TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

mercoledì 21 maggio 2008

Europa. Verdi e reati ambientali.

GRUPPO VERDI/ALE AL PARLAMENTO EUROPEO
COMUNICATO STAMPA

Strasburgo, 21 maggio 2008
Direttiva sui reati ambientali. Monica Frassoni: "Un vero progresso nella protezione dell'ambiente"
Il Parlamento europeo ha oggi approvato, pressoché all'unanimità, il rapporto del deputato Hartmut Nassauer (liberali, Germania) che contiene una proposta di direttiva per considerare alcune gravi violazioni ambientali dei reati penali.
Monica Frassoni, relatore ombra e Co-Presidente del Gruppo dei Verdi/ALE, ha così commentato il voto:"Siamo contenti per questa proposta di direttiva, la prima in assoluto che invochi sanzioni penali, che definisce reati a livello europeo le più gravi violazioni della normativa ambientale, indipendentemente dal fatto che siano frutto di dolo o negligenza grave. Tali violazioni vanno dall'inquinamento dell'aria, del suolo e dell'acqua, quando provoca danni alle persone e all'ambiente, fino ai casi più gravi di trasferimento illegale di rifiuti. Come Verdi siamo riusciti a opporci a ogni tentativo di ridurre le sanzioni penali in riferimento a reati relativi a specie ed habitat protetti e riconosciamo le migliorie apportate a questa prima bozza. Nondimeno, anche se la proposta di direttiva rappresenta una novità positiva, va riconosciuto che è perfettibile. Ci dispiace soprattutto per i limiti introdotti all'ambito della direttiva dopo l'aggiunta di due allegati in cui si elencano le direttive che definiscono gli "illeciti" nel diritto ambientale europeo. La responsabilità per l'applicazione della direttiva, nonché dell'individuazione del tipo e della durata delle sanzioni per i reati ambientali, sarà degli Stati membri. Seguiremo naturalmente da vicino le loro iniziative in questo senso. Ad ogni modo, grazie a questa direttiva, non sarà più possibile per gli Stati membri depenalizzare i reati ambientali: una conquista storica."

martedì 20 maggio 2008

Amazzonia. Lula, Romanelli e l'ecologia possibile.

Qui di seguito un articolo di QN e un commento di Mauro Romanelli. MV

Da La Nazione - Il Resto del Carlino - Il Giorno - QN del 19/05/2008
«Lula svende le foreste dell'Amazzonia» Ecologisti all'attacco
Caos dopo le dimissioni della ministra verde


SAN PAOLO
Il progetto di legge «Foresta Zero», denunciato dagli ambientalisti come un colpo mortale alle foreste dell'Amazzonia, le più estese del mondo e polmone verde del continente sudaamericano, è sul punto di essere approvato dal Congresso del Brasile, ora che è venuta meno la ferma opposizione dell'ex ministro dell'ambiente Marina Silva, dimessasi polemicamente dall'incarico cinque giorni fa. Il presidente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva ha accettato le dimissioni e nominato subito il successore, Carlos Minc. Il progetto, denominato «Foresta Zero» dalle organizzazioni ambientaliste, prevede che i proprietari terrieri dell'Amazzonia non siano più costretti a mantenere l'80 per cento delle loro terre con vegetazione nativa. Il 30 per cento potrà essere rimboscato con un altro tipo di vegetazione, tipo gli eucalipti, ossia con una foresta non più amazzonica. E, cosa ancor più criticata dagli ecologisti, sarà permesso che il disboscamento in un determinato stato brasiliano possa essere compensato con il rimboschimento in un'altra parte del Brasile. «Marina Silva si è mostrata fin dall'inizio contraria al progetto che ha un enorme potenziale di distruzione - ha detto il coordinatore in Brasile di Greenpeace, Marcio Mastrini -, non voleva neppure discutere questa proposta». Il neoministro Minc, fondatore del Partito Verde, viene dall'esperienza di segretario per l'ambiente dello stato di Rio de Janeiro. In 16 mesi di operato ha concesso alle imprese più di 2.000 licenze ambientali, guadagnandosi i complimenti di Lula per la rapida eliminazione di un impedimento ecologico ad un progetto della Petrobras, l'ente petrolifero di stato in Brasile. La fama di Minc è di essere molto piu' sensibile alle ragioni delle imprese piuttosto che alle esigenze di protezione dell'ambiente difese a spada tratta dalla precedente ministro. «Il problema è se Minc riuscirà a fornire le assicurazioni che la Silva dava a livello mondiale, che i prodotti agricoli brasiliani venduti all'estero non sono frutto della devastazione della foresta amazzonica - ha concluso Mastrini -. In caso contrario, il Brasile potrà perdere in esportazioni soprattutto verso i paesi europei, preoccupati per l'effetto serra». Per queste ragioni, quasi tutti gli ambientalisti brasiliani e stranieri vedono l'avvento di Minc come un autentico salto nel buio per il governo Lula e per l'Amazzonia.



E' possibile una politica di Governo ecologista, sociale, di sinistra - ancorchè riformista, ancorchè moderata, ancorchè graduale - oggi, in questo mondo, con gli interessi che lo governano?
E se non è possibile, è possibile d'altro canto pensare ad una politica esclusivamente di opposizione, che alla lunga non può che dare il senso della minoritarietà e della marginalità, escludendoci da ogni luogo decisionale, e facendoci alla distanza morire, anche se forse rinvigorire nel breve periodo?
Accomuno non a caso l'interrogativo sugli ecologisti a quello sulla Sinistra, poichè penso, ed è un motivo per cui ritengo che in questa fase storica le nostri sorti e quelle della Sinistra siano comuni, che, pur nelle differenze, noi ecologisti e il mondo della Sinistra variamente intesa, stiamo vivendo le stesse contraddizioni.
Abbiamo tutti "tifato" per la Sinistra plurale francese, al Governo qualche anno fa con Jospin, che ha prodotto alcuni risultati ambientalisti, sociali e laici, per un periodo incrementando anche i consensi, e riducendo la destra al minimo storico, ma che poi si è dissolta nello spazio di un mattino per la deriva neocentrista di un Jospin diventato tatticheggiante e tremulo, che ha lasciato spazio a sinistra ai trotzkisti, facendosi superare da Le pen e non riuscendo a raggiungere il ballottaggio con Chirac.
Abbiamo tifato per il Governo rosso verde tedesco, che aveva iniziato con la quinta marcia del Ministro dell'Economia Lafontaine, autore di una riforma fiscale ambientale e redistributiva a favore dei lavoratori e delle piccole imprese, e che colpiva banche, grandi capitali, inquinatori ... e abbiamo visto come è finita ... Lafontaine licenziato in tronco da Schroeder, e il Governo rosso verde scivolato sempre più verso un pragmatismo inizialmente tutto sommato accettabile (con un buon ruolo dei Verdi), infine indistinguibile dai conservatori, con i quali infatti oggi allegramente la Spd governa (perdendo voti, ma governa).
Abbiamo sperato in Lula, socialista, con ministri ecologisti ... e ... stiamo vedendo cosa succede (non solo quello che ha riportato Andrea, ma anche l'apertura agli ogm, ecc).
Abbiamo governato sette anni col centro-sinistra in Italia, facendo anche alcune cose buone ... sgravi per le ristrutturazioni, argine agli ogm dal Ministero dell'Agricoltura, argine ai cip6 con l'ultimo Governo
... ma poi "il sistema" ci ha annientato.
Parlo di "sistema" non tanto per fare vittimismo o per negare gli errori di un gruppo dirigente ... il contrario ... ritengo che la corruzione e la cooptazione di pezzi del nostro gruppo dirigente, sia parte della strategia finalizzata a depotenziare il nostro operato.
Perciò ritengo che le nostre riforme interne non possano prescindere dalle considerazioni di quadro generale ... il fatto che i partiti funzionino in una certa maniera, non è scollegato, ma è funzionale al mantenimento degli assetti di potere più generali di questa società.

Mauro Romanelli
coportavoce dei Verdi della Toscana

lunedì 19 maggio 2008

SEGRETO DI STATO su inceneritori e centrali nucleari.

Abbiamo ricevuto quest'informazione già da ieri ma prima abbiamo verificato se era vera. Purtroppo l'interpretazione che viene data del decreto ci sembra piuttosto attendibile.
MV
La Gazzetta Ufficiale del 16 aprile, n.90, pubblica -rendendolo operativo- un decreto del Governo Prodi che prevede la copertura di segreto di Stato per i depositi di scorie nucleari, nuovi impianti di produzione energetica, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori e centrali nucleari.
Il decreto prevede che: "Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono *svolte da autonomi uffici di controllo* collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento".
"Le amministrazioni *non sono tenute* agli obblighi di comunicazione verso le *aziende sanitarie locali* (per quel che controllano) e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno, comunque, facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione".
"Sono suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato le *informazioni*, le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i *luoghi* e le cose attinenti alle materie di riferimento".
Nei fatti, se un *Sindaco* dovesse divulgare ai suoi cittadini l'esistenza di una discarica di scorie nucleari nel suo Comune finirebbe in galera come previsto per un minimo di cinque anni come prevede l'art. 261 del Codice Penale.
E noi poveri stupidi sgomitavamo pensando che tra il Governo Prodi e quello Berlusconi esistessero delle differenze!
E gli illusi Verdi che sono passati a rafforzare il PD! e quelli che l'hanno votato perchè il voto era utile!

Oltre il giardino: Honduras, Padre Josè e la foresta.

In Honduras sacerdote guida marcia per salvare boschi.

