TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

lunedì 15 giugno 2009

Prato. Ancora sulle Cascine di Tavola

Mentre si avvicina l'anniversario del fermo al cantiere, "riaffaccia" la questione della messa in sicurezza della Fattoria medicea delle Cascine di Tavola.
Ancora una volta, non è niente di più del ping pong tra la Soprintendenza e le associazioni che hanno promosso l'esposto.
Vogliamo però ricordare che se siamo arrivati a questi punti ci sono delle precise responsabilità - politiche, sia chiaro: la magistratura al momento non ha indagato alcun funzionario del comune o amministratore - della precedente amministrazione, e della precedente legislatura, che ha concesso la possibilità di realizzare questo intervento.
E di questo, oltre che delle coperture a tutela del bene, non possiamo dimenticarcene!
MV

da il Tirreno del 15/06/09
La Fattoria va messa in sicurezza

La Soprintendenza ha accolto l’appello delle associazioni ambientaliste
PRATO. I sigilli al cantiere sono fermi da quasi un anno. Un anno di passione e di proteste per cercare di difendere quel bene architettonico dal quale si voleva ricavare un residence di lusso immerso nel parco delle Cascine di Tavola. E non è ancora finita: l’ultima parola sul complesso della fattoria medicea spetterà alla Procura che ha avviato un’inchiesta giudiziaria (ormai alle ultime battute), prima di decidere il daffarsi sul futuro della villa. Nel frattempo, si sta ammorbidendo il braccio di ferro tra i comitati pratesi di Legambiente e Italia Nostra e la Soprintendenza ai beni architettonici, dopo il colloquio a palazzo Pitti tra i rappresentanti delle due associazioni e la stessa soprintendente Paola Grifoni.
Assente la funzionaria Fiorella Facchinetti, indagata dall’estate scorsa per aver autorizzato il progetto destinato a trasformare l’antica fattoria medicea in un albergo e in una quarantina di miniappartamenti.
Certo, non sono state tutte rose e fiori durante l’incontro tra gli ambientalisti e la numero uno della Soprintendenza, ma su un punto entrambe le parti si sono trovate d’accordo: la necessità di porre riparo alla struttura pericolante della villa, mettendo in sicurezza il manufatto storico ormai privo di copertura da due anni.
«Abbiamo preso atto con soddisfazione che anche la soprintendente Paola Grifoni aveva da tempo richiesto ai proprietari la messa in sicurezza dell’immobile», fanno sapere Franco Di Martino di Legambiente e Fulvio Batacchi di Italia Nostra.
Il cerchio si stringe dunque intorno alla proprietà, la società Fattoria Medicea, di cui il 60% è nelle mani della Re Sole srl. Tanto più che non molto tempo fa, esattamente a fine aprile, la Procura aveva assicurato la tempestiva autorizzazione di qualsiasi intervento volto a mettere in sicurezza il cantiere. Su sollecitazione, a questo punto, anche della stessa Soprintendenza, così come emerge dall’incontro chiarificatore con Legambiente e Italia Nostra. «Era l’ora - fa notare Franco di Martino, presidente di Legambiente di Prato - visto che il dovere della Soprintendenza era quello di tutelare il bene in questione».
Meglio tardi che mai, insomma. Così come sarebbe arrivato in ritardo, secondo Legambiente e Italia Nostra, il no della commissione comunale edilizia alla richiesta di variante avanzata dalla proprietà, in attesa degli esiti dell’esposto. «Almeno hanno avuto il pudore di opporsi alla volontà di ampliare la superficie residenziale degli edifici, visto che si voleva aggiungere un piano alla struttura. Tutto questo - osservano le sue associazioni - dimostra quanto la commissione edilizia avrebbe potuto esercitare il potere di controllo che le spetta per sua natura anche in passato».
Maria Lardara

4 commenti:

Anonimo ha detto...

VOLEVO RICORDARE A M.V. E A CHI LEGGE IL SUO BLOG CHE LE CASCINE DI TAVOLA SONO LA PRIMA EMERGENZA STORICO-ARCHEOLOGICA DI PRATO, PURTROPPO COSI' TRASCURATA IN CONFRONTO A QUANTO SI PARLA DI GONFIENTI. I MANUFATTI DELL'EPOCA MEDICEA E DEI SECOLI SUCCESSIVI (E NON PARLO DELLA FATTORIA!) SONO IN STATO DI CONTINUO DEGRADO E LE LORO PIETRE ALLA PORTATA DI CHIUNQUE LI VOGLIA PORTARE VIA. NEL PARCO ENTRA CHIUNQUE ANCHE QUANDO E' CHIUSO PERCHE' I MURI DI RECINZIONE NEL LATO DI VIA TRAVERSA DEL CROCIFISSO SONO CROLLATI IN DUE PUNTI E NON VENGONO RIPARATI. L'IMPRESA CHE STAVA RESTAURANDO I TETTI DI ALCUNE COLONICHE INTERNE E' FALLITA E HA ABBANDONATO LAVORI E ATTREZZATURE. PER QUANTO RIGUARDA LA FATTORIA MEDICEA NON CI SCORDIAMO LE PESANTI RESPONSABILITA' DEL COMUNE DI PRATO, CHE NON HA VOLUTO E SAPUTO ACQUISTARE TUTTO IL COMPLESSO NE' NEGLI ANNI 70 NE' NEGLI ANNI RECENTI DA AGRIFINA.

municipio verde ha detto...

E per fortuna che ci siamo noi che qualche volta ne parliamo!
Mai uno che lasci un grazie per il lavoro che facciamo. Se qualcuno vuole intervenire su questo argomento , ci mandi un post senza contrapporlo a Gonfienti. E firmato!
Riccardo Buonaiuti

maria ha detto...

Come sarebbe che l'impresa è fallita? Come si chiamava?
Ciao Maria

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie