TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

giovedì 18 giugno 2009

Municipio Verde è morto. Viva Municipio Verde!



“Avendo io detto tanto in difesa di quel Bosco Sacro ed avendo imbarazzato le Segreterie ed i Tribunali con non pochi miei scritti ad esso relativi, voglio provare se a non ne parlar più venisse presa la sua difesa da un nome più aggradito del mio Marchese Matteo Biffi Tolomei

Questo che vi apprestate a leggere è l'ultimo editoriale di Municipio Verde.
Da questo momento faremo silenzio.
Quello che rimarrà della forza biodegradabile di Mv sarà questo blog aperto per la nostra memoria, e in esso idee, sentimenti e cronache di uomini, animali e piante. Di dedizione e di offese alla natura, alla dignità, alla giustizia.
La visione ecologica è la grande svolta dell'evoluzione umana, il passo decisivo dopo la prima pietra scheggiata nelle mani dell'Homo Abilis. La fine della competizione dell'uomo con l'ambiente. Il Nuovo Patto fra l'essere vivente più potente e distruttivo e la Vita stessa. La Rivoluzione del ventunesimo secolo.
Come abbiamo detto tante volte, è il tempo dei Coraggiosi. E' la volta dei Liberi.
Noi forse non ne saremo testimoni ma questo non conta affatto perchè ci basta sentirne il profumo che giunge con una debole brezza. Ci basta immaginare ciò che un giorno diventerà un fatto concreto.

La politica ecologista – si badi bene, non l'ambientalismo della sostenibilità, pallida ombra di una mutazione ancora tutta esteriore – è un tramite fondamentale del cambiamento. Su questa abbiamo investito la nostra energia e abbiamo voluto imbastire un discorso.
Forse siamo riusciti a farci capire. Forse no.
Abbiamo cercato di applicare questa idea ad un'ipotesi di governo della città, e l'abbiamo chiamata Municipio Verde, senza escludere gli abitanti delle case sparse e delle campagne. Senza escludere le minoranze e sempre attenti ai diritti individuali e collettivi. Senza escludere i senza voce, i bambini, i cani , i pipistrelli, gli alberi. Sensibili ad ogni sfruttamento, ad ogni prevaricazione.
Con questo abito ci siamo messi in cammino nel concreto vivere della città e, come recita una poesia di Whitman, abbiamo cercato di essere “allievi di tutti, maestri di tutti, e di tutti amanti”.
Abbiamo cercato la rivolta, senza rinnegare i Ciompi, i Carbonai, le Mondine e i Partigiani, ma sempre convinti che fosse soprattutto importante cogliere il nuovo del nostro tempo.

Tra pochi giorni si compirà un passaggio importante della politica locale. La città, la Provicia e i quartieri avranno un governo nuovo. Nuovo ma comunque vecchio, come che vada.
Noi non ci saremo, né a commentare né a proporre. Speriamo soltanto che l'assenza di questo strumento si faccia sentire, faccia scoprire strumenti nuovi e vedere strade finora avvolte nella nebbia.
Noi non ci saremo ma non intendiamo lasciarvi adesso con dei proclami.
Solo un invito. Volgetevi sempre all'essenziale. Diventate o restate figli della terra e dell'acqua. Credete nella diversità biologica e delle forme del pensiero.
Non siate schiavi di modi vecchi di vedere il mondo, non credete al Pil, alla moneta e alle banche.
Non credete al dualismo pubblico privato come ce lo presentano: chi possiede deve assumersi una pubblica responsabilità nei confronti di tutti e ciò che è pubblico è di tutti e non di chi lo arraffa.

Questo è il nostro taglio. Il taglio finale.

Municipio Verde

1 commento:

Anonimo ha detto...

La strada è lunga, ma la ragione prima o poi si afferma....
Nessuno può obbligarvi a vivere dal momento che la miopia degli uomini vi ha suicidati, ma qualcosa ci mancherà...
Roberto C.