Padre Jose' Andres Tamayo, battagliero sacerdote dell'Honduras, si e'posto alla testa di una Marcia per la Vita e per la difesa dell'ambiente che, partita da Catamacas (confine con il Nicaragua), attraversera' per 16 giorni varie province del paese e terminera' il 29 maggio davanti al Palazzo presidenziale di Tegucigalpa.
L'obiettivo di padre Tamayo, che nel 2005 ha ottenuto negli Stati Uniti il Premio Goldman per l'ambiente, e' di denunciare la distruzione del patrimonio boschivo del dipartimento di Olancho, e la liberta' di cui godono organizzazioni senza scrupoli che vendono il legname 'cancellando' annualmente in Honduras 108.000 ettari di boschi.
Il religioso, che e' parroco di Salama', anima il Movimento ambientale Olanchano (Mao) con cui da anni si oppone all'attivita' illegale di abbattimento degli alberi. Padre Tamayo ha rivelato piu' volte di aver ricevuto minacce di morte, assicurando che nel 2004 le organizzazioni che commerciano con il legname della provincia di Olancho hanno messo a disposizione 40.000 dollari per la sua eliminazione.
Al termine della marcia, a cui partecipano studenti, maestri, contadini e indigeni, una delegazione consegnera' al presidente della repubblica Manuel Zelaya un documento con 13 rivendicazioni per migliorare la qualita' dell'ambiente dei 7,5 milioni di honduregni.
Al momento della partenza del corteo, padre Tamayo ha assicurato che 'non si tratta di una processione di ambientalisti romantici, ne' di un pellegrinaggio di turisti 'verdi' che si propongono di fare una dieta per migliorare la loro linea perche' il nostro proposito e' di creare una coscienza popolare di protezione dell'ambiente'.
(notizia Ansa)

WWF. Settimana della biodiversità

Sabato scorso ha preso il via la Settimana della biodiversita'

Biodiversita' sta per natura, ma in un senso piu' profondo per intendere l'incredibile varieta' di esseri viventi e la loro rete di relazioni ecologiche. Sara' questo il tema scelto dal Wwf per una settimana fitta di appuntamenti, celebrazioni internazionali e eventi nazionali.

A partire da sabato 17 maggio la "Settimana della Biodiversita'" culminera' domenica 25 maggio nell'evento nazionale Giornata delle Oasi in cui verranno aperte gratuitamente le 130 are protette gestite dall'Associazione. Per il Wwf la biodiversita' e' una polizza sulla vita del nostro pianeta: "la nostra specie riuscira' a vivere fintanto che sara' garantita la varieta'
biologica e la sua evoluzione naturale. Ogni giorno - sottolinea l'associazione ambientalista - inconsapevolmente usufruiamo dei servizi che la natura offre, dai piu' banali come l'acqua che si beve, l'aria che si respira, il cibo a quelli piu' nascosti, come la protezione da eventi catastrofici offerta da un bosco in buona salute. Non solo, l'Italia e'
custode di una straordinaria varieta' di specie animali e vegetali, dovuta ad una particolare posizione geografica e conformazione geo-morfologica.
Vivono in Italia oltre 57.000 specie animali, piu' di un terzo dell'intera fauna europea, e 9.000 specie di piante, muschi e licheni, ovvero, la meta' delle specie vegetali del continente. Ricchissimo poi il patrimonio di specie tipiche, i cosiddetti endemismi: ben 5.000 tra animali e piante che vivono solo da noi".

Libri. I NO alle grandi opere

Un'altra importante iniziativa per conoscere e riflettere sulle ragioni del no alle grandi opere che incombono sull'Italia, ce la propone Paolo Balestri, libraio sì ma anche Verde.
mv


Giovedì 22 Maggio alle ore 21,15 Libreria Al Castello, Viale Piave 12-14 Prato, ti invita alla presentazione dei libri:


Le ragioni del NO
di Donatella della Porta e Gianni Piazza - Feltrinelli


Grandi opere
di Marco Cedolin - Arianna editrice


Saranno presenti il giornalista Marco Cedolin e la professoressa Donatella della Porta.
Introduce Paolo Balestri di Libreria al Castello.

per informazioni tel. 057420906
mail:mailto:libreriaalcastello@fastwebnet.it



scheda libri

Le ragioni del no
Quelli contro la costruzione della Tav in Val di Susa e del Ponte sullo Stretto di Messina sono due casi assai significativi delle mobilitazioni contro la realizzazione di grandi infrastrutture (strade, aeroporti, inceneritori) che, in tempi recenti, sono diventate ben visibili e molto discusse in Italia e in Europa. Accusati di proteggere egoisticamente “il proprio orticello”, gli abitanti mobilitati in comitati e associazioni, insieme a centri sociali e gruppi ambientalisti, presentano invece la propria azione come una difesa di beni comuni e principi dal valore universale. Non si limitano semplicemente a dire “no”, ma elaborano anche proposte alternative basate su un diverso modello di sviluppo, promuovendo forme di partecipazione politica diretta e “dal basso”. Definiti spesso come localisti, questi gruppi costruiscono al contrario reti nazionali e sopranazionali, utilizzando forme di protesta dirompenti e canali politici istituzionali, diventando essi stessi attori politici con cui i governi locali, nazionali e sovranazionali devono sempre più fare i conti. Ma chi sono gli attori mobilitati in queste proteste? Cosa porta in piazza quelli che spesso i mass media hanno descritto come masse variegate di sindaci e mamme, attivisti radicali e sindacalisti, preti e studenti? Perché rifiutano le “grandi opere” e quale immagine alternativa di progresso propongono? Il volume risponde a queste domande a partire da una ricerca sulle campagne di protesta contro la Tav in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto, condotta con i metodi delle scienze politiche e sociali. Sulla base di interviste in profondità, analisi di documenti e rassegna stampa, gli autori danno “voce” agli attivisti, guardando al modo in cui le vicende pubbliche si intrecciano a quelle private, la politica alla vita quotidiana.



Grandi Opere
Le Grandi Opere sono il simbolo di un mondo antiquato, corrotto e cadente: sono superate e inutili per chi intende percorrere strade diverse dalle solite.
La costruzione delle grandi opere infrastrutturali imposta dai governi di vari paesi ai propri cittadini sta seriamente minacciando la qualità della vita delle zone coinvolte a causa dell’impoverimento delle risorse economiche, energetiche e ambientali che la realizzazione di queste infrastrutture comporta.
Dalla TAV al Mose, dalla diga delle Tre Gole in Cina alle 300 isole artificiali al largo di Dubai, dal deposito per le scorie nucleari di Yucca Mountain all'Eurotunnel, dalla Stazione Spaziale Internazionale ISS all'oleodotto BTC, le grandi opere arricchiscono enormemente i grandi gruppi finanziari e industriali, ma producono miseria e sofferenza tra le popolazioni che sono chiamate a finanziarle.
In questo contesto, l'autore ricostruisce con dovizia di particolari gli intrecci che legano economia, potere e criminalità, e che stanno alla base dell’assurda convinzione secondo cui solo la crescita del prodotto interno lordo può favorire il miglioramento della qualità della vita.
Ma il testo non si ferma alla denuncia: nelle parole dell'autore si trova infatti una proposta di società alternativa molto più gradevole, gradita e gratificante, profondamente ispirata ai principi della decrescita, della sobrietà, del risparmio e dell'autoproduzione, dove i talenti e la creatività delle persone abbiano occasione di esprimersi e di emergere, e in cui l'ingerenza dell'economia e la schiavitù dal lavoro siano ridotte e allontanate dalle nostre vite.


In occasione della manifestazione Terra futura che si svolge a Firenze dal 23 al 25 Maggio, Liberia al castello ha avuto l'opportunita di organizzare anche un'altra iniziativa: Lunedì 26 al Terminale Cinema, Via Carbonaia 31 Prato, si terrà la presentazione del documentario Beaùtifl cauntri sulla camorra e i rifiuti in Campania (seguirà un invito)

domenica 18 maggio 2008

Prato. Il presidente "in pectore" degli industriali e la "moschea"

Sulla cronaca di Prato della Nazione di domenica troviamo uno spunto di riflessione interessante, che ci viene dal'ormai certo futuro presidente dell'Unione Industriali.
Riportiamo integralmente il pezzo che ci interessa:

[...] Così, quando gli chiediamo cosa pensa di questo dibattito e se è favorevole alla realizzazione di una nuova moschea all’interno della città, Marini risponde prontamente con un’altra domanda: «Che ce la fanno fare una chiesa cattolica in un Paese musulmano?». Come dire, appunto, che oltre alla »reciprocità di accesso ai mercati», occorre anche quella dei luoghi di culto. Sulla moschea, comunque, Marini mantiene perplessità anche di altro genere. «Per carità — mette le mani avanti Marini — io sono abituato a pensare che le persone siano oneste fino a prova contraria, ma certo quello che si legge e si sente sul mondo islamico non è che rassicuri molto. Comunque la moschea non è un problema in sé, ma se rappresenta un problema per la popolazione che abita nella zona dove dovrebbe sorgere, allora lo è anche per me». [....]

Un vero peccato che la Costituzione Italiana non parli di reciprocità, ma di libertà, e che, giusto per inciso, il cattolicesimo non è "religione di stato" - e per fortuna! - dalle nostre parti.
A noi, onestamente, poco importa che uno stato estero permetta o meno la costruzione di chiese cattoliche: ci preme decisamente molto di più che il nostro Stato, il nostro ordinamento e la nostra classe politica riconosca come validi, e difenda, quei principi fondamentali che fanno parte della nostra cultura e delle nostre tradizioni, e che si ritrovano nella carta costituzionale.... Senza dover chiedere ad altri di applicarli!

