversione dall’oligarchia del partito.

Ti saluto con affetto sincero e rinnovata stima (nonostante la distanza delle nostre posizioni)
Mario Lenzi

7 commenti:

Stefano ha detto...

condivido in pieno quello che ha scritto mio padre... meditate gente

Anonimo ha detto...

Bravi vendete il culo a Carlesi...magari due posti come "operatori ecologisti" ve li rimedia anche...poi però..non vi lamentate e rileggetevi quello che avete scritto fino alla settimana scorsa di lui e Gestri..

Complimentoni per il saltello della quaglia!

Anonimo ha detto...

Vendere il culo??? Ma il giorno che insegnavano a leggere, a scuola, eri assente?

Cirano

Riccardo Buonaiuti MV ha detto...

Rispondo al signore del salto della quaglia.
Il post che lei sta commentando è una lettera che abbiamo ricevuto da una persona che invita a votare Carlesi. Immagino che il suo astio la renda cieco ma, in attesa dell'edizione Braille del nostro blog, le ricordo per la milionesima volta su queste pagine che il legittimo ma certo incoerente salto della quaglia di cui lei parla riguarda la lista rossoverde di Nosi e Bellandi e non Municipio Verde. Il gruppo ha già chiaramente manifestato la sua assoluta contrarietà ad appoggiare i due contendenti e il blog ha continuato il suo percorso. Fermo restando che continueremo a cercare di cogliere quei pochi spiragli positivi creati dai due candidati.
Riccardo Buonaiuti per MV

Anonimo ha detto...

Contro la becera DITTATURA del CENTROSINISTRA.....
VOTA CENNI, VOTA CENNI, VOTA CENNI
....o ANTONIO LA TRIPPA, ma Carlesi NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

luisa ha detto...

condivido quasi totalmente la lettera di Mario, rimango sconcertata dalla pochezza e dalla beceraggine imperante degli altri! Anche per questo andrò a votare e voterò Carlesi e Gestri , il mare pùò attendere!!
Luisa

Daniela Morra ha detto...

Ma proprio voi ragazze/i PON PON di "San Massimo" Carlesi, parlate di beceraggine e contenuti?????
...dopo le OFFESE perpetrate da lui nei confronti dei cittadini di ben due quartieri, solo perchè non ne era uscito da vincitore ????
Certo, per un dittatore è normale.
...credevo che certe stupidaggini potessero uscire solo dalla bocca di Berlusconi. Mi sbagliavo !!!!

Daniela Morra
( estrema sinistra pure extraparlamentare )