Kritias
per Municipio Verde

Vaiano. Scoperta una discarica di eternit

Da il Tirreno del 14/05/08

In Vallata scoperta una discarica di eternit

Abbandonati a Cave Serilli una trentina di pannelli ondulati

VAIANO. La polizia provinciale di Prato e la Vigilanza Anticendi Boschivi della Valbisenzio hanno scoperto una discarica abusiva di Eternit sopra la località di Cave di Serilli, sulla poco transitata strada che da Popigliano porta alla Collina di Prato, proprio al confine fra i comuni di Vaiano e Prato. Una quarantina i pannelli abbandonati da mano ignota in questo cimitero della vergogna, tra l’altro in una zona che fa parte dell’Area Protetta del Monteferrato. Impossibile risalire alla loro provenienza, unica certezza è che fossero parte o il tutto di una copertura industriale. E’ stata direttamente la Vab ad accorgersi della discarica, nel corso di una dello sue pattuglie sul territorio: i pannelli ondulati giacevano sul margine di una strada sterrata senza sfondo ed erano in buono stato di conservazione, anche perché la scoperta è avvenuta pochi giorni dopo il loro abbandono, visto che non erano ancora ricoperti di elementi del sottobosco.
L’abbandono di Eternit è un fatto abbastanza nuovo in vallata - dove più comune è lo sport di seminare all’aria aperta calcinacci ed elettrodomestici usati - pur essendo le coperture di questo materiale, che è un impasto di cemento ed amianto, diffuse, specie nelle più vecchie zone artigianali e nelle baracche dei contadini della domenica. Lo smaltimento di questa sostanza non è una bazzecola e per farlo bisogna rivolgersi a soggetti autorizzati, come Asm: il rivestimento di Eternit deve essere rimosso con cautela, pitturato con una vernice che gli impedisca di disperdersi nell’aria e quindi coperto di plastica.
Brevettato all’inizio del secolo scorso, è stato largamente utilizzato fino a che non si è scoperta la tossicità delle polveri di amianto (fuori legge in Italia dal 1992), microparticelle che possono condurre a malattie polmonari anche letali.
Gia.Ma.

Via Puccini. Ma davvero è peggio di trent'anni fa?

Riportiamo una bella lettera pubblicata dall'edizione pratese del Tirreno di un'abitante di via Puccini. Tanto per riflettere ancora...
MV

dal Tirreno del 18/05/08

VIA PUCCINI

Ma davvero è peggio
di trent’anni fa?

Sono nata in quel “budello” che è via Puccini, che budello in realtà non mi è mai sembrato. Forse perché il termine mi pare dispregiativo, quasi offensivo, ed io, al contrario amo la “mia” strada. E’ vero, io ci vivo ancora, nonostante i 140 appartamenti, con tutto ciò che questo significherà. Non sono ancora convinta che sia una “brutta” strada. Certo, ci sono i problemi, ma sarebbe possibile, anche se non facile, risolverli. Basterebbe un po’ più di attenzione e di coscienza. Devo dire, in verità, che la situazione attuale è molto diversa da quella di 30 anni fa quando, da piccola, correvo in fondo alla strada dove ora c’è un semplice giardino. Allora non c’era verde, e correvamo a vedere di che colore era la gora che passava di lì: rossa, verde, nera scommettevamo di indovinarne il colore e non sentivamo neppure il puzzo che emanava. Era molto diverso quando giocavamo con i fusi davanti ai telai che battevano in fondo alla strada notte e giorno. Ci sembrava normale allora. Ma io non sono certa che fosse più bello di ora.
E’ vero, la zona è “piena di cinesi” ma i bambini che giocano nelle case che fino a ieri erano fatiscenti e disabitate e che ora sono “un po’ così”, come dice lei, a me danno gioia. Sono segni di speranza e amo salutarli e fermarmi a parlare con loro.
Cara signora Orsini, lei ha ragione, molte cose non vanno, ma basterebbe un po’ più di collaborazione per farle andare meglio: da parte delle forze dell’ordine, dell’amministrazione, dell’Asm. Ma sarebbe anche necessario un senso di responsabilità da parte di coloro che stanno ormai da tempo approfittandosi di questa “manna” rappresentata dai cinesi. Quei capannoni “industriali malridotti” non sono capannoni di proprietà di quei cinesi (anche se ho la sensazione che lo diverranno presto), ma spesso sono di italiani che fino a qualche anno fa li lasciavano cadere a pezzi piuttosto che ristrutturarli, venderli, affittarli o aprirvi una attività.
Cristina Pacini

sabato 17 maggio 2008

Prato. Al macrolotto zero, un progetto di "Valore"

Mentre gli abitanti di via Pistoiese e dintorni muovevano guerra al Centro islamico, sicura causa di sovrappopolamento e di difficoltà enormi di mobilità e di parcheggio (tutto vero, per Bacco), si lavorava alacremente alla preparazione del terreno di via Filzi che fu di proprietà di Giuliano Gori, l'industriale famoso per la collezione di arte contemporanea della villa di Celle. Su quest'area lavorano le ruspe alla realizzazione delle fogne necessarie alla costruzione di un complesso in cui sono previsti oltre trecento alloggi. L'imprenditore proprietario del lotto ha venduto alla Valore spa dell'architetto Giovanni Valentini, a noi nota per l'ecomostro del complesso abitativo del cementificio a Le Macine (via Firenze, guardate su google maps).
Qua sotto riproduco gli estremi della delibera di consiglio comunale in cui si è data via libera "all'adozione in variante" del progetto:
Delibera di Consiglio n. 23 anno 2004 esecutiva dal 13/02/2004P.D.R. N. 121 (ISTANZA P.G. N. 16099 DEL 13.03.03) VIA FILZI, VIA ERBOSA - PROPRIETA' CAFISSI EDO E GORI GIULIANO - ADOZIONE IN VARIANTE AI SENSI DEGLI ARTT. 28 E 31 L.R. 5/95 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI.
La cosa più divertente è che il progettista del complesso abitativo è il notissimo ingegnere Lamberto Gestri, già coordinatore della Margherita e adesso vice segretario del PD pratese, ma soprattutto "l'uomo delle partecipate", attualmente consigliere di amministrazione di Estra, la società del Gas , nata dalla fusione di Consiag con Intesa.
L'uomo politico, originario di Casale, è uno sperimentato e redditizio trade-union fra il partito unico di Prato e il potere economico dei consorzi edili ma non finisce mai di stupirci.
Così mentre tutti sbraitano per l'alta densità abitativa del Macrolotto 0, dove non entra più uno spillo, si continuano a costruire alloggi e per di più senza i criteri del nuovo regolamento urbanistico, entrato recentemente in vigore.
L'assessore Ciuoffo, alla guida della sua gru, manda a dire che è tutta colpa del piano Secchi e che comunque il problema di quella zona non è certo l'aumento della residenza ma semmai le troppe attività, produttive, aggiungiamo noi. Solo schiavitù, dice De La Betonière.
Che ne pensate?

Per Municipio Verde
la zia Alma

Toscana. Processo per i dissesti della TAV

"Bene, ora abbiamo capito che il prezzo da pagare per realizzare queste opere in Italia è questo: dieci anni di galera." E' il commento dell'avvocato Tullio Padovani che difende la Cavet in un processo ambientale che è tra i più importanti degli ultimi anni.
Ci toccherà aspettare dicembre, se va bene, per conoscere la sentenza di primo grado contro i responsabili del dissesto idrogeologico nel Mugello, procurato con i lavori della Tav e per altri reati un po' minori quali il furto d'acqua e la cessione illecita di rifiuti.
Si parte da una richiesta complessiva di 180 anni, da parte del Pubblico Ministero, per complessivi 43 imputati. Buona parte di essi sono i dirigenti della ditta Cavet, subappaltatrice della Fiat in questa operazione e responsabile dei lavori dell'alta velocità, altri sono a capo di varie società per la gestione di cave e discariche e ovviamente qualche funzionario pubblico.
A parte gli anni di galera che , si sa, finiscono sempre per essere evitati, soprattutto dagli imputati eccellenti, la richiesta più dura è quella pecuniara che complessivamente raggiunge il miliardo di euro. Dieci milioni li ha chiesti da solo l'avvocato deglli abitanti del Monte Morello, rimasti senz'acqua.
E' ancora lì che non si capacita l'avvocato Padovani difensore dei criminali ambientali, e si indigna per una richiesta tanto alta, dicendo che neppure per il Vajont è stato chiesto così tanto.
Sorvoliamo su questa bestemmia che in questo contesto illumina sulla cattiva fede e la pretesa di impunità che i consorzi dei cementificatori richiedono per bocca dei loro difensori.
Diciamo solo una cosa. Seguiremo questo processo.

Per Municipio Verde
Daniela Morra
coportavoce regionale dei Verdi Toscani

venerdì 16 maggio 2008

Prato: Becheri sul Macrolotto 0

Questo documento è già apparso sui giornali ma ci sembra importante inserirlo per chi non l'ha letto.
MV
Prato è la città con la concentrazione di migranti fra le piu’ alte d’Italia, a cui si accompagna una crisi sociale ed economica alla quale fa da contraltare una debolezza della politica nel rispondere a questa crisi ormai annosa. E’ quindi una realtà che, pur con le proprie peculiarità, può rappresentare uno specchio della situazione nazionale in merito a ciò che ruota attorno al binomio, sbagliato, immigrazione-sicurezza. Mentre un puntuale rapporto dell’Irpet ci dice quale ruolo fondamentale hanno i migranti per l’economia e la società toscane e con quanta insicurezza – questa sì alquanto reale, da piu’ punti di vista – essi vivano la loro condizione, il sindaco Marco Romagnoli scrive l’ennesimo appello al Governo per avere piu’ risorse – alcune anche condivisibili - ma rivolte soprattutto all’ordine pubblico e un suo assessore minaccia le dimissioni se non gli daranno la possibilità di setacciare intere zone della città ; proprio quando il nuovo esecutivo annuncia pacchetti sicurezza dove si considereranno giuridicamente criminali i clandestini. Su questo si è messo quindi l’acceleratore e una domanda di fondo a mio avviso si impone: se si procede su questa strada sbagliata, che fa indignare, credo che la politica dimostri la sua sostanziale inutilità in quanto la gestione di quelli che sono considerati da molti i principali problemi della convivenza civile, cioè immigrazione sicurezza e legalità (ritenuti acriticamente inscindibili), possono essere direttamente gestiti dal prefetto. In questo modo la politica si piega alla vulgata attuale, guarda all’oggi nel peggiore dei modi senza proporre soluzioni di medio lungo periodo, che sono proprio quelle che le competono. Nessuno nega che in alcune aree cittadine ci sia difficoltà di convivenza, specialmente nella zona di via Pistoiese, ma mi chiedo come mai, invece di pensare solamente a poli espositivi e a vetrine alle porte della città, non si sia dato priorità alla riqualificazione di quelle zone, affrontando la questione della totale assenza di spazi di socialità che favorirebbero la convivenza. E’ necessario quindi lanciare un progetto partecipato per la riqualificazione del macrolotto zero e chiamare extra comunitari ed italiani a parteciparvi, in un quadro di ripensamento urbanistico del centro storico che non può attendere fantomatiche quanto lontane varianti generali che mai vedranno la luce in questa legislatura. Questa la proposta che mi sento di lanciare. Insomma due strade abbiamo di fronte, o chi la spara piu’ grossa come fanno PD e PDL nell’identificazione della sicurezza intesa come “militarizzazione” del territorio – lezione Roma docet… - , oppure tornare a esprimere la diversità delle idee per la ricostruzione di un senso di comunità che proprio la crisi di Prato necessita. Diversità che si dovrebbe sostanziare nel comprendere le modificazioni della presenza dell’immigrazione a Prato, che si sta facendo sempre meno committente economica dei pratesi e sempre piu’ pezzo autonomo dell’economia cittadina. Comprendere e agire, sapendo che se giustamente vi deve essere il rispetto della persona nei suoi tempi e modi di vita e di lavoro, questo deve passare da un idea diversa di una città che proprio sul suo poco rispetto, negli anni, ha fondato la sua competitività a livello internazionale. Ed infine, ci vorrebbe una parola chiara sulla moltiplicazione della clandestinità creata dalla legge Bossi Fini, sulla necessità che si giunga presto al voto per i migranti a livello regionale, ecc. mentre invece l’ordine del giorno da me presentato su questo e sul loro voto nelle circoscrizioni è volutamente bloccato in consiglio comunale.

Leonardo Becheri
Capogruppo Rifondazione Comunista
Comune di Prato

Verdi italiani? E' anche colpa loro.

COHN-BENDIT. LA PAURA DELLE RIFORME IN ITALIA SPINGE ALL'ESTREMISMO. L'EX LEADER DEL '68: I GIOVANI SONO TERRORIZZATI DAI CAMBIAMENTI (di Luana de Micco)

PARIGI - 15 MAG - ''E' la paura delle riforme, l'angoscia del cambiamento a far nascere in Italia fenomeni come la Lega Nord, a spingere la gente a votare per gli estremismi'': e' questa la diagnosi di Daniel Cohn-Bendit, ex leader francese della contestazione studentesca di 40 anni fa, parlamentare europeo per i Verdi e ora autore di 'Forget 68', libro scritto ''in fretta'' in risposta all'ormai famosa dichiarazione del presidente francese Nicolas Sarkozy di liquidare l'eredita' di quel maggio.
La stessa paura delle riforme, secondo 'Dany le Rouge', si legge nei comportamenti delle nuove generazioni: ''e' piu difficile essere giovani oggi rispetto a 40 anni fa - spiega -allora non si conoscevano l'Aids, il degrado ecologico, la disoccupazione, la mondializzazione spinta. I giovani ora non hanno piu' prospettive, non sono piu' padroni del loro avvenire e quindi cercano di proteggersi da un mondo sempre piu' pericoloso. Vivono in un'angoscia delle riforme, la stessa che c'e' in l'Italia''. I Verdi, in Italia, sono scomparsi dalla scena politica di primo piano: ''la situazione e' drammatica - dice Cohn-Bendit - perche' i Verdi non sono solo assenti dal governo, ma anche dal parlamento. Ed e' anche colpa loro''.
La Francia, invece, e' oggi un paese che ''va fiero del suo '68, a destra e a sinistra, come puo' andare fiero del Tgv, del Concorde e delle centrali nucleari''. Un paese in cui l'eredita' del '68 e' visibile: ''senza di essa, un uomo divorziato due volte non sarebbe mai stato eletto presidente''. Gli studenti francesi tornano oggi in piazza a Parigi contro i tagli nel servizio pubblico annunciati dal governo per il prossimo anno scolastico. ''Le masse ci sono, continua Cohn-Bendit - I giovani continuano ancora ad esprimere i loro disagi. E' che vorrebbero un cavaliere bianco che dia loro un nuovo '68''. Per Cohn-Bendit, il presidente Sarkozy non e' stato capace di dialogare con quei giovani, ne' di far capire ai francesi la necessita' delle riforme.
Ecco allora che ''la riforma dell'universita' e' stata un flop, cosi' come il pacchetto fiscale. Sarkozy e' un buon commerciante - continua - che si e' saputo vendere bene. Ma ora i francesi sono delusi e pensano di essere stati presi in giro''. L'ex sessantottino si lancia in previsioni: ''massimo sei mesi e sara' proposto un piano di rigore''.(ANSA).

CCC Prato: le solite facce per il Bene Comune.

Riceviamo questo documento dal Coordinamento dei Comitati Cittadini e pubblichiamo condividendone ogni passaggio.
MV


Comunicato di venerdì 16 maggio 2008 del Coordinamento dei Comitati Civici cittadini di Prato a seguito dei commenti alla serata organizzata dal CCC lunedì sera a Palazzo Novellucci su "Sicurezza e legalità: la città e il suo futuro".

Il fine del nostro attivismo civico non è la polemica, ma l'attenta conoscenza dei fatti e la valutazione delle conseguenze delle scelte politiche sul futuro della nostra città coinvolgendo i saperi tecnici degli esperti, e i tanti saperi diffusi sul territorio. Questo è stato l'impegno che abbiamo tenuto con fermezza e moderazione su alcune battaglie che ci hanno visto oppositori decisi, quali l'ipotesi di inceneritore a Prato, il parcheggio interrato in Piazza Mercatale, il nuovo deposito della Cap alle Badie, il recupero del sito archeologico di Gonfienti, ecc. E questo era il metodo che ci proponevamo nell'incontro organizzato dal coordianamento lunedì sera. Noi non siamo e non vogliamo essere i comitati del no a priori, ma per il "bene comune" della citta', quando si tratta di prendere delle decisioni importanti e spesso irreversibili ci sforziamo di capire, confrontare, aprire un dialogo trasparente sui vari scenari possibili; a differenza di questa amministrazione che impone scelte spesso sbagliate senza la capacità di motivarle ed argomentarle adeguatamente. La sua azione è dunque incentrata principalmente in azioni di comunicazione e marketing, che si vorrebbe contrabbandare come partecipazione, mentre si fa leva sulla forza politica, mediatica e metodologica di controllo del suo capillare e diffuso partito per sterilizzare ogni forma di scomodo dissenso. E' per questo che l'amministrazione Romagnoli ha lanciato da tempo il suo ostracismo politico nei confronti del Coordinamento dei Comitati Cittadini, reo di rappresentare una coscienza civica politicamente non malleabile, e non ascrivibile a nessun partito, e non riconducibile a vecchi schemi consociativi, tanto cari a questa città. Già lo scorso 5 dicembre in Salone Consiliare il sindaco definì i comitati "le solite facce che vediamo sempre", da distinguere dai "cittadini veri" che invece non erano presenti e che avrebbero dovuto essere mobilitati, ipotizzando "l'adozione del sistema del sorteggio". Ci chiediamo quanto questo apprezzamento posso essere ritenuto democratico e di sinistra rivolto a coloro che rinunciano al proprio tempo libero e a serate con la propria famiglia per partecipare alla vita civica della città e dare il proprio piccolo disinteressato e Non retribuito contributo! Lunedì sera l'amministrazione ha dato vita ad un nuovo episodio di bassa statura politica, seguito ci spiace dirlo da una distorta ricostruzione dei fatti. Secondo il Sindaco: "prima hanno deciso dove, quando e come e poi mi hanno invitato a partecipare a cose gia' fatte senza concordare. L'agenda di un sindaco e' fitta di impegni e avevo gia' dato la mia disponibilita' al comitato di via Pistoiese. Mi sembra che la polemica sia stata cercata" (fonte http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL080901). Non contento Romagnoli, dopo un lunedì per lui piuttosto burrascoso, ha imbonito per mezzora senza contraddittorio gli insonnoliti telespettatori di Tv Prato impartendo la sua monocorde versione dei fatti .
Tutti i protagonisti sanno che le cose sono andate in maniera diversa. L'incontro e la sala erano prenotati da settimane. Lo stesso per gli inviti protocollati ed i contatti informali. Di contro solo nel fine settimana la presidente della circoscrizione centro, che cura i contatti con i comitati, ha dirottato sindaco e giunta nell'opportuna assemblea di San Domenico facendo mancare al Coordinamento ogni riferimento politico per la serata. A questo punto ogni soggetto dotato di indipendenza di giudizio puo' rendersi conto che la scelta dell'amministrazione di disertare con ogni suo componente l'incontro di Palazzo Novellucci è stata una precisa scelta politica. E vista la presenza del Questore di Prato Domenico Savi, del sostituto procuratore distrettuale antimafia Ettore Squillace Greco, e dei capiredattori dei due maggiori giornali cittadini riteniamo che non sia stata la scelta piu' felice.
Noi crediamo che la politica sia l'arte di discutere, anche con franchezza, e risolvere i problemi della polis, della comunità cittadina. Non esistono "cittadini veri" da contrapporre alle "solite facce". Esistono principi etici e di correttezza politica, che differiscono del tutto dalla bassa politica fatta di stratagemmi e di piccoli espedienti dalle gambe corte e dal naso lungo. Proprio per questo lunedì sera l'assenza del sindaco o di un suo rappresentante politico è risultata davanti a trecento persone ancora più rumorosa! Con l'intento di fare un torto al Coordinamento, coloro che sono venuti per ascoltare hanno visto invece l'amministrazione fuggire goffamente dalle proprie responsabilità.
Coordinamento dei Comitati Cittadini di Prato
Prato 16 maggio 2008

Firenze. Verdi: Renzi è un bravo ragazzo.

VERDI: RENZI SINDACO DI FIRENZE? NOI SAREMMO DA UN'ALTRA PARTE
FIRENZE 15 MAG -
''Renzi sta manifestando un atteggiamento di estremismo leadersitico, e rispetto a un Renzi sindaco noi siamo da un' altra parte''. Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani insieme al portavoce toscano del partito Mauro Romanelli, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento su una eventuale candidatura del presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi a sindaco del capoluogo toscano.
Roggiolani ha sottolineato come ''vorremmo che i 'Renzi' non attecchissero nel Pd. E' un bravo ragazzo, con un stile istituzionale particolare, ma e' bene che si regoli''. (ANSA).

Prato: affiora la città dei Multiculti!

Una festa di civiltà in una sala gremita di cittadini di tutte le razze, attenti e partecipi. Questa è stata l'assemblea di ieri sera, svoltasi al Laboratorio del Tempo, in via Filicaia e organizzato da Luigi Caroppo capo redattore della cronaca locale del quotidiano La Nazione.
Il tema era quanto mai impegnativo , anche se profondamente legato alle eperienze concrete e quotidiane dei cittadini:"Il rapporto fra le diverse etnie e fra le diverse confessioni che popolano la città di Prato.
Al tavolo si sono succeduti i protagonisti della querelle sulla nuova moschea: l'assessore Frattani, l'imam Mofeed e il rappresentante del comitato di via Pistoiese.
L'incarico di dare spessore al dibattito è stato dato all'antropologo Paolo Chiozzi che ha invece messo a dura prova la resistenza al sonno di decine di immigrati, di cui molti con una conoscenza limitata della lingua, ma anche degli italiani, inanellando una catena di luoghi comuni culturali, proferiti con presunzione e supponenza e con il ritmo di una parola al minuto. Ci auguriamo che non si compia più l'errore di resuscitare tali mummie per affrontare argomenti così vivi. Da sottolineare che il docente ha anche approfittato del suo intervento per presentare un suo libro. A parte questa sgradevolezza, la serata è stata veramente piena e interessante: un incontro vero e partecipato in cui le varie comunità straniere sono intervenute con i loro rappresentanti, dimostrando un grado di civiltà e di positività nei confronti della vita sociale, ormai del tutto scomparso fra gli italiani. Ci ha quasi commosso la semplicità con la quale l'imam ha espresso la sua profonda gratitudine per l'accoglienza ricevuta ed ha dichiarato di credere nella libertà di pensiero e di espressione.
Superflua la presenza del comitato di via Pistoiese, che fuori dallo sbraitamento anticinese, risulta assolutamente privo di spessore dialettico; folkloristico il piantonamento dei giovani leghisti in divisa.
Tra gli intervenuti vogliamo citare la fotografa Vittoria Ciolini, che ha dichiarato di essere rimasta profondamente turbata dall'assemblea di S. Domenico sulla moschea, e l'animatrice delle splendide esperienze del Laboratorio del Tempo, Luciana Bigagli che ha affrontato il problema dallo specifico femminile di migliaia di donne che vivono, oltre alla difficoltà di essere emigrate, quelle della condizione femminile.
Uno splendido inizio di dialogo, grazie all'iniziativa della Nazione, giornale che si pone adesso, nei confronti dei problemi della città, come una voce importante e costruttiva e non solo come alimentatore della paura e della diffidenza.
Peccato che non sia stato l'assessore a organizzare questo incontro. E peccato che il suo lavoro e le sue quotidiane azioni politiche a favore dell'intercultura, risultino positive solo ai beneficiari più diretti, cioè gli stranieri, mentre sono estranee alla comunità degli italiani.
Potrebbe, Frattani, utilizzare il tempo che gli resta da amministratore per avviare una vera politica del dialogo e della costruzione della città multiculturale e perdere meno tempo con i gruppi cinofobi.
R.B. per MUNICIPIO VERDE

giovedì 15 maggio 2008

Messaggio nella bottiglia: Verdi meno ingessati

Stavolta il messaggio in bottiglia riguarda il futuro dei Verdi e viene da Firenze.
mv

Non mi tacciate per eretico, anche se eresia e apostasia sono accuse tutt'ora molto elargite (dalle varie Chiese e non solo...), ma vi confesso che leggendo le varie opinioni mi viene in mente Ezra Pound quando scriveva: "Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui".
Al di là della figura di Pound e delle indebite appropriazioni fatte postume, non guardate il dito guardate la luna... mi pare che si attagli perfetamente al momento attuale del nostro movimento.
A Roma si è compiuta metà dell'opera ed è giusto darne il merito a Fabio Roggiolani perché la sua iniziativa è stata determinante nell'archiviazione definitiva dell'era Pecoraro Scanio (e forse anche di qualche suo sodale). Ma il problema non era solo cambiare il Portavoce, anzi adesso ahinoi Presidente, ma quello di un ricambio totale. Che non c'è stata la forza o il coraggio di attuare.
Dico questo non per spirito vendicativo, ma perché scaricare tutte le colpe su una persona è in Italia sport diffuso, e la responsabilità di aver intruppato i Verdi in intese "geneticamente modificate", riducendoli così non solo all'extra-parlamentarismo ma, peggio, alla marginalità politica, è responsabilità dell'intera classe dirigente verde.
Insomma, è normale che un soggetto politico, nel momento in cui vince nella società (oggi la coscienza eco-ambientalista non è più di nicchia, per fortuna!), scompare dalla scena politica. Vi pare normale?
Quando, qualche anno fa, si affermò nell'agenda politica italiana il tema tabù del federalismo, chi dalla fine degli anni '70 ne aveva fatta - bene o male - la propria bandiera, raccolse la conseguente e legittima messe di cosensi.
E i Verdi? Vincitori sconfitti. Beh, non si può non riflettere con rigore su questo e non fare una seria autocritica.
Ripeto quanto già scritto e, per la verità, suffragato da parecchie email di condivisione. I Verdi italiani, come il resto dei Verdi europei, hanno tutte le credenziali, una volta rinnovatisi in profondità, per proporre la propria faccia all'elettorato. Non hanno nulla di cui vergognarsi. Ai cittadini a giudicarli. Perché allora nascondersi dietro tattiche col fiato corto, come quelle già tristemente sperimentate col "Girasole" o con l' "Arcobaleno". La legge elettorale per le amministrative non penalizza la pluralità, quella nazionale non ci riguarderà per almeno cinque anni...
Qualcuno scrive che non dobbiamo pensare all'autosufficienza. Verissimo, ma autosufficienza ed autonomia non cose diverse. Nessuno dice che i Verdi non debbano dialogare, ovunque possibile, con la sinstra, con l'IdV, con il Pd o, meglio ancora, con le liste civiche (Gruppi di Grillo, Movimento per la Decrescita, Per il Bene Comune, etc etc), ma questo non significa abdicare alla propia identità e peculiarità. Il buon vecchio: marciare separati e colpire uniti, rammentate?
Io penso a dei Verdi molto meno ingessati rispetto a quanto lo siano stati fino ad oggi. Flessibili sul territorio, come si è affermato anche a Roma, ma non negli obiettivi. Rappresentativi della galassia associazionistica che si richiama ai valori del rispetto della natura, della terra, dell'aria e di ogni forma vivente. Capaci di esprimere un vigore nuovo sostenuto da passioni antiche. Capaci di dire robusti "no" e ponderati "invece". Correggere "l'ambientalismo del fare" con "l'ambientalismo dell'ascoltare". Capaci anche di spiegare che, forse, la modernità è oggi molto invecchiata!
Certo, questo significa ripartire dall'elaborazione culturale e politica prima che dall'alchimia delle alleanze o delle fusioni a freddo. Dagli uomini prima che dalle poltrone. Sapremo farlo in vista dei prossimi appuntamenti? Sapremo far contare le idee prima delle truppe cammellate? Perché... "Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui".

Andrea Aiazzi
Firenze

Verdi. Il colore dell'ecologia.

Un'altra voce sul futuro del partito ecologista.
mv

Politica senza verde o verde senza "politica"
di Roberto De Giorgi .
da www.agoramagazine.it

Ieri, il mondo s’è interrogato sul suo destino, dal punto di vista ambientale. Mentre in Italia più che un arcobaleno è caduto un fulmine sulla politica e sui giornali conservatori si plaude alla scomparsa dei Verdi. Lo sciacallo che s’aggira sui risultati elettorali dice questo semplicemente perchè non sa o finge di non sapere che sui temi ambientali c’è un mondo sommerso ed in rete. Ogni elezione è una storia a sé, già le elezioni Europee del prossimo anno diranno altre cose (toh! i Verdi sono tornati!]
Se c’è una cosa che deve essere chiarita è che l’ecologia non ha colore politico o meglio gli unici colori che comprende sono quelli della natura. L’errore italiano è stato quello di aver portato un partito verde ad assomigliare agli altri. Se tutti dicono le stesse cose, non v’è differenza. Non s’evidenzia lo spessore specifico. Ecco perchè poi sui temi della salute e dell’ambiente i diffusi movimenti ecologisti non sanno a quale santo votarsi.
I verdi tedeschi in questi giorni varano degli accordi con la CDU, dopo un lungo periodo di convivenza con la Spd. Non è un fatto nuovo, lo hanno già fatto nel passato. (Anche per questo i Die Grünen non promettono alleanze con nessuno nella prossima competizione del 2009).
Non si tratta d’essere ondivaghi, ma se partiamo dall’assioma che il tema ambientale è universale, un partito ecologista è politicamente neutro. Non risponde ai paradigmna tradizionali della politica: destra, centro o sinistra.
Un accordo possibile è allora sui problemi: moratoria sugli inceneritori e centrali a turbogas e carbone, puntando sul solare di Rubbia? Puntiamo alla bioedilizia con risparmio energetico? Introduciamo una diversa mobilità urbana lenta e pulita, ecc.. Se siamo d’accordo su questi temi perchè non fare governi locali e nazionali? Cosa c’è di ideologico dietro una diversa modalità di raccolta dei rifiuti? O valutando la certificazione ambientale di una impresa si farà magari cenno alla collocazione politica del titolare? Spesso la degenerazione affaristica della politica italiana dei conflitti di interesse ha marchiato di "politica" anche la scelta se fare o meno un ponte sullo stretto. Che deve essere, come ogni cosa da fare valutata per la sua efficenza, efficacia ed economicità.
Il problema italiano sta nello sdoganare l’ecologia dalla politica spicciola, della spartizione degli assessorati o dei ministeri. Perchè le inquietudini del mondo sono troppo grandi per entrare nei personalismi delle carriere politiche.
L’ambiente-uomo è tornato prepotentemente all’ordine del giorno dalle discussioni sulla diossina. Ecco la necessità di una politica che metta l’uomo al centro dell’attenzione, e che significa anche dare più responsabilità all’uomo stesso per quello che sta accadendo nell’ecosistema: una mutazione dell’agire umano, un mutamento dell’etica.
Problemi enormi che non è possibile discettare in un talk show televisivo accanto alla pubblicità dell’ultimo Suv. E che devono entrare in una discussione serrata sul "che fare?" . Senza la riedizione dei soliti congressi, delle solite dimissioni e del solito cambiare tutto per non cambiare niente.

Verdi. Verso il rinnovamento?

Il comunicato stampa che segue proviene dai Verdi Toscani ed ha per oggetto il futuro del partito nella coalizione di centro sinistra.
MV


Verdi per l'Unione (VERDI)
Comunicato del 15/05/2008


I VERDI TOSCANI INIZIANO IL PERCORSO FEDERALISTA

“I Verdi toscani confermano la volontà di aprirsi ad una coalizione arcobaleno non ideologizzata e chiusa che sappia aprire all’area laica e socialista; con l’obiettivo di riannodare i fili di un dialogo col Partito Democratico e con l’Italia dei Valori sempre che si interrompa la politica di annessione e di annientamento. Non ci convince l’idea di un’autosufficienza verde perché le elezioni politiche hanno chiaramente messo sotto accusa l’intero nostro gruppo dirigente nazionale, che si è infilato in un angolo su cui gli avversari economici e politici del paese stanno spingendo.
Apprezziamo il comportamento del Presidente Martini e di molti esponenti della Giunta Regionale, ma ovviamente per riaprire il dialogo occorre fare un passo in avanti sui contenuti da ambo le parti; se questo non sarà non ci sarà solo la rottura in Regione , ma anche in tutte le amministrazioni locali”

Mario Lupi capogruppo Verdi per l’Unione, Fabio Roggiolani consigliere regionale Verdi per l’Unione, Mauro Romanelli portavoce toscano Federazione Verdi.


Segue il documento approvato al consiglio federale nazionale, presentato da Roggiolani ed approvato a larga maggioranza. Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi senza potervelo mostrare.
Meglio tardi che mai.
MV

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO FEDERALE DEL 10-11 MAGGIO 2008 presentato a firma Lomelo - Roggiolani

Il Consiglio Federale Nazionale della Federazione dei Verdi, riunito a Roma il 10 e 11 maggio 2008, - prende atto, sentita la relazione del Presidente della Federazione dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha confermato la volontà di dimettersi dalle funzioni di Presidente dei Verdi, del rinnovo degli organi dirigenti anche attraverso un’assemblea statutaria; - prende atto che l’Esecutivo Nazionale dimissionario, che rimarrà in carica ai sensi dello statuto per assicurare la rappresentanza legale della Federazione e gli adempimenti statutari, provvederà a convocare un’Assemblea federale per delegati da svolgersi entro luglio 2008 con al primo punto all’ordine del giorno modifiche statutarie per la ridefinizione e l’elezione degli organismi dirigenti definitivi o provvisori; - decide che, per garantire il più approfondito dibattito politico programmatico, le mozioni politiche devono essere articolate per tesi. Il Consiglio Federale nazionale decide di istituire entro e non oltre il 28 maggio 2008 un Comitato composto da 12 persone elette dai consiglieri federali nazionali con le seguenti modalità e composizione:
• quattro componenti eletti dai consiglieri federali nazionali delle regioni del nord;
• quattro componenti eletti dai consiglieri federali nazionali delle regioni del centro;
• quattro componenti eletti dai consiglieri federali nazionali delle regioni del sud isole; che predisporrà d’intesa con l’Esecutivo nazionale le modifiche statutarie e le proposte di procedure per la riorganizzazione dei Verdi.
Il Comitato opererà per consenso.

62 voti a favore APPROVATO

ufficio stampa Gruppo Verdi per l’Unione

mercoledì 14 maggio 2008

Sanità. Verdi Toscani sul decesso della ragazza diabetica

COMUNICATO STAMPA

Firenze 14 maggio ‘08
“La tragica morte della ragazza di 16 anni ci pone ancora una volta sotto gli occhi l’evidente necessità di una normazione di discipline che per la maggior parte vengono esercitate correttamente.
La deregolamentazione offre il fianco a comportamenti criminali che in questo caso hanno dato l’esito più terribile. A un naturopata serio, onesto e preparato non sarebbe mai venuto in mente di interferire con le cure mediche di qualunque tipo esse siano. Non è questo il suo ruolo.
Mi auguro che i responsabili di questo crimine siano assicurati alla giustizia e messi in condizione di non nuocere ulteriormente. Chi lavora per il bene della salute altrui conosce il proprio profilo professionale, conosce il proprio spazio d’azione e non interferisce con le necessarie cure mediche in un pericoloso antagonismo con la medicina accademica la cui utilità non può essere messa in discussione da nessuno.”



Maria Grazia Campus – Esecutivo regionale Federazione Verdi della Toscana e Membro della Commissione Regionale di Bioetica in rappresentanza delle Discipline Bionaturali

Comitato di Montale: differenziata nelle scuole di Agliana

COMITATO CONTRO L'INCENERITORE DI MONTALE
Abbiamo appreso dai giornali di questi giorni dell'iniziativa della raccolta differenziata a partire dal 2009 promossa in tutte le scuole di Agliana.
Non possiamo che essere contenti che "finalmente" i presidi si interessino alla raccolta differenziata, ma troviamo a dir poco "populista" la modalità con cui il Comune di Agliana si presta all'attuazione del sistema di RD presso le proprie scuole, con il presunto intento di "rispetto dell'ambiente" e "tutela della salute pubblica".
Da una parte il comune annuncia che finanzierà l'iniziativa nelle scuole con "Ben" 5.500 Euro, mentre dall'altra, a soli 1500 metri da esse, procede all'ampliamento dell'inceneritore (in funzione già da 30 anni) investendo 28 milioni di euro per bruciare i rifiuti di oltre 33 comuni, senza contare i rifiuti speciali / ospedalieri che già incenerisce.
Se volesse pensare davvero ai ragazzi e al loro futuro allora basterebbe da subito "copiare" le esperienze come Capannori dove a MARZO 2008 e in soli 3 anni dalla partenza del "porta a porta", il RISULTATO ORMAI CONSOLIDATO, su oltre 26 mila cittadini, è stato dell' 82% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA, mentre Agliana è ferma ad uno scarso 22%.
Con la sola raccolta differenziata della carta a Capannori nel 2007 sono stati risparmiati:
-l'abbattimento di 100.000 alberi;
- il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua;
-l'emissione di 9.100 tonnellate di CO2.
Per un termine di paragone 2,85 milioni di litri di acqua risparmiati equivalgono al risparmio idrico del consumo annuo di ben 31.647 cittadini.
Grazie al riciclo del vetro e della plastica, la mancata emissione in atmosfera di CO2 è stata pari a ben 821.200 kg.
Grazie all'utilizzo di sfalci e potature hanno (e abbiamo) ottenuto un risparmio di 1.074.500 kg di CO2. Sommando questi dati si ottiene la mancata emissione di 1.904.800 tonnellate di CO2 in atmosfera, dato che coincide con il mancato consumo di 676.204 barili di petrolio.
Economicamente parlando nel solo 2007 a Capannori, il risparmio ottenuto grazie al riciclaggio di 15.723 tonnellate di rifiuti (che altrimenti sarebbero finiti in discarica e inceneritori) è stato pari a 2.348.000 Euro, senza contare le 30 nuove assunzioni fatte e la riduzione del 20% della TIA.
Quanto ancora vogliamo aspettare per pensare davvero al futuro dei nostri ragazzi? Il loro futuro è nel nostro presente! Noi, con le nostre scelte, siamo gli artefici di buona parte di ciò che le future generazioni troveranno.

martedì 13 maggio 2008

CCC. Il futuro di Prato o il futuro di Milone?

Ce lo devono spiegare i comitati pratesi riuniti sotto la sigla del CCC, come fanno a riempire sempre il salone di Palazzo Novellucci, di cittadini attivi e ansiosi di parlare, di denunciare, di fare proposte, di avere risposte, fino a tarda notte.
Non mi si venga a dire che la gente è stata richiamata dal tema Legalità e Sicurezza. Prato e il suo futuro. Si capiva lontano un miglio che non ci sarebbe stato da divertirsi a vociare contro nessuno ma che si era chiamati come al solito ad assumerci la responsabilità di conoscere le cose, di affrontare con la ragione i problemi. Come se non bastasse, a poca distanza, presso la parrocchia di S. Domenico, si svolgeva un’altra significativa assemblea, indirizzata più che altro al problema della moschea nel Macrolotto zero, e lì si poteva tranquillamente andare a maledire questo e quello, anche giustificatamene.
Il Sindaco, comunque è stato furbo e, invece di venire a rompersi le balle sulla prevenzione sociale del crimine, sul ruolo della polizia urbana in città, sull’alfabetizzazione linguistica, sul lavoro integrato delle forze di sicurezza, ha preferito andare dal Comitato di via Pistoiese che smadonnava sulla moschea.
Perché, diranno i nostri piccoli ma svegli lettori?
Ma perché il Sindaco è andato a dire che il Centro Culturale Islamico non si trasferirà in una sede più grande nel Macrolotto. State tranquilli. Semmai si costruirà una grande moschea nuova in area Declassata. La nostra opinione sull’argomento la sapete e altrimenti ve la leggete sul post recentemente dedicato all’Assessor Calcestruzzi. Quello che qui conta è altro.
Il Sindaco deve reggere il testimone fino in fondo per far partire la candidatura dell’attuale assessore Milone che si presenterà come il Pugno di ferro della sinistra, mai più buonista, mai più lassista, mai più classista!
Abbiamo il nome del Piddino che fermerà la Destra tagliandole la strada da destra.

Per concludere bisogna dire che non si è comunque sentita la mancanza dell'amministrazione, per altro rappresentata in perfetto stile Romagnoli (profilo basso, poca confidenza, la so lunga), dal comandante dei vigili, Andrea Pasquinelli.

Come al solito riceviamo commenti e cronache che potete inviarci anche su municipioverde@gmail.com.
Un commento è già disponibile sul sito di Francesco Querci dell'UDC: http://quartierepratocentro.blogspot.com/2008/05/la-lunga-notte-dei-comitati-cittadini.html

R.B. per Municipio Verde

Agliana: Staranamore e vegan.

MERCOLEDI 14 ORE 21:00
CI SARA' IL SECONDO APPUNTAMENTO DEL CINEVERDEFORUM, PRECEDUTO DA APERITIVO VEGANO:

"IL DOTTOR STRANAMORE ovvero come imparai a non preoccuparmi ed amare la bomba"
di Stanley Kubrick

SARA' PROIETTATO PRESSO IL LOCALE RED MOON AD AGLIANA ( Via Nuova Pratese 101 ; alla rotonda della Coop di Agliana – prima della rotonda per chi viene da Pistoia, dopo la rotonda per chi viene da Prato. AUTOSTRADA: uscita Prato ovest e prendere poi direzione Pistoia)

Ingresso gratuito per la proiezione, 6 euro il costo dell'aperitivo
Lorenzo
LORENZO LOMBARDI
CONSIGLIERE COMUNALE VERDI ARCOBALENO SU PISTOIA
PRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTE

Nuovo governo. L'amica dell'ambiente.

Stefania Prestigiacomo, tirata, labbra turgide da sembrare rifatte, tanto orgogliosa di sostenere che Marcello Dell’Utri gode della sua stima, è titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.
La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose.3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.
“Combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi” disse nel 2001 appena eletta ministro delle pari opportunità Stefania Prestigiacomo. Peccato si fosse dimenticata che da quel che emergeva le sue aziende siano state fabbriche di malattie.
La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.
Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio. Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilità i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un’indgine per bancarotta poiché nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmò la tanto agognata amnistia.
L’attuale ministra dell’Ambiente e della tutela del mare, quand’era alle pari opportunità era già in conflitto d’interessi. In un paese normale sarebbe finita chissà dove, trovandosi in Italia è rimasta dov’era dichiarando che “i problemi dei singoli non devono più riguardare un deputato della seconda Repubblica”. Figuriamoci un Ministro!
Questa notizia proviene da:
http://www.danielemartinelli.it/
MV

lunedì 12 maggio 2008

Prato come Barcellona?

Da Green-Report la notizia di un incontro da non perdere con David Fanfani.
mv
Urbanistica: Prato come Barcellona?

PRATO. Come un tessuto urbano in declino può diventare un’area metropolitana competitiva? Perché Barcellona è un modello da imitare? E che c’entra Prato con Barcellona?
Partendo dal caso spagnolo della città di Barcellona che da realtà urbana con caratteristiche industriali manifatturiere si è trasformata in una città basata sulla diversificazione economica, incentrata sulle attività innovative, sul turismo e su un ambiente urbano di grande qualità valorizzando i processi dell’economia della conoscenza, David Fanfani, del dipartimento di urbanistica e pianificazione del territorio dell’Università di Firenze, proverà a spiegare quali sono le analogie tra le due realtà cittadine, pur diverse per storia e dimensione.
L’incontro previsto per il prossimo 14 maggio, organizzato dal circolo di studio PerForma sulla rigenerazione urbana, si terrà presso i locali del segretariato District (piano terra, ingresso esterno nell’ala sinistra dell´entrata principale del museo Pecci), a partire dalle 20,30.
Fanfani in particolare parlerà di una delle esperienze più innovative della Catalogna: la rigenerazione urbana dell’ex quartiere industriale degradato del Poble Nou, conosciuto come la “Manchester Catalana” per la concentrazione di industrie tessili. A questi percorsi formativi gratuiti promossi dal comune e dalla provincia di Prato, parteciperanno esperti e cittadini che si confronteranno sui temi dell’innovazione del sapere come base per la competitività, della produttività territoriale in un contesto di sviluppo sostenibile e della gestione efficiente del territorio al servizio di cittadini, imprese e istituzioni. L’amministrazione fa sapere che i circoli di studio (che inizialmente erano cinque) sono stati accorpati nel circolo 1 “Le trasformazioni urbane e i suoi effetti fisici” e nel circolo 3 “Gli effetti sociali del processo di riqualificazione urbana”.

Peretola. Verdi e Sinistra moderni ma per la riduzione dei voli.

COMUNICATO STAMPA
Firenze, 12 Maggio 2008
BARUZZI, MALAVOLTI, PIERI, SOLDANI E VARRASI: «CONTINGENTAMENTO DEI VOLI ALL’AEROPORTO DI PERETOLA E RIDUZIONE DELL’ORARIO DI AGIBILITÀ DELLO SCALO»
«Contingentamento dei voli all’aeroporto “Vespucci” di Peretola e riduzione dell’orario di agibilità dello scalo». E’ quanto chiedono Giovanni Varrasi (Verdi), Anna Soldani, Daniele Baruzzi e Gregorio Malavolti (Sinistra Democratica), Leonardo Pieri (Rifondazione Comunista) che sulla questione hanno presentato due distinte mozioni. «Siamo per la modernità - hanno sottolineato i cinque esponenti della Sinistra Arcobaleno - e non per una visione municipalistica di stampo medievale che qualche esponente politico rivende per ultramoderna». «Attualmente - si sottolinea nelle due mozioni - i voli si sono intensificati, gli aerei sono diventati più grandi e rumorosi, il “sentiero di avvicinamento” dei velivoli si è abbassato. A volte, per i frequenti ritardi notturni, per i residenti della zona rimangono solo cinque ore scarse di silenzio. Una situazione, questa, ben al di fuori, dei limiti imposti dalla legge. Come se non bastasse il nuovo orario estivo prevede dieci voli giornalieri in più rispetto all’orario invernale e cinque-sette voli in più rispetto al 2007». «Di fronte a tale scenario - hanno spiegato Baruzzi, Malavolti e Varrasi - la politica di sinistra si preoccupa di conciliare le esigenze dell’impresa-aeroporto e degli utenti con quella delle decine di migliaia di cittadini che vedono profondamente peggiorata la qualità della loro vita. In tal senso questo tipo di sinistra sa dire i suoi sì e i suoi no con grande chiarezza e con rispetto per il sistema aeroportuale toscano dove il ruolo dello scalo di Pisa deve essere privilegiato. Chi vuole limitare correttamente lo sviluppo del “Vespucci” e non prevede grandi investimenti sul trasporto ferroviario tra Firenze e Pisa, raddoppiando eventualmente le linee, non svolge un ruolo politico responsabile perché autorizza in maniera illegittima un mercato selvaggio, centrato sul capoluogo toscano». «Questo è il nostro iniziale contributo al programma elettorale del centrosinistra - ha dichiarato Varrasi - dove risulta evidente un’attenzione particolare al rapporto tra impresa, territorio e cittadini. Il primato della politica e del bene comune, al quale la sinistra intende dare un contributo, consiste nel governare le strategie delle imprese e non essere costretti a subirle. In questo senso le posizioni del Presidente della Provincia Matteo Renzi, che sposa tesi ultrasviluppiste fuori da ogni contesto programmatico e di sistema, si collocano sul versante opposto rispetto a quelle da noi dichiarate». «Le nostre proposte - hanno concluso Baruzzi, Malavolti, Pieri, Soldani e Varrasi - sono dunque di richiedere al Governo e alla Regione Toscana il potenziamento dei collegamenti ferroviari con Pisa, prevedendo anche il raddoppio dei binari esistenti e a dare concreta attuazione al protocollo di intesa tra i sindaci di Firenze e Bologna prevedendo forme di raccordo stretto tra il Vespucci e lo scalo bolognese. Quanto a Peretola chiediamo anzitutto che si arrivi al contingentamento dei voli, come all’aeroporto romano di Ciampino, con modalità idonee alle proporzioni ridotte del nostro scalo che non si può permettere più di 70-80 voli complessivi al giorno. Infine chiediamo di ridurre l’orario di agibilità, dall’attuale 6.30-23 ad un più consono 7.00-22.00».

Verdi. Tre linee a Congresso

VERDI: CONGRESSO A LUGLIO
A GESTIRLO SARA' UN COMITATO DI GARANZIA.
PER L'ASSISE SI PROFILA SFIDA A TRE FRANCESCATO, CENTO, BOATO (di Alessandra Chini) (ANSA)

ROMA, 11 MAG - Congresso a luglio, gestito da un comitato di garanzia di 12 persone, elette su base federale (4 componenti per il Nord, 4 per il Centro e 4 per il Sud). E' questo l'esito del Consiglio Federale dei Verdi, riunito in questi due giorni con all'ordine del giorno l'analisi della sconfitta elettorale della Sinistra Arcobaleno e al quale Alfonso Pecoraro Scanio si presenta dimissionario. Le assise del 'parlamentino' dei Verdi, consegnano, di fatto, tre linee che potrebbero rispecchiarsi in altrettante tesi congressuali. Da un lato il gruppo dirigente uscente che esprime una mozione, votata a larga maggioranza (circa l'80% dei delegati), a prima firma Mimmo Lomelo e Fabio Roggiolani, nella quale viene ribadita una forte autonomia dei Verdi. Dall'altro quegli esponenti piu' vicini a Boato che non votano il documento della maggioranza (al quale mancano, in effetti, circa il 20% dei voti) chiedendo al Consiglio un comitato di garanzia piu' ristretto e con personalita' esterne come Boato o l'europarlamentare Monica Frassoni. Da parte di questa minoranza del 'Sole che ride' c'e' anche la richiesta di dichiarare completamente chiusa la vicenda della Sinistra Arcobaleno e di pensare a una interlocuzione privilegiato con il Pd. Infine la 'terza via', quella della mediazione tentata dall'ex sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, da sempre schierato per un dialogo con la sinistra e per la costruzione di una ''sinistra moderna ed ecologista'', che alla fine, in Consiglio, vota con la maggioranza. Dimessosi Pecoraro, che tornera' a fare l'avvocato e vuole fondare una Universita' Verde, che sara' 'militante semplice' del suo partito, per il congresso, quindi, si profilano tre possibili proposte. Una del gruppo dirigente uscente, che vuole piu' autonomia dei Verdi e un rapporto piu' stretto con il territorio e che potrebbe essere rappresentata da Grazia Francescato o Gianfranco Amendola. Una, quella piu' 'filo-Pd', che potrebbe riunirsi sul nome di Marco Boato o su quello di Monica Frassoni, per un forte dialogo con il Pd. E una terza, quella che fa capo a Paolo Cento, per un soggetto ecologista di sinistra nell'ottica della Sinistra Arcobaleno. Tre linee che potrebbero esprimersi in altrettante mozioni congressuali. (ANSA).

Il consiglio nazionale dei Verdi approva la proposta di Roggiolani

IL CONSIGLIO FEDERALE NAZIONALE DEI VERDI INIZIA IL PERCORSO FEDERALISTA

Questo primo importante risultato è stato ottenuto in base all’iniziativa dei 10 Consiglieri regionali e degli Assessori regionali dei Verdi per la riforma federalista del Partito.
Per la preparazione del Congresso di luglio, infatti, il Comitato di Garanzia che dovrà elaborare le riforme statutarie verrà scelto dalle tre aree geografiche del nord, del centro e del sud: si tratta del primo segnale della rottura di quel centralismo malato che tanti danni ha prodotto all’immagine e alla sostanza dei Verdi.
Non ci sono leader da sostituire a leader, i Verdi devono attraversare i prossimi anni facendo delle idee e delle proprie proposte la propria immagine e il proprio senso di esistere.
Chi pensa a questo primo passaggio come ad un escamotage per continuare il solito andazzo si sbaglia; per quanto mi riguarda, farò in modo che le componenti dei Verdi che vogliono il rinnovamento siano unite per stanare i furbi in vena di riciclaggio.
Il senso di responsabilità con cui abbiamo evitato lo scontro non sia interpretato come acquiescenza: lo scopo della nostra iniziativa è porre fine alle malefatte di una classe politica che in nome della propria autoconservazione ha gestito nel peggior modo possibile anche la fase straordinaria di apertura che in nuce poteva essere rappresentata dalla Sinistra l’Arcobaleno.
Quella esperienza è fallita, a livello nazionale, ma non ci rintaneremo in una per altro impossibile autosufficienza: dobbiamo saper coalizzare quanti nel Paese vogliono la salvaguardia del pianeta e l’equità sociale!

Prato: tutti casa e chiesa

Sull'ultimo numero del Vernacoliere (mensile di satira), è pubblicata la lettera di una coppia di giovani di Prato che raccontano la loro esperienza di ricerca della prima abitazione da acquistare.
Monica e Daniele, questi sono i loro nomi, avevano messo gli occhi su una casetta di 60 mq, completamente da ristrutturare, il cui prezzo era di soli 80000 euro. Vengono a sapere che si tratta di un lascito alla parrocchia locale, effettuato da due anziane signore.
I due si rivolgono al parroco che li smista all'amministratore. Il geometra fa presente ai due giovani che il prezzo era lievitato a 250000 euro. Di fronte alla costernazione dei due, il professionista spiega che il prezzo è triplicato per le necessità ingenti e urgenti della parrocchia di incassare denaro per ristrutturare altri immobili.
Non convinti, i due continuano a chiedere e vengono a sapere che il parroco sta trattando altri appartamenti, frutto dei lasciti di alcuni fedeli.
Si rivolgono alla Curia di Prato e viene loro risposto che il prete è l'unico che può trattare i beni della parrocchia e deciderne il prezzo. I due, ostinati, tornano dal sacerdote che però chiarisce che si tratta di beni della curia e che il Vescovo, o chi per lui, ha l'ultima parola.
Pochi mesi fa, il Vescovo Simoni ha tuonato dal pulpito contro gli speculatori e ha chiesto ai pratesi benestanti di essere meno egoisti. Ha fatto appello al buon cuore di tutti per superare questo momento di grande difficoltà.
Noi, rivolgiamo un appello al Vescovo e a tutti i sacerdoti della nostra diocesi: siate meno egoisti e cominciate voi a vendere a prezzi bassi quello che avete ricevuto in dono dai fedeli defunti; dimostrate di volere davvero aiutare la città!

Fra' Dolcino
per MV

" E se in cuore al prete c'erano cose alte, avrà dato cose alte e se c'erano mediocri le avrà date mediocri. E se c'era fede avrà dato fede."
Lorenzo Milani

domenica 11 maggio 2008

Cinque per mille all'ISDE

Dalla dottoressa Gentilini riceviamo questo invito a indirizzare il 5 per 1000 dell'Irpef all'associazione dei medici per l'ambiente.
Chi fosse ancora a tempo ci faccia un pensierino.
MV

Carissimi,
vi ricordo che è possibile versare il 5 per mille all' ISDE ed associarsi secondo le modalità sotto indicate, sosteneteci!
Patrizia Gentilini

5 per 1000

E' possibile versare nella prossima dichiarazione dei redditi il 5 per mille dell'IRPEF all'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE), riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall'ONU. Come è noto, una associazione di volontari senza fini di lucro non ha mezzi propri per sostenere i costi delle campagne, studi e azioni che vorrebbe portare a termine per il bene collettivo in campo ecologico e promuovere l'organizzazione di iniziative finalizzate alla protezione ambientale.
Costituita prevalentemente da medici e operatori sanitari, ma anche di altre professionalità,
Numero di Codice Fiscale dell'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE) 92006460510


Associazione Medici per l'Ambiente
ISDE Italia
www.isde